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Seminari Anief di legislazione scolastica da gennaio ad aprile: “Dalla Legge 159/2019 alla legge 178/2020 ”

Seminari Anief di legislazione scolastica da gennaio ad aprile: “Dalla Legge 159/2019 alla legge 178/2020 ”

Prendono il via i 100 seminari Anief di “Legislazione scolastica” in tutte le province d’Italia da gennaio ad aprile 2021. È possibile partecipare, anche in orario di servizio, registrandosi. Sul sito a breve sarà inserita la tabella con tutti gli incontri

Marcello Pacifico (Anief): “Il 2021 prende il via all’insegna di uno dei cavalli di battaglia del sindacato, i seminari sulla legislazione scolastica, di aggiornamento e formazione per il personale della scuola su tutte le novità legislative, giurisprudenziali e anche contrattuali intervenute nel 2020. In qualità di presidente Anief interverrò nel dibattito, per incontrare tutto il personale della scuola: faremo un seminario di legislazione in ogni provincia, il primo è in calendario a fine gennaio in provincia di Palermo, poi andremo in tutte le province d’Italia nei successivi due mesi”

Gli argomenti che verranno affrontati sono: reclutamento, organici, mobilità, sicurezza, Ddi e lavoro agile, pensioni, sostegno.

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FABIO LO PRESTI

 

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Contenzioso

MARIA GIUNTA

 

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AFAM

FEDERICA FOGLIA

 

 

Verona

Presidente provinciale

PATRIZIO DEL PRETE

 

3666144826 [consulenza tel. dal lun al ven dalle 15.30 alle 18.30]

Vice Presidente provinciale

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COLLABORATORI

NATALE SPIZZICA

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Dal lunedì al venerdì 15.30 alle 18.30

CARMELA LOMBARDO

0458204304 - 3714411626

Dal lunedì al venerdì 15.30 alle 18.30

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GIANPIETRO TERMINI

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RITA FUSINATO

 

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Vicenza

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GIAMPAOLO ROSSI

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Belluno

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Rovigo

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RITA FUSINATO

 

0458204304 consul.tel dal lun al ven 15.30 - 18.30


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PIERANGELA VESENTINI

3517023350

Consulenza telefonica mercoledì e il giovedì dalle 17.00 alle 19.00

Treviso

Presidente provinciale

MARIA GIUNTA

 

3371182975 consul.tel. lun-merc-giov-ven dalle 16.00 alle 18.00


COLLABORATORI

GIUSEPPE ARCURI


Personale Amministrativo Facente Funzione di DSGA sfruttato dal Ministero: non solo è stato pagato poco e male, ma hanno anche subito la revoca dell'incarico per consentire l'immediata presa di servizio dei vincitori del concorso DSGA. Marcello Pacifico (Anief): “Se da una parte è giusto che chi ha vinto un concorso entri in ruolo immediatamente, dall’altra non si può pensare che a chi ha contribuito a gestire le nostre scuole in piena pandemia possa essere revocato l'incarico prima della naturale scadenza. I facenti funzione DSGA, inoltre, percepiscono un'indennità di funzioni superiori che diminuisce in base al livello stipendiale goduto dal dipendente nel profilo di appartenenza: è evidente, a nostro avviso, come la normativa non rispetti in pieno il principio della retribuzione proporzionale e sufficiente ex art. 36 della Costituzione”. Per questo l'Anief ha avviato gli specifici ricorsi gratuiti e dedicati ai Facenti Funzione DSGA sia per contestare la revoca anticipata dell'incarico di Facente Funzione sia per rivendicare in tribunale il recupero di un'indennità di funzioni superiori decorosa e nel rispetto della propria professionalità.
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Una delegazione Anief ha incontrato oggi il Ministero dell'Istruzione sulle bozze elaborate dall'Amministrazione per il concorso IRC, l'aggiornamento della terza fascia ATA, le procedure selettive per la progressione degli assistenti amministrativi che hanno svolto per 3 anni scolastici funzioni di DSGA e per l'elaborazione degli elenchi aggiuntivi delle GPS docenti per quanti abbiano conseguito l'abilitazione all'insegnamento o la specializzazione sul sostegno. Tante le modifiche e le integrazioni ai bandi proposte dal nostro sindacato con una richiesta particolare di attenzione per i docenti di ruolo “con riserva” che non avevano presentato domanda GPS. Marcello Pacifico (Anief): “Urgente garantire personale specializzato e abilitato ai nostri alunni, urgente stabilizzare i precari della scuola e pensare anche alle progressioni ATA da profilo A a B e la creazione dei profili AS e C”.
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Domani, venerdì 15 gennaio 2021, Anief organizzerà due webinar dedicati al personale Ata: dalle ore 16 alle 17 ci sarà l’incontro “Aggiornamento graduatorie Ata terza fascia”, tenuto da Cristina Dal Pino, e dalle ore 17.30 alle 18.30 ci sarà l’altro incontro “Bando di concorso Dsga. Passaggi verticali. Call Veloce”, tenuto da Martino Todaro

