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In primo piano

A confermare la tesi di Udir è un altro tribunale, quello di Napoli, sezione lavoro, che ha accolto la tesi di un legale che opera per il giovane sindacato, l’avvocato Michele Speranza. Ciò significa che si sta sempre più delineando a favore dei ricorrenti la battaglia che riconosce ai dirigenti scolastici vincitori degli ultimi concorsi la perequazione interna per la retribuzione di anzianità. Per chi è diventato preside dopo il 2001 vanno restituiti 380 euro al mese. Esemplare il caso della dirigente scolastica campana ricorrente, ex docente vincitrice del concorso ordinario di categoria, a cui è stata assegnata l’importante somma risarcitoria.  

Udir ricorda che sono sempre attivi i ricorsi per recuperare Fun, Ria e Perequazione esterna.

 

 

Stamane la chiesa cristiana ricorda San Filippo Neri, nobile fiorentino che, trasferitosi a Roma, divenne sacerdote e punto di riferimento dei suoi “allievi”. Incline a schierarsi sempre a fianco dei più deboli, era consigliere e Maestro dei più giovani: aveva tanto a cuore i problemi dei ragazzi da impiegare gran parte della sua giornata all’ascolto delle loro preoccupazioni e a dispensare motti pieni di sapienza; famosa la sua frase “State buoni, se potete” attraverso la quale li invitava alla bontà, alla gioia, all’allegrezza. Da lì diede vita ad incontri coi giovani e alla costituzione dell’Oratorio. Per questo attaccamento agli adolescenti, per il senso di sacrificio che lo portava a non stancarsi mai di porgere una parola benevola e un ammaestramento di vita, San Filippo Neri è stato eletto a protettore dei bambini, dei giovani e degli insegnanti. 

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): In questo giorno, il pensiero va a chi presta con rettitudine il servizio presso le nostre scuole. Il lavoro del Maestro e quello del Professore denotano un grande senso di responsabilità, di attaccamento ai valori: la Scuola è una grande famiglia e i docenti spesso sacrificano tempo prezioso per le attività, sottratto anche ai propri affetti, per portare avanti la missione dell’insegnante. Purtroppo la nostra istituzione scolastica, tenuta sempre in grande considerazione dagli italiani, non vive un momento roseo: il nuovo contratto non tutela docenti e Ata, spesso i nostri insegnanti soffrono di patologie derivanti da una forte esposizione allo stress e gli aumenti in arrivo nel mese di giugno saranno irrisori. Per non parlare delle “mance”, qualche centinaio di euro, che dopodomani arriveranno come arretrati. Noi ci battiamo, dalla fondazione di Anief, affinché gli insegnati possano vedere riconosciuti i loro sacrifici e i meriti.

 

 

Il primo inquilino di viale Trastevere, in procinto di essere nominato assieme al primo Governo della XVIII legislatura, dovrà riuscire a mettere in pratica il programma sulla scuola contenuto nel Contratto di governo M5S-Lega dovendo fare a meno di 160 milioni di euro nei prossimi tre anni: è l’eredità pesante lasciata dal Governo uscente. Conti alla mano, dai documenti interministeriali emerge che ci sono tagli importanti sia nella scuola, sia nei fondi destinati alla formazione. Nei primi due anni le scuole dovranno fare a meno di 36 milioni di euro (sia per il 2018 che per il 2019) e scendere di altri 35 milioni di euro alla fine del triennio. Lo stesso dicasi per i tagli ai fondi destinati all’offerta formativa che saranno di 18 milioni per quest’anno, di 19 milioni per il prossimo e di poco più di 17 milioni per il 2020. 

