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Seminari Anief di legislazione scolastica da gennaio ad aprile: “Dalla Legge 159/2019 alla legge 178/2020 ”

Seminari Anief di legislazione scolastica da gennaio ad aprile: “Dalla Legge 159/2019 alla legge 178/2020 ”

Prendono il via i 100 seminari Anief di “Legislazione scolastica” in tutte le province d’Italia da gennaio ad aprile 2021. È possibile partecipare, anche in orario di servizio, registrandosi. Sul sito a breve sarà inserita la tabella con tutti gli incontri

Marcello Pacifico (Anief): “Il 2021 prende il via all’insegna di uno dei cavalli di battaglia del sindacato, i seminari sulla legislazione scolastica, di aggiornamento e formazione per il personale della scuola su tutte le novità legislative, giurisprudenziali e anche contrattuali intervenute nel 2020. In qualità di presidente Anief interverrò nel dibattito, per incontrare tutto il personale della scuola: faremo un seminario di legislazione in ogni provincia, il primo è in calendario a fine gennaio in provincia di Palermo, poi andremo in tutte le province d’Italia nei successivi due mesi”

Gli argomenti che verranno affrontati sono: reclutamento, organici, mobilità, sicurezza, Ddi e lavoro agile, pensioni, sostegno.

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GIUSEPPE ARCURI

Il sindacato Anief informa che venerdì prossimo, 29 gennaio, dalle ore 15.30 alle 17, ci sarà una conferenza stampa a cui siete invitati sull’esito del reclamo n. 146/2017. Interverrà il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico. Parteciperanno al dibattito con la stampa accreditata gli avvocati Vicenzo De Michele (foro di Foggia), Sergio Galleano (foro di Milano), Walter Miceli (foro di Palermo), Fabio Ganci (foro di Palermo)
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Si è svolto ieri un ulteriore incontro con i sindacati rappresentativi sul decreto ministeriale in via di pubblicazione per l’aggiornamento delle graduatorie d'istituto di III fascia del personale ATA. L'Anief, come sempre, era presente e ha evidenziato la necessità di una profonda rivisitazione dell'intera gestione del personale ATA precario. Marcello Pacifico (Anief): “Serve una revisione urgente delle Tabelle valutazione titoli e una profonda rivisitazione delle procedure ormai “datate” sul conferimento degli incarichi e i titoli di accesso”
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IL PERSONALE ASSUNTO NON SI TOCCA: COL MILLEPROROGHE ANIEF CHIEDE DI CONFERMARE GLI ORGANICI E DI ALLUNGARE LE NOMINE FINO AL 31 AGOSTO
Confermare in pianta stabile gli organici cosiddetti Covid ed estendere i contratti del personale che è già assunto fino al termine dell’anno scolastico,: lo chiede l’Anief attraverso precisi emendamenti fatti presentare al decreto Milleproroghe. A ribadirlo è Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato, in un’intervista a Italia Stampa: la conferma e l’estensione al 30 giugno dei contratti dell’organico Covid o anche al 31 agosto laddove i posti siano vacanti, ha spiegato il sindacalista, deve valere “sia per il personale amministrativo, sia per i docenti. Lo stesso si deve fare per gli insegnanti che fanno sostegno su posti liberi. Come bisogna prevedere lo spostamento dell’organico di fatto in quello di diritto, così da dare una stabilità nell'azione educativa che si sta realizzando in presenza e a distanza nelle scuole. Anche con riferimento, per esempio, a quegli assistenti tecnici che sono stati assunti sui posti nuovi creati negli Istituti Comprensivi”
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Ammontano a circa 17mila i candidati del concorso straordinario della secondaria che non hanno ancora svolto la prova unica: per realizzarla sono stati convocati dal 15 al 19 febbraio, come previsto dall’ultimo Dpcm e da avviso ufficiale del Ministero. In quell’occasione tenteranno di aggiudicarsi i restanti 10.300 posti su 32.000 messi a concorso: a fornire i dati numerici è oggi Tuttoscuola. La rivista fa una considerazione arguta: “tra le prove di febbraio vi sono tre classi di concorso (il sostegno della secondaria di I grado, il sostegno nel II grado e la A-40 Scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche) che, oltre ad avere il maggior numero di posti a concorso (4.069 sostegno I grado, 1.600 sostegno II grado e 555 per l’A-40), presentano anche un numero di candidati inferiore al numero dei posti disponibili”. Per capire la gravità della situazione basta dire che per il sostegno delle scuole medie della Lombardia “vi sono soltanto 261 candidati per 1.259 posti; in Piemonte appena “50 candidati per 450 posti oppure in Emilia R. con 73 candidati per 322 posti. Situazione simile anche per il sostegno del II grado con 100 candidati per 421 posti in Lombardia, 68 candidati per 205 posti in Emilia R., 52 candidati per 264 posti in Veneto, 64 candidati per 287 posti in Piemonte”.