Continuano i webinar promossi dal sindacato Anief: domani sarà la volta del personale Ata, con due incontri telematici che avranno luogo nel pomeriggio.

TEMA: “Aggiornamento graduatorie Ata terza fascia”

DATA: venerdì 15 gennaio 2021, ore 16\17

RELATORE: Cristina Dal Pino

Link di registrazione: https://attendee.gotowebinar.com/register/308669610124068363



TEMA: “Bando di concorso Dsga. Passaggi verticali. Call Veloce”

DATA: venerdì 15 gennaio 2021ore 17.30\18.30:

RELATORE: Martino Todaro

Link di registrazione: https://attendee.gotowebinar.com/register/3814193054939107595


La missione 4 del piano dei finanziamenti UE, dedicata a istruzione e ricerca, prevede il potenziamento delle competenze di diritto allo studio, delle Competenze Stem e del multilinguismo, ma anche la valorizzazione degli insegnanti. Nel testo approvato dal CdM si indica la necessità di “costruire una carriera docente dando l’opportunità ai docenti più dinamici e capaci di assumere responsabilità all’interno della scuola, accompagnata alla possibilità di crescere in ruolo. Potranno avere funzioni di coordinamento, progettazione o formazione dei loro colleghi e per le loro mansioni aggiuntive e per la qualifica raggiunta avranno una retribuzione mensile maggiore. I migliori docenti del Paese potranno dedicare alcuni anni a inizio o fine carriera all’insegnamento in scuole svantaggiate”. Inoltre, “si incoraggerà la mobilità dei docenti (e la loro permanenza) presso aree svantaggiate o scuole con particolari criticità socio-economiche”. Per favorire l’autonomia scolastica si valorizzeranno, riporta il testo approvato dal CdM, si investirà per valorizzare “docenti e dirigenti e il ruolo attivo di studenti e genitori nella vita scolastica e nella progettazione dei piani di offerta formativa”. Concetti che si ritrovano nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale del 2021 con cui la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha appena stabilito le priorità politiche e gli obiettivi strategici sulla destinazione delle risorse finanziarie disponibili nello stato di previsione della spesa per il 2021 e per il prossimo triennio.