Marcello Pacifico (presidente Anief): Si va a tagliare al cuore della scuola, sulle spese vive di prima necessità. È come se agli ospedali si andassero a tagliare i materiali per le operazioni chirurgiche e per la gestione dei pazienti. È un andare inaccettabile. Spetterà al nuovo ministro informare immediatamente il Governo della presenza di questo ulteriore “fardello”, in modo che l’esecutivo possa emanare un decreto soppressivo, trovando le risorse utili a coprire le economie previste della maggioranza uscente. Al nuovo Governo chiediamo di introdurre una politica opposta: la scuola ha bisogno estremo di risorse, considerando che gli investimenti rispetto al Pil sono fortemente sottodimensionati rispetto a tutti i Paesi moderni. Occorre contrastare la dispersione e l’abbandono scolastico, ridurre il numero di alunni per classe, trasformare i 100mila posti in organico di fatto in organico di diritto, la metà dei quali su sostegno, stabilizzandovi tutti i precari storici, i diplomati magistrale e coloro che, in possesso di abilitazione, hanno svolto tre anni di supplenze. Il tempo della spending review è finito, altrimenti la scuola finirà nel baratro.

 

Anche gli organici 2018, con cui il Miur perseverava nell'attribuire una sola ora di esecuzione per il primo strumento nei licei musicali, sono illegittimi per violazione della normativa primaria e della sentenza del TAR Lazio già ottenuta dai nostri legali riguardo gli organici dell'anno precedente. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): tutelato il diritto delle famiglie e degli alunni ad un'istruzione accurata e completa. Ora il Miur provveda al rispetto della normativa e degli ordini giudiziali.

La sentenza del TAR Lazio emanata ieri e ottenuta dall'Anief grazie al patrocinio degli avvocati Walter Miceli e Denis Rosa, infatti, bacchetta il Miur sulla questione del taglio della seconda ora di primo strumento nei licei musicali predisposto anche per l'anno 2018 con la nota n. 16041/2018 e ritenuta, ancora una volta, illegittima dal Tribunale Amministrativo perché emanata in violazione del DPR n. 89/2010.  Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Come abbiamo sostenuto in udienza, la normativa in materia è chiara nell'attribuire una priorità all'apprendimento tecnico-pratico della musica e nell’individuazione del monte ore specifico per ciascun insegnamento della sezione musicale. Il Ministero dell'Istruzione non ha in materia alcuna discrezionalità e, soprattutto, non poteva pensare – come invece ha fatto - di sostituire un'ora di esecuzione con un'ora di ascolto, ritenendolo equivalente. Il TAR Lazio ci ha dato nuovamente e pienamente ragione e ha annullato in via definitiva anche la nota Miur sugli organici del 2018 ribadendo la necessità di tutelare il diritto all'istruzione degli alunni”.

 

 

È appena stata sottoscritta a Trento l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro della provincia autonoma. Accanto alla conferma di alcune novità, già previste dal CCNL 2016/18 per il resto del territorio nazionale, spunta una inaspettata e spiacevole sorpresa: il personale a tempo determinato che stipulerà contratti di durata superiore a sei mesi dovrà superare un periodo di prova di 60 giorni. In caso di parere negativo del dirigente scolastico, per il docente “bocciato” scatteranno il licenziamento e il blocco delle supplenze per i successivi due anni. Poiché la provincia autonoma di Trento in passato è stata utilizzata come ‘laboratorio’ di novità sulla scuola, per sperimentarle in vista di una loro possibile estensione nel resto d’Italia, è bene chiarire da subito che la novità non è applicabile. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La riteniamo una provocazione inaccettabile che introduce un precedente pericoloso anche in chiave nazionale. Non comprendiamo come i sindacati rappresentativi abbiano potuto accettare una proposta di questo genere. Anief è totalmente contraria e vigilerà perché niente di simile possa essere proposto nelle altre province e regioni italiane. Chiediamo ai sindacati firmatari dell’intesa di rivedere le proprie posizioni. Se il contratto definitivo dovesse mantenere questa novità, metteremo a disposizione dei docenti precari di Trento il nostro ufficio legale per impugnare i licenziamenti che ne dovessero derivare. E vigileremo perché nessuno sia tentato di estendere al resto del territorio nazionale una proposta simile.