Secondo l’Anief, i numeri forniti da Tuttoscuola la dicono lunga sulla pertinenza di attuare una selezione anche in queste condizioni: il sindacato ritiene che una volta appurata l’idoneità all’insegnamento del candidato non sia necessaria alcuna soglia minima di accesso al ruolo, né alzare ulteriori ‘paletti’ selettivi in entrata. “Una volta stabilita la graduatoria finale di merito – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è chiaro che tutti i candidati vanno assorbiti il prima possibili sui posti vacanti. È una condizione indispensabile per coprire le cattedre libere e fare un passo in avanti verso la riduzione del numero di supplenze annuali che ha raggiunto numeri indegni. Qualora ciò non avvenisse, se un docente che ha superato le prove, anche solo con la sufficienza, non dovesse essere immesso in ruolo, il nostro sindacato ha già predisposto apposito ricorso al giudice del lavoro”.
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"In questi giorni in ogni scuola il dirigente scolastico sta chiamando le organizzazioni sindacali per stabilire quali sono i contingenti minimi per garantire quello che dovrebbe essere il diritto all'istruzione e quindi il servizio all'utenza": a dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Durante una intervista a Teleborsa, commentando la pubblicazione della Nota ministeriale 1275 del 13 gennaio e del testo in Gazzetta Ufficiale, facente seguito all’Accordo Aran-sindacati del 2 dicembre 2020, il sindacalista ha commentato le nuove modalità di garanzia dei servizi pubblici essenziali e le procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero del personale del Comparto Istruzione e Ricerca.
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Continuano le esternazioni da parte delle più alte cariche dell’Istruzione italiana sulla necessità di vaccinare il personale scolastico il prima possibile. Dopo l’appello lanciato alcuni giorni fa dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che ha chiesto di procedere “speditamente con la vaccinazione degli operatori sanitari e degli anziani, per arrivare subito alla scuola, partendo dal personale fragile e da chi ha una età più avanzata", è stata la volta della vice-ministra dell’Istruzione Anna Ascani (Pd): “Noi abbiamo chiesto che dopo le categorie più fragili, sia data priorità ai docenti che assicurano il diritto allo studio. La loro salute è fondamentale”, ha dichiarato oggi.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il ritorno a scuola degli studenti delle superiori per svolgere lezioni in presenza è un ulteriore motivo per accelerare i tempi sulla vaccinazione del personale, che ovviamente va posta su base volontaria. Assieme all’ambito all’ambiente sanitario, quello della scuola è il luogo dove si concentrano nove milioni di cittadini. Allo stesso tempo, diventa prioritario perseguire uno screening periodico scuola per scuola, con tamponi rapidi a cui far sottoporre gli studenti, a partire da quelli delle superiori perché più a rischio contagio per via degli spostamenti anche sui mezzi pubblici. Come sarebbe fondamentale attuare un tracciamento permanente della situazione. Qualora questo non dovesse profilarsi, in presenza di un numero di nuovi contagi ancora elevato e permanendo rischi per la salute, non dimentichiamo che oggi gli istituti scolastici e chi vi opera può contare su una didattica a distanza regolamentata, con regole chiare e certe, che non ha nulla a che vedere con quella del lockdown del 2020”.
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Il Ministero dell’Istruzione ha reso pubblica l’ordinanza, firmata dalla ministra Lucia Azzolina, in merito alle elezioni del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e alle designazioni e nomine dei suoi componenti, attraverso indicazioni su termini e modalità delle elezioni delle componenti elettive del CSPI oltre alle designazioni e nomine dei suoi componenti. Le operazioni di voto sono fissate per il giorno 13 aprile 2021 dalle ore 8.00 alle ore 17.00. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, annuncia cha il giovane sindacato ha già predisposto la sua lista di candidati: “Sono lavoratori della scuola, docenti che vanno dall’infanzia alle superiori – dice il sindacalista a Italia Stampa – ma presenteremo anche rappresentanti del personale Ata e delle minoranze tedesca slovena e valdostana. Siamo convinti oggi più che mai che il parere del CSPI sia importantissimo nelle scelte della decisione dell'amministrazione. Tanto più che recentemente si sono ristretti i tempi per l'analisi”.
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Riparte il concorso riservato, per titoli ed esami, per l’immissione in ruolo di nuovi docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune e di sostegno: dopo il via libera, seppure con limitazioni, da parte del governo con l’ultimo Dpcm, oggi il ministero dell’Istruzione ha pubblicato un avviso nel quale annuncia che le prove ancora non ancora espletate - nelle ultime quattro giornate già programmate - si svolgeranno, per effetto di quanto previsto dal D.P.C.M del 14 gennaio 2021, secondo il calendario che sarà pubblicato in giornata sul sito dello stesso dicastero.