Su questo tema, Marcello Pacifico, leader dell’Anief, ha detto ad Italia Stampa che “l’arrivo di risorse aggiuntive per chi si impegna particolarmente, andando oltre le proprie mansioni, può essere considerato positivo, ma a patto che rientri in una politica di rivalutazione complessiva degli stipendi. Anche del personale Ata. Sono i più bassi in Europa e nei Paesi Ocse. E sono addirittura più bassi dell’inflazione. La scuola autonomia è giusto che debba contare su figure meritevoli, ma allo stesso tempo tutti i lavoratori”, precari compresi, “devono ricevere un compenso almeno allineato all’inflazione e tendente a quello degli altri Paesi europei. Sarà questo uno dei punti centrali sui quali ci batteremo nel 2021 quando verremo convocati per il rinnovo del contratto”.
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Così come il sindacato la ministra dell’Istruzione ritiene che le vaccinazioni contro il Covid debbano riguardare prioritariamente il personale scolastico. "Per quanto riguarda i vaccini – ha detto Lucia Azzolina rispondendo al question time alla Camera - è chiaro a tutti che la scuola sia un servizio pubblico essenziale. Sin dall'avvio del confronto sulla elaborazione del piano vaccinale ho chiesto e ottenuto di garantire priorità al personale scolastico”. L’Anief sostiene questa tesi da oltre un mese, tanto che il giovane sindacato ha chiesto un periodo “cuscinetto” di 10 circa, precedente alla ripresa delle lezioni in classe, durante il quale poter fare uno screening al personale scolastico e agli studenti, così da poter riaprire le scuole in sicurezza.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “l’attuale situazione di confusione, con ogni Regione che procede per la sua strada, non fa bene alla scuola. I monitoraggi vanno fatti scuola per scuola e mirati alle singole situazioni. L’uniformità, da attuare con estrema urgenza, deve invece riguardare docenti, personale Ata e dirigenti scolastici: devono avere la possibilità, ovviamente su base volontaria, di vaccinarsi contro il coronavirus. Ecco perché – ha precisato il leader del sindacato autonomo - è necessario somministrare in fretta i vaccini a questi lavoratori, a partire dai 300 mila over 55, quindi più a rischio del resto della popolazione”.
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Il Ministero ha inviato nei giorni scorsi alle scuole la nota n. 484 con oggetto “: Indicazioni per le istituzioni scolastiche in merito al premio previsto dall’art. 63 del DL 17 marzo 2020 n. 18, in favore del personale scolastico che ha lavorato in presenza nel mese di marzo 2020.” La nota, come chiarito, riguarda tutto il personale scolastico, compresi i DSGA.
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Continua il dibattito sulle tempistiche di vaccinazione del personale scolastico. La ministra Azzolina chiede la priorità, secondo Anief non si può più aspettare. Nell’ultimo dl approvato nella serata di ieri si prevede l’istituzione di una piattaforma per supportare le Regioni.
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Il Ministero dell’Economia informa che è stata riattivata la funzione di autorizzazione dei ratei contrattuali per le sostituzioni del personale nominato in applicazione art. 231bis del D.L. 34 (il cosiddetto Organico Covid).


È prevista da NoiPA un’emissione straordinaria per il 18 gennaio 2021 finalizzata al pagamento di tutti i ratei autorizzati dalle scuole entro le ore 15:00 del 14 gennaio.