 

 

Dopo l’ultimo caso di Parma, risalente all’altro ieri, interviene uno dei massimi esperti della materia, interpellato in una dozzina di processi, dalla Lombardia alla Sicilia, per “presunti maltrattamenti da parte delle insegnanti”: lo specialista, proprio di recente, ha avuto modo di visionare interminabili filmati di maestre più o meno stremate (quasi sempre over 50 e con anzianità di servizio superiore ai 30 anni) accusate di insulti, strattonamenti, botte e minacce ai danni dei loro alunni. 

In base all’esperienza vissuta, Lodolo D’Oria sostiene che “è inutile realizzare videoregistrazioni illimitate, estrapolare dei fatti dal loro contesto, trascrizioni romanzate, almeno nelle istituzioni scolastiche, perché si rischia di creare grandi equivoci. Certamente, l’incolumità dei bambini va salvaguardata ad ogni costo e la salute dei docenti rappresenta la miglior garanzia di ciò: per questa ragione, bisogna ricorrere ai giusti mezzi per non ottenere l’effetto paradosso e generare torti a danno di persone innocenti o di un’intera categoria professionale”. 

Per approfondire l’argomento, andando oltre ai luoghi comuni e alle facili etichette, Udir sta realizzando una ricerca medico-scientifica e un’indagine statistica sulle due principali helping profession: gli insegnanti che operano nelle nostre istituzioni pubbliche e la categoria professionale degli operatori sanitari pubblici, limitatamente a medici, psicologi e infermieri.

 

 

Dal 4 giugno 2018 sul sito:

https://concorsodirigentiscolastici.miur.it/ saranno disponibili le istruzioni operative relative al collaudo nazionale dell’intera procedura informatizzata relativa al corso-concorso per dirigenti scolastici.

Vi è ancora un congruo numero di aule censite e collaudate per le quali tuttavia non sono stati individuati due responsabili tecnici d’aula.

Il 4 ed il 5 giugno si svolgerà il collaudo nazionale, è quindi indispensabile che le istituzioni scolastiche provvedano ad inserire un ulteriore   responsabile tecnico d’aula, nel caso in cui ne fosse stato scelto solo uno. I responsabili tecnici d’aula potranno accedere alla piattaforma riservata con le credenziali già in loro possesso trasmesse dal CINECA all’indirizzo di posta elettronica indicato all’atto di compilazione questionario relativo alla ricognizione.

Dalle ore 9.00 del giorno 4 giugno i responsabili tecnici d’aula potranno collegarsi alla piattaforma riservata nella quale saranno disponibili – una versione demo dell’applicazione da installare e le istruzioni operative. 

Tutte le attività di collaudo dovranno essere completate entro il 5 giugno.

Sarà quindi necessario nella settimana precedente al collaudo, che i responsabili tecnici d’aula verifichino il possesso delle credenziali di accesso e il relativo funzionamento delle stesse accedendo alla piattaforma.

Le credenziali possono eventualmente essere recuperate attraverso la funzione: “recupero password”.

La prova preselettiva, si svolgerà il 23 luglio 2018 alle ore 10,00.

La Prof.ssa Grazia Paladino, vice Presidente dell’Associazione FlipNet, giorno 29 Maggio avvia un il nuovo webinar di Eurosofia sull'ausilio degli strumenti digitali per realizzare la metodologia della flipped classroom, in ottica collaborativa e inclusiva, dal titolo "Nuove metodologie didattiche: la flipped classroom".

Diversificare le modalità didattiche crea nuove visioni di apprendimento, stimola nuove capacità ed aumenta la soglia di attenzione degli allievi. Uno dei punti di forza del Flipped Learning è la capacità di assicurare agli studenti una formazione personalizzata e calibrata sui propri bisogni individuali accrescendo il successo formativo.

 ll Flipped Learning, attraverso l'uso delle tecnologie, inverte (flip) il tradizionale schema di insegnamento/apprendimento. La lezione prodotta su video viene ascoltata fuori dalla classe a casa, per tutto il tempo necessario secondo i ritmi di ciascuno, mentre in classe con l'insegnante si realizzano attività applicative e di approfondimento, che ampliano il coinvolgimento collaborativo e interattivo degli studenti.