Marcello Pacifico ricorda che “il concorso straordinario non è affatto risolutivo, oltre che viziato da una serie di esclusioni illegittime che abbiamo combattuto in tutte le sedi possibili: occorre anche introdurre corsi abilitanti periodici, senza numero chiuso, e la riapertura annuale delle GaE. Oltre che trasformare i concorsi straordinari in non selettivi, così da permettere a tutti i precari di parteciparvi, prevedendone stavolta uno anche per la scuola dell’infanzia e primaria, per gli insegnanti di religione cattolica e per gli educatori”.
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Stipendio: ieri 18 gennaio è stato il giorno dell’emissione speciale per i supplenti temporanei e i cosiddetti supplenti COVID. Di questi ultimi, alcuni non hanno ancora ricevuto nessuno stipendio dall’inizio del contratto. Per questo motivo la data era particolarmente attesa e il non aver trovato l’accredito ha generato sconforto e disillusione.
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L’amministrazione promuove la “call veloce”: introdotta la scorsa estate, per favorire le immissioni in ruolo, il ministero dell’Istruzione avrebbe deciso di confermare la procedura anche nel 2021. E ciò malgrado abbia mostrato grossi limiti. La sua introduzione si è materializzata con il decreto ministeriale 25 dell’8 giugno 2020, attraverso il quale è stata data la possibilità delle assunzioni a tempo indeterminato in territori diversi da quelli di pertinenza delle graduatorie di appartenenza.