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Al capitolo Istruzione e Ricerca il Recovery plan dovrebbe stanziare 28,49 i miliardi: di questi 16,72 per ‘Potenziamento delle competenze e diritto allo studio’ e 11,77 per il punto ‘Dalla ricerca all’impresa’. A ricordarlo è stata oggi la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, durante un intervento televisivo, sostenendo che “Il Recovery Plan è un’occasione storica per il nostro Paese e per la scuola ancor di più sulla quale abbiamo più di 27 miliardi: parte anche sull’edilizia scolastica, costruzione di nuove scuole e sull’efficientamento energetico, la digitalizzazione”. La maggiorazione dello stanziamento al comparto della Conoscenza è scaturito in queste ultime ore dall’esito del confronto con le forze di maggioranza, che sulla base delle varie osservazioni critiche da queste formulate ha prodotto una bozza diversa da quella iniziale. Con maggiore attenzione, appunto, per Istruzione Ricerca. Per avere la certezza dell’assegnazione dei fondi, però, bisognerà attendere questa sera, quando è previsto il Consiglio dei Ministri proprio su questo tema.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la vera sfida per il nostro Stato è ora quella di investire al meglio questi finanziamenti provenienti dall’Europa, senza disperdere un solo euro: siamo pronti a dare una mano per indicare le stradi migliori che a nostro parere dovrebbero essere intraprese. Oltre ai processi di digitalizzazione e ammodernamento o rifacimento di un alto numero di strutture scolastiche, è bene puntare dritto alla valorizzazione del personale: questo significa cancellare una volta per tutte le supplentite, assumendo in ruolo tutti i precari con titoli ed un minimo di servizio svolto, anche da graduatorie d’Istituto, incrementare in modo sostanzioso (almeno 250 euro) quegli stipendi di docenti e Ata che risultano vergognosamente tra i più bassi dell’area Ocde: questo processo andrebbe attuato anche introducendo quell’indennità di rischio biologico che il Covid ha fatto emergere ma che già da tempo è in essere, vista l’alta percentuale di burnout rilevata tra il personale scolastico. Servirà quindi un aumento sostanziale degli organici, con conseguente abbattimento delle classi ‘pollaio’, come delle scuole autonome, andando a reintrodurre quelle che avevamo prima della sciagurata Legge 133/08: in questo modo, si otterrebbero anche nuove dirigenze scolastiche e posti di Dsga, mandando in soffitta l’inefficace formula delle sedi in reggenza”.
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Anief avvia ricorsi gratuiti al Giudice del lavoro per recuperare il 10% dello stipendio mensile come da giurisprudenza della Cassazione. Pronte anche le diffide e i decreti ingiuntivi per ottenere la retribuzione bloccata. L’aumento mensile illegittimamente non corrisposto dall’amministrazione come a tutti i supplenti brevi per un’anzianità di servizio (0-14) corrisponde per il personale docente a 175,50 euro, per un collaboratore scolastico a 66.90 euro, per un Ata a 64,50 euro, quasi uno stipendio in più a fine anno. Per adesioni vai al seguente link.

Continua l'odissea dei cosiddetti “supplenti Covid”, personale docente e collaboratori scolastici Ata, chiamati in servizio per l'emergenza sanitaria che non solo ancora stanno attendendo la corresponsione dello stipendio, ma sono anche discriminati rispetto al personale precario annuale o di ruolo perché il loro contratto, essendo stipulato fino al termine delle lezioni, quindi in “supplenza breve”, non prevede l’emolumento accessorio denominato CIA (Compenso Individuale Accessorio, per il personale ATA 64,50 Euro al mese, per i collaboratori scolastici 66,90 euro) e RPD (Retribuzione Professionale Docente, per i docenti, appunto, per una cifra che varia dai 174,50 euro mensili, ai 214,80, ai 273,20 euro a seconda dell’anzianità di servizio, 0-14, 15-27, 28-42). Marcello Pacifico (Anief): “La questione è già stata chiarita dalla Suprema Corte di Cassazione ed è palesemente illegittimo non corrispondere ai “supplenti brevi” quanto, invece, riconosciuto al personale di ruolo o con supplenze al 30 giugno o al 31 agosto. Anche il “supplente Covid” deve ricevere RPD o CIA nello stipendio mensile”. Aperte le adesioni al ricorso gratuito patrocinato dai legali Anief e dedicato ai “supplenti Covid”.
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Assurdo per il sindacato Anief ridurre al 25% il numero dei posti per i trasferimenti dei docenti in nome di un blocco inserito nel 2018 senza alcuna ragione per i neo-assunti. “Stiamo ricorrendo in tribunale - dichiara il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico - Assurdo rispetto a 200 mila posti dati in supplenza privare i neo immessi in ruolo del diritto alla famiglia. Per questo ricordiamo dopo aver garantito negli anni passati il diritto alla mobilità.