Aggiorna e potenzia le tue abilità professionali seguendo il corso in modalità webinar condotto da una delle formatrici più qualificate sul territorio nazionale, la prof.ssa Grazia Paladino.

Ottimo successo dell’Anief presso il Tribunale del Lavoro di Velletri (RM) che condanna il MIUR per l’illegittima reiterazione dei contratti a tempo determinato perpetrata a danno di una docente e per le discriminazioni poste in essere riguardo le progressioni di carriera mai riconosciute. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il Ministero dell’Istruzione continua a sfruttare i lavoratori precari non riconoscendo i contratti a termine ai fini dell’anzianità di servizio. Proseguiremo con la nostra battaglia legale per la tutela dei diritti dei lavoratori della scuola.

Il Tribunale di Velletri dà piena ragione ai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Salvatore Russo accogliendo la richiesta di una docente precaria circa il risarcimento del danno in riferimento all’illegittima reiterazione dei contratti a termine e il riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata durante i servizi prestati a tempo determinato, con conseguente collocazione al livello stipendiale corrispondente. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il MIUR persevera sul mancato riconoscimento del servizio preruolo ai fini della progressione di carriera, svalutando quanti sono in servizio con contratti a termine e andando contro la Direttiva Europea 1999/70/CE”. Ancora possibile aderire agli specifici ricorsi promossi dall'Anief.

 

 

Mentre i colleghi della PA continuano a prendere 40mila euro in più l’anno, le risorse stanziate dall’Atto di Indirizzo, per il rinnovo contrattuale, peraltro ancora lontano da compiersi, sono veramente esigue. Ciò malgrado la Legge di Bilancio abbia previsto degli stanziamenti specifici per i dirigenti scolastici, finalizzati alla “progressiva armonizzazione della retribuzione di posizione di parte fissa”: 37 milioni (lordo Stato, quindi almeno da dimezzare se si parla di compensi netti) per l’anno in corso, 41 milioni per il prossimo e 96 per il 2020. Udir ricorda che sono sempre attivi i ricorsi per recuperare Fun, Ria e Perequazione esterna. 

Marcello Pacifico (presidente nazionale Udir): Facendo un conguaglio tra gli aumenti contrattuali e i tagli ereditati dagli anni precedenti, a regime i dirigenti scolastici italiani percepiranno circa 4.000 euro annui lordi in più rispetto ad oggi, circa 300 euro mensili. Al netto, non si andrà oltre i 150 euro mensili. Ma trattandosi di una media, c’è chi prenderà qualcosa di più e chi, purtroppo, meno. Alcuni nemmeno un euro, perché si ritroveranno con uno stipendio addirittura inferiore all’attuale.

 

 

 

L’esiguità delle somme è garantita, come la lontananza siderale dagli arretrati che avrebbero dovuto percepire di diritto: si va, ha calcolato la rivista Tuttoscuola, dai 195,46 euro netti per i collaboratori scolastici fino a 8 anni di carriera a 412,66 euro che andranno ad un docente laureato della secondaria a ridosso della pensione e ai 429,36 euro riservati ai Direttori dei servizi generali e amministrativi con oltre 35 anni di servizio svolto. Anief non ci sta e conferma la sua piena opposizione rispetto all’ultimo rinnovo contrattuale sottoscritto dai sindacati Confederali. Perché è abissale la distanza tra quanto avrebbero dovuto percepire i lavoratori della scuola e quanto giungerà effettivamente nei prossimi giorni. Basta ricordare che per il periodo 2007/08-2015/16, gli anni del blocco del contratto della Scuola, solo qualche giorno fa l’Aran ha calcolato, prendendo in esame le principali fonti statistiche nazionali disponibili (Ragioneria generale dello Stato e Conto annuale, Istat), che la perdita progressiva di valore dei dipendenti pubblici, rispetto all’inflazione, equivale all’8,1%. Inoltre, nel periodo in cui gli stipendi pubblici non facevano ravvisare incrementi, nel settore privato gli aumenti hanno toccato quota 3,6 punti. Richiedi il modello di diffida a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il piano di recupero delle somme andate perse, programmato dal sindacato, però è già iniziato, perché appena sarà vinto il ricorso in Consulta per lo sblocco dell’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale al tasso di inflazione programmata, docenti e Ata percepiranno dieci volte tanto per anno. Basta confrontare quanto arriverà come arretrato per contratto e quanto verrà assegnato grazie alla diffida Anief per il biennio, in base al tasso IPCA registrato.

