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  • Nel giorno del giuramento al Quirinale del Governo Conte bis, il neo ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti rilascia delle dichiarazioni promettenti: sostiene di volere far approvare il prima possibile il decreto salva-precari saltato nell’esecutivo precedente, con l’intenzione di migliorarne i contenuti, perché sostiene che la piaga della supplentite deve essere debellata; si oppone a qualsiasi forma di regionalizzazione, poiché ricorda, come ha sostenuto sempre l’Anief, che nella scuola già esiste ampia autonomia; infine, si dimostra deciso nel chiedere finanziamenti immediati, pari a due miliardi di euro, attraverso la prossima Legge di Stabilità reputandoli indispensabili per risollevare il settore minacciando di rimettere il mandato nel caso ciò non avvenisse. Fa ben sperare anche ilprogramma predisposto dalla nuova maggioranza governativa, nel quale si parla apertamente di cancellazione delle classi pollaio, valorizzazione economica del ruolo dei docenti, miglioramento della sicurezza e del diritto allo studio, contrasto degli abbandoni precoci e del fenomeno del bullismo.

    Marcello Pacifico (Anief): Quella del ministro Lorenzo Fioramonti ci sembra un’ottima partenza, perché va a toccare dei tasti dolenti per la Scuola italiana, per i quali il nostro sindacato si batte da anni senza avere però mai ottenuto riscontri positivi da parte dei precedenti titolari del Miur. Riteniamo anche importante stabilire al più presto un confronto con il neo ministro, per entrare nei dettagli su come agire per stabilizzare le tante tipologie di precari che esistono e fanno andare avanti oggi l’istruzione pubblica. Confidiamo inoltre nella concretizzazione della questione economica che continua a far rimanere i lavoratori della scuola italiana su livelli indecorosi e addirittura molto al di sotto del tasso di inflazione. 

  • Più che la regionalizzazione auspicata dalla Lega e crollata assieme al precedente governo, c’è una strada più concreta e vicina ai bisogni di chi lavora nella scuola e di chi la vive quotidianamente. Bisogna tenere conto «se un territorio è isolato. Quindici anni fa esisteva una legge che assegnava il doppio del punteggio a chi insegnava nelle zone disagiate; si potrebbe anche agire dal punto di vista contrattuale, dando un’indennità per compensare i disagi. Ciò permetterebbe di chiudere o accorpare i plessi”. Lo dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, in un’intervista al Gazzettino in edicola oggi.

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  • Il decreto legislativo sull'inclusione scolastica è stato pubblicato in Gazzetta: il provvedimento contiene la nuova normativa sull'assegnazione delle ore di sostegno agli alunni disabili (da decidere anche d'intesa con le famiglie), con la redazione di un rinnovato Piano didattico individualizzato, che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe guardare con maggiore attenzione alle caratteristiche del singolo studente. Sono molti, però - sottolinea il sindacato Anief - i punti mancanti nel decreto di riforma

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  • Se salta il decreto salva-precari, addio anche alla piccola ''ciambella di salvataggio'' che lo scorso mese di luglio il governo aveva predisposto per i 50mila docenti con diploma magistrale rimasti intrappolati a seguito della doppia sentenza negativa della plenaria del Consiglio di Stato: per evitare il danno del licenziamento connesso a quello dell'abbandono della scuola dove sono in servizio, spiega Anief, "si era infatti predisposta la proroga bis della conferma dei contratti sottoscritti a inizio anno scolastico, per scongiurare anche un danno alle scuole, alla didattica e agli alunni del primo ciclo scolastico, che in corso d'anno si sarebbero ritrovati senza il loro maestro. E parallelamente un altro concorso riservato. Solo che si trattava di palliativi, non di soluzioni"

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  • "Quest'anno si parte con 70 mila alunni in meno, ma le classi pollaio rimangono". Questo l'allarme dell'Anief, che ricorda le conseguenze della denatalità sulla scuola italiana, annunciate mesi fa dal Miur, che stimò 43 mila alunni complessivi in meno in un solo anno, di cui 23 mila alla primaria e 20 mila alla secondaria. Assenze che pesano anche sul fronte delle classi in meno e della riduzione di organici del personale

  • "Mentre l'attenzione dei sindacati e di alcuni rappresentanti della Lega è tutta concentrata sul decreto scuola, destinato a non arrivare mai in Gazzetta Ufficiale perché manca l'accordo del primo partito del Parlamento, le nomine in ruolo del personale docente stanno andando a rotoli": lo sostiene il sindacato Anief secondo il quale le notizie sulle tante convocazioni andate deserte giunte nei giorni scorsi dai propri delegati sparsi nei vari territori, soprattutto del Nord Italia, a partire da Piemonte, Veneto e Liguria, vengono confermate anche da altri sindacati

  • Intervista del presidente nazionale di Anief a Italia Stampa: “In passato abbiamo ottenuto la riapertura delle GaE. Le proposte dell'intesa di aprile fra l’ex governo e gli altri sindacati erano effimere”

  • "Con la crisi di governo i sindacati maggiori si rivolgono alle forze politiche per salvare il decreto precari della scuola ma è sola propaganda e opportunismo perché la maggioranza che ha approvato quelle intese non esiste più. Anief attende la formazione di un nuovo esecutivo per portare avanti subito i sei punti di legislatura sulla scuola: adeguamento degli organici di fatto a quelli di diritto e organici differenziati per territorio; reclutamento dalle attuali graduatorie (gae, gm, gmre, gi); stabilizzazione dei precari docenti, ata, educatori e assistenti alla comunicazione, lsu; conferma dei ruoli degli insegnanti assunti con riserva dopo il superamento dell'anno di prova; parità di trattamento tra personale precario e di ruolo con rivisitazione della ricostruzione di carriera; utilizzo delle risorse risparmiate nella scuola per rinnovare i contratti immediatamente con aumenti medi di 200 euro mensili e mobilità ordinaria annuale insieme a corsi abilitanti ordinari". E' quanto si legge in una nota dell'Anief

     

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