Con il nuovo anno solare moltissimi docenti tornano a sperare in un trasferimento in un istituto più vicino alla loro terra e ai loro affetti, attraverso la domanda di mobilità che avrà effetto pratico a partire dal 1°settembre 2021. Decine di migliaia di insegnanti, però, continuano a sottostare e dei vincoli temporali, molto discutibili, introdotti dall’amministrazione che precludono la possibilità di trasferirsi, anche a livello annuale. Sull’applicazione del vincolo triennale e del vincolo quinquennale, la stampa specializzata ha realizzato una scheda nella quale si specifica che il vincolo temporale che interessa i docenti può essere di tre tipi: triennale nella scuola di titolarità; quinquennale nella scuola di titolarità; quinquennale nel sostegno, tipologia di posto di titolarità. È quindi consigliabile che ogni docente interessato alla mobilità tenga conto dei diversi vincoli, blocchi e impedimenti prima di presentare domanda, in modo tale da farlo con la massima consapevolezza in relazione alle conseguenze e alle regole che dovrà rispettare.

Si tratta di “paletti” gratuiti che il sindacato ha cercato di cancellare anche con appositi emendamenti alla Legge di Bilancio 2021. Poiché non sono andati a buon fine, il sindacato si sente costretto ad avviare le preadesioni gratuite al ricorso contro il blocco di 5 anni imposto dall’anno in corso. Sempre l’Anief ha attivato la preadesione gratuita al ricorso contro il vincolo quinquennale che per effetto dalla Legge 159/2019 obbliga i docenti nominati in ruolo dal 2020/21 a rimanere 5 anni nella sede di titolarità senza diritto a trasferirsi, a passaggi di ruolo o assegnazioni provvisorie, addirittura arrivando a negare l’avvicinamento di chi assiste un familiare con disabilità grave.

Marcello Pacifico (Anief): “Siamo sempre più convinti, forti del parere del nostro ufficio legale, che è irragionevole precludere ai lavoratori ogni possibilità di movimento per chi ha ragioni per farlo in presenza di posti vacanti. Siamo arrivati all’assurdo che il vincolo si applica anche all'interno della provincia di immissione in ruolo e addirittura nel caso in cui il docente voglia restare nella stessa sede di servizio cambiando, magari, tipo di posto o chiedendo il passaggio di ruolo in altra classe di concorso per migliorare la sua posizione professionale. Si tratta di limiti del tutto gratuiti che confliggono con il diritto alla famiglia e anche al lavoro, inteso come componente utile ad elevare la dignità del cittadino. Ecco perché continuiamo a batterci, perché i diritti non si possono sgonfiare a piacimento”.
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Oggi, 9 gennaio 2021, il presidente del sindacato rappresentativo Anief, Marcello Pacifico, interverrà in diretta al Tgcom24, canale 51, dalle ore 15.40 alle 16. Verrà affrontato il tema del rientro a scuola, delle differenze che intercorrono tra le regioni in questo particolare momento, delle criticità presenti. Pacifico ha affermato che sono “necessari screening di massa della popolazione studentesca e del personale e bisogna dare priorità alle vaccinazioni. Per primi come Anief abbiamo chiesto di procedere dopo le feste, prima della riapertura del 1° febbraio 2021, con screening obbligatori per personale e studenti, poiché era prevedibile l’aumento della curva dei contagi causato dal mancato rispetto del distanziamento sociale nelle case degli italiani durante le vacanze".

Con l’entrata in vigore del decreto Milleproroghe è stata introdotta la proroga dello stato di emergenza al 31 marzo prossimo per via dei rischi ancora corposi di contagio da Covid19. Tra le misure prorogate – informa in una nota l’Inail - rientra l’applicazione del lavoro agile per l’emergenza nelle PA e per i datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali, previo rispetto degli obblighi di informativa, che possono essere assolti in via telematica ricorrendo alla documentazione resa disponibile dall’Inail. Slittano a tutto il 31 marzo 2021 anche le disposizioni sulla Sorveglianza sanitaria eccezionale per i lavoratori “fragili” maggiormente a rischio. Nel frattempo, dal ministero dell’Istruzione arriva una Nota a firma del capo dipartimento Max Bruschi che recepisce il nuovo Decreto Legge n. 1/2021 con le misure anche per la scuola.