 

Mentre sembra risolta la lotta intestina che ha visto protagonisti i 5 Stelle e la Lega di Salvini sulla scelta del Premier di Governo, i problemi della scuola restano irrisolti: uno di questi è rappresentato dall’annosa questione degli stipendi non pagati al personale precario che, al pari di quello di ruolo, garantisce i servizi quotidiani del sistema scolastico italiano. Ad essere coinvolti solitamente sono i precari che durante l’ultimo mese hanno coperto delle supplenze brevi e che devono aspettare diversi mesi per ottenere quanto gli spetta di diritto. In caso di mancato pagamento delle supplenze brevi, i precari della scuola possono ricorrere alla diffida o alla messa in mora. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Questi supplenti che attendono l’accreditamento dello stipendio molto spesso sono costretti a spostarsi di centinaia di chilometri dalla loro residenza per raggiungere il posto di lavoro: anticipano, per lavorare, spese vive per i viaggi, il pernotto, sottoscrivono affitti e si sobbarcano spese aggiuntive non indifferenti. Chi pensa, in seno all’amministrazione, che trattandosi di supplenti possono permettersi di attendere sbaglia quindi due volte: in assoluto e perché si infierisce su chi ha estremo bisogno dei soldi guadagnati per andare avanti.

 

Attraverso un’intervista video rilasciata ad Orizzonte Scuola, il presidente nazionale del giovane sindacato annuncia gli obiettivi da centrare, ad un mese dal rinnovo delle Rsu d’istituto che ha portato il sindacato della scuola ad entrare nei tavoli della contrattazione nazionale. Come prima cosa, Anief chiederà la revisione totale nel nuovo contratto nazionale per quanto riguarda tutte le norme pattizie siglate fino a ora. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Attraverso la rappresentatività ottenuta, intendiamo mettere mano alle contrattazioni d’istituto; ci impegneremo a riformulare e a vigilare sull’uso dei fondi scolastici. La nostra intenzione è quella di cambiare le regole organizzative all’interno delle scuole, ma anche quelle sulle responsabilità del personale e sui diritti e doveri. Il diritto è il riconoscimento della professionalità nel rispetto delle norme costituzionali: questo, non può esulare da tutti gli incontri formali e informali che faremo con l’amministrazione a livello centrale e a livello periferico per andare a ridefinire gli organici, con un adeguamento dell’organico di fatto all’organico di diritto, con una trasformazione dei posti in deroga di sostegno a posti in organico di diritto e con una battaglia culturale che preveda l’assegnazione degli organici alle scuole in base ai bisogni delle scuole nel territorio non a meri criteri numerici. Appena l’Aran certificherà la nostra rappresentatività, la prima cosa che faremo sarà quella di nominare dei terminali associativi sindacali in ogni istituzione scolastica, i quali si affiancheranno alle 1.300 Rsu che sono state elette con Anief nelle ultime elezioni e che ci hanno portato a superare il 6% della rappresentatività.