L’organizzazione sindacale Anief ritiene necessario estendere con immediatezza il sistema della ‘Call veloce’ alle nuove graduatorie di istituto per la chiamata dei supplenti. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “introdurre la call veloce anche a livello di singoli istituti scolastici permetterebbe di fare un importante passo in avanti contro la supplentite. Se parallelamente si cancellasse anche l’organico di fatto, con tutti i posti liberi collocati in organico di diritto, avremmo aperto le porte alla stabilizzazione di tanti docenti che hanno dimostrato sul campo di avere le loro competenze. Ovviamente, ci aspettiamo che con il nuovo sistema cada anche il vincolo quinquennale che sopprime il diritto alla famiglia anche in presenza di posti vacanti e disponibili”.
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C’è anche il mancato rinnovo dei contratti per oltre 10 milioni di lavoratori nel Rapporto sul mercato del lavoro e contrattazione collettiva 2020 presentato in questi giorni dal Cnel. Il rapporto si sofferma su una condizione che nell’ultimo periodo ha prodotto un aumento significativo della povertà e delle disuguaglianze, anche tra nord e sud Italia. Nel Rapporto sono messi in luce i riflessi dell’impatto della pandemia Covid-19 sul lavoro e sulle imprese, con un forte incremento del lavoro digitale e l’interdipendenza tra lavoro, salute e contesto ambientale. Di contro, continua a emergere “l’inadeguatezza del sistema scolastico e formativo nella formazione delle competenze”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sostiene che “i lavoratori a tempo determinato non possono essere abbandonati. Si proceda con ‘ristori’ straordinari per salvarli. Anche nella scuola, dove i 70 mila docenti-Ata Covid vanno confermati anche dopo il 30 giugno 2021 e inseriti in organico di diritto. Allo stesso tempo, è il momento di procedere con il rinnovo contrattuale: i tempi sono maturi. Si proceda, perché non è possibile continuare a dare a fine mese al personale pubblico, a partire da quello della scuola, dei compensi ancora diversi punti sotto il costo della vita. Una volta centrato questo obiettivo, si proceda, alla parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, pure per la ricostruzione di carriera e la mobilità, mettendosi alle spalle quei vincoli che oggi sopprimono il diritto alla famiglia. Sarà questo uno dei punti centrali sui quali ci batteremo nel 2021 quando verremo convocati all’Aran”.
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Marcello Pacifico (Anief): Serviva ancora un po’ di tempo e un’analisi immediata con screening adeguati. Senza certezza di dati sul rischio contagio sarebbe stato meglio attendere ancora qualche giorno prima della riapertura. Ma non andrà così: con il parere positivo del Comitato Tecnico Scientifico si può ritenere certo che domani, lunedì 18 gennaio, torneranno in classe - nella misura del 50% e fino al 75% come previsto dal Dpcm del 14 gennaio - circa 650mila studenti. Sono i ragazzi di Lazio, Emilia Romagna, Molise e Piemonte: 256mila nel Lazio, 197mila in Emilia Romagna, 13mila in Molise e 176mila in Piemonte. Si andranno ad aggiungere agli studenti di Toscana, Trentino, Valle d’Aosta e Abruzzo, che sono tornati in classe l’11 gennaio. Tutte le novità Regione per Regione.

Il presidente nazionale del giovane sindacato ribadisce che “si tratta di una scelta bizzarra. Il rientro in classe degli studenti delle superiori dovrebbe essere previsto solo se in possesso di dati certi che confortino in modo adeguato la presenza in classe per diverse ore consecutive. Altrimenti, abbiamo sottoscritto un contratto integrativo a quello nazionale, specifico per la didattica a distanza, che permette di avere comunque regole chiare e condivise: un contesto ben diverso rispetto a quello del lockdown che la scuola ha subito sul finire dello scorso anno scolastico. Per noi la via maestra da seguire rimane quella della massima cautela, da perseguire attraverso screening scuola per scuola e vaccini immediati per tutto il personale scolastico. Le accelerazioni per rientrare con rischi, anche se minimi, non sono ammissibili”.
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Da qualche giorno vi sono nuove regole sulla proclamazione e gestione dello sciopero nelle scuole. Con la pubblicazione della Nota ministeriale 1275 del 13 gennaio e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, facenti seguito all’Accordo Aran-sindacati del 2 dicembre 2020, sono infatti appena entrare in vigore le nuove modalità di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero del personale del Comparto Istruzione e Ricerca.