Secondo l’Anief il perdurare dello stato emergenziale per altri quasi tre mesi la dice lunga sulla pericolosità dei contagi, confermata peraltro dalle decine di migliaia di nuovi contagi quotidiani e di morti da coronavirus. Non si parla, però, di un piano capillare di vaccinazioni per il personale scolastico, mettendo subito in campo le risorse necessarie e una adeguata programmazione: la vera unica disposizione che servirebbe per prevenire il Covid. E in questa situazione lascia molto perplessi la decisione del Consiglio dei Ministri di far riprendere le lezioni in presenza nelle scuole secondarie di secondo grado, con il 50% di studenti, già da lunedì prossimo, lasciando alla potestà territoriale la possibilità di far slittare ulteriormente il rientro sui banchi. Tuttavia, superando l’articolo 4 del Decreto Legge n. 1/2021, le Regioni hanno deciso o stanno decidendo in ordine sparso, con prevalenza di quelle che vanno per la loro strada: una circostanza che ha fatto giustamente sorgere il dubbio, anche alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che certe scelte siano dettate più da analisi prettamente politiche piuttosto che scientifiche e legate allo stato effettivo dei rischi di contagio. Ne è derivato in quadro di delibere regionali, approvate o in via di approvazione, a dir poco difforme: una serie di disposizioni adottate dalle singole Regioni, con ordinanze territoriali, che hanno prodotto un’offerta formativa “spezzatino”, con avvii differenziati che vanno dal 7 (confermato dal Trentino Alto Adige) al 31 gennaio (Marche, Veneto e Friuli Venezia Giulia) e tante altre date intermedie, anche differenziando il rientro a seconda dei cicli scolastici.

Marcello Pacifico, presidente Anief: “Per evitare tutto questo avevamo chiesto un periodo ‘cuscinetto’, durante il quale vaccinare tutto il personale scolastico e fare i tamponi agli studenti e quindi mantenendo la didattica a distanza alle superiori fino al 17 gennaio, con rientro quindi lunedì 18. Bisogna fare i conti con la realtà, fatta di 20mila nuovi casi di contagi e centinaia di decessi al giorno. Domani, 8 gennaio, potrebbe essere una giornata importante, perché dal numero dei contagi ufficiali si dovranno prendere forse ulteriori decisioni. Negli ultimi tre giorni i casi sono progressivamente aumentati, se questo dovesse ripetersi ancora è chiaro che non si potrà fare finta di nulla”.
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La soglia scenderà da un minimo di 600 a un minimo di 500 studenti nei casi ordinari, e da un minimo di 400 a un minimo di 300 nel casi delle piccole isole, dei comuni montani e le aree caratterizzate da specificità linguistiche. Negli anni Anief ha sempre proposto, alle istituzioni scolastiche, alle amministrazioni comunali, alle amministrazioni provinciali e regionali, un monito attenzionale agli accorpamenti delle scuole.
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Doveva essere il giorno del ritorno a scuola per le scuole superiori, almeno per quasi tutti, invece (se va bene) i ragazzi ci torneranno fra 25 giorni.

Con il 7 gennaio infatti non ci sarà il tanto auspicato ritorno sui banchi per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado: l'ordinanza di Luca Zaia ha spostato il ritorno della didattica in presenza a febbraio, mentre in molte altre regioni si ripartirà l'11. Didattica a distanza che prosegue anche nelle università.

Con la giornata di domani invece, riprende la frequenza per medie (secondaria inferiore), elementari (primaria), scuola dell'infanzia e asili nido. Un eventuale passaggio in zona arancione o rossa, potrebbe spingere alla didattica a distanza anche alle medie, ma su questo ancora non ci sono decisioni: di sicuro domani tutti in classe a eccezion fatta per i ragazzi delle superiori che, ad eccezione della "finestra" autunnale, ormai non vanno a scuola da quasi un anno.

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