 

 

A distanza di 26 anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio, 70mila studenti di tutta Italia ricordano le vittime di mafia e si rendono protagonisti di iniziative commemorative nell'ambito della campagna #PalermoChiamaItalia, promossa dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone. In tale ambito, è giunta stamattina al porto di Palermo la Nave della Legalità, salpata ieri da Civitavecchia, con a bordo 1.000 ragazzi provenienti da tutta Italia. Fino alle ore 13.00, nell’Aula Bunker, si è svolta la cerimonia istituzionale solenne per l’anniversario delle stragi. Un evento che si ripete dal 2002, proprio per veicolare l’attenzione verso circuiti di educazione alla legalità a livello nazionale e che trovano il loro momento conclusivo il 23 maggio, giorno dell’anniversario della strage di Capaci. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È fondamentale il ruolo della scuola nella lotta contro le organizzazioni mafiose. L’insegnamento dei valori del rispetto dell’altro e dello Stato è il vero mezzo che abbiamo per abbattere ogni forma di violenza. È davvero significativo che l’Aula bunker sia stata ricolma di giovani studenti giunti da tutta Italia: il bene e la giustizia devono alla fine sempre trionfare e i ragazzi, cittadini di domani, necessitano di scuole all’altezza della missione, capaci di creare uomini liberi, preparati e coraggiosi.

 

 

Ancora parole vaghe dal Miur. La nota n. 563/2018 ricorda come tutte le scuole entro il 25 maggio debbano adeguarsi alla normativa, ma in piena autonomia. Udir ed Eurosofia presentano l’offerta di convenzione con una società qualificata per la nomina di un Data Protection Officer (DPO) al costo promozionale di 700 € per il primo anno. Il DS interessato può scrivere a segreteria@udir.it o  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Il Tribunale di Vicenza dà piena ragione ai legali Anief e accoglie la richiesta di riconoscimento, da parte di una docente, relativa agli anni di servizio svolti nella scuola paritaria ai fini della ricostruzione di carriera, riconoscendole anche il diritto a percepire tutte le differenze retributive non corrisposte dal Miur, che in questo modo continua a discriminare il servizio di insegnamento. È ancora possibile aderire allo specifico ricorso promosso dall'Anief. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Quel servizio va dichiarato e valutato, se prestato dopo il 2000: pertanto, la continua discriminazione posta in essere dal Miur in riferimento al servizio pre-ruolo svolto presso gli istituti paritari ai fini della ricostruzione di carriera è illegittima; a pensarla come noi sono anche i tribunali del lavoro. Per questi motivi, Anief conferma la strada del ricorso dopo il rinnovo del divieto già siglato nel precedente contratto. Le tante pronunce positive dei giudici ci inducono ad essere davvero fiduciosi anche per l’esito di questa ennesima battaglia legale. Siamo convinti di far prevalere sempre la giustizia a danno di quelle norme discriminanti e inique che il Miur si ostina a tenere in vita. Porremo fine noi a queste e altre discriminazioni portando la voce dei lavoratori ai tavoli della trattativa e continueremo a batterci per tutelare i loro diritti.

 

Il CCNL comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2016/18 modifica le regole relative alle relazioni sindacali. La finalità è favorire la partecipazione attiva e consapevole dei soggetti interessati, la correttezza e la trasparenza dei comportamenti dell’amministrazione da un lato e dei sindacati rappresentativi dall’altro. Gli strumenti previsti per l’espletamento delle relazioni sindacali dovrebbero consentire il miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti nonché l’incremento dell’efficacia, dell’efficienza dei servizi prestati e la qualità delle decisioni assunte, attraverso il contributo fattivo di tutti. 

Proprio le novità introdotte dal contratto costituiscono l’oggetto dei seminari di aggiornamento professionale per RSU e TAS, terminale associativo sindacale, che ANIEF sta svolgendo nelle varie regioni del Paese. Se vuoi partecipare in prima persona all’attività sindacale invia la tua disponibilità a essere nominato TAS nella tua scuola. Per visionare il calendario degli incontri di formazione professionale per RSU e TSA clicca qui.

 

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