Marcello Pacifico (Anief): “Siamo parzialmente soddisfatti delle nuove norme entrate in vigore. La nostra azione ha infatti contribuito non poco nel riuscire a difendere determinati pilastri costituzionali, che non debbono mai portare a far prevalere il diritto allo sciopero su quello allo studio e al lavoro. E viceversa. Si tratta di prerogative che devono convivere, senza prevaricarsi. Pensiamo di esserci riusciti, come più non si poteva fare. Nella fattispecie siamo convinti di avere fatto bene a escludere gli insegnanti dal contingente minimo che ogni scuola dovrà garantire in ogni tornata di sciopero: la mission del corpo docente della scuola, infatti, non può essere circoscritta alla mera sorveglianza, così come l’istituzione scolastica non va considerata un ‘parcheggio’ di alunni”.
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L'azione legale contro la circolare ministeriale 2020/2021 sugli organici di sostegno è gratuita. Il sindacato rivendica pure l’immediata immissione in ruolo dei docenti specializzati

La Circolare Interministeriale n. 113/2020 determina i nuovi organici di sostegno per l'anno scolastico 2020/2021, ma contravviene al giudicato già consolidato del Tribunale Amministrativo. Marcello Pacifico (Anief): “Già il TAR del Lazio, sezione Terza Bis, con la sentenza passata in giudicato n. 149/2019, aveva annullato il precedente decreto interministeriale di determinazione degli organici di sostegno riferiti all’anno scolastico 2018/2019 proprio nella parte in cui non correlava il numero dei posti di organico e in deroga a una puntuale istruttoria alla luce delle risultanze emergenti anno per anno, limitandosi a un’applicazione, per così dire, automatica della norma”. Per questo motivo, Anief avvia le adesioni allo specifico ricorso rivolto a tutti i docenti di sostegno per contestare la nuova circolare e rivendicare la corretta attribuzione di un organico di sostegno consono all'effettivo fabbisogno e il relativo diritto all'immissione in ruolo. Adesioni gratuite aperte fino al 15 febbraio 2020.
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Il Consiglio dei Ministri ha deciso di sbloccare i concorsi pubblici in presenza, ma per un massimo di 30 partecipanti per sessione, attraverso disposizioni precise contenute nell’imminente Decreto introdotto per fare fronte allo stato emergenziale pandemico. Lo annuncia la stampa specializzata: il protocollo dovrà essere inoltre autorizzato dal ministero della Funzione pubblica e dal Comitato tecnico scientifico. La selezione, che deve ancora esaminare in media, con la prova unica scritta, le competenze di un candidato su tre, quindi oltre 20mila partecipanti su un totale di 64mila, necessiterà di conseguenza di tempi più dilatati. L’obiettivo degli organizzatori, quindi dell’amministrazione scolastica, rimane sempre quello di concludere le operazioni prima dell’estate e immettere in ruolo i vincitori a partire dall’inizio del prossimo anno scolastico. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, possiamo compiacerci che riprendano le selezioni, ma il concorso straordinario rimane viziato da esclusioni illegittime, contro le quali abbiamo e continuiamo a combattere legalmente, e comunque non è risolutivo per cancellare la supplentite. Come non lo sono i concorsi ordinari e ancora straordinari che seguiranno. È tutto il sistema del reclutamento che va rivisto, a partire dalla trasformazione in organico di diritto di decine di migliaia di posti oggi in quello di fatto, con la vergogna nazionale delle 80mila cattedre di sostegno bloccate perché in deroga: non è possibile che una maestra che vinse il concorso 20 anni fa è ancora precaria mentre abbiamo 250 mila posti che vanno a supplenza. Nel frattempo, i diplomati magistrale continuano pure loro a essere respinti. Come continua a essere aggirata la direttiva 1999/70/CE del Consiglio dell’UE sull’assorbimento nei ruoli di chi svolge 36 mesi su posto libero, con la conseguenza che crescono in modo esponenziale i ricorsi al giudice del lavoro per recuperare pure un indennizzo equo per il danno subito. I passaggi da normare, poi, sono quelli di introdurre corsi abilitanti periodici, senza numero chiuso, la riapertura annuale delle GaE, le assunzioni da graduatorie d’Istituto”.
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