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Seminari Anief di legislazione scolastica da gennaio ad aprile: “Dalla Legge 159/2019 alla legge 178/2020 ”

Seminari Anief di legislazione scolastica da gennaio ad aprile: “Dalla Legge 159/2019 alla legge 178/2020 ”

Prendono il via i 100 seminari Anief di “Legislazione scolastica” in tutte le province d’Italia da gennaio ad aprile 2021. È possibile partecipare, anche in orario di servizio, registrandosi. Sul sito a breve sarà inserita la tabella con tutti gli incontri

Marcello Pacifico (Anief): “Il 2021 prende il via all’insegna di uno dei cavalli di battaglia del sindacato, i seminari sulla legislazione scolastica, di aggiornamento e formazione per il personale della scuola su tutte le novità legislative, giurisprudenziali e anche contrattuali intervenute nel 2020. In qualità di presidente Anief interverrò nel dibattito, per incontrare tutto il personale della scuola: faremo un seminario di legislazione in ogni provincia, il primo è in calendario a fine gennaio in provincia di Palermo, poi andremo in tutte le province d’Italia nei successivi due mesi”

Gli argomenti che verranno affrontati sono: reclutamento, organici, mobilità, sicurezza, Ddi e lavoro agile, pensioni, sostegno.

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C’è pure la questione irrisolta dei precari della scuola, aggravata dalla lentezza dei concorsi pubblici per assumerli, tra i punti cardine del documento “Idee e proposte per una scuola che guarda al futuro” elaborato dal Comitato di 18 esperti coordinati dall’attuale ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e voluto dall’ex ministra Lucia Azzolina, che ieri è stato pubblicato dal ministero per renderne pubblici i contenuti. Nel documento si spiega, come ha sempre sostenuto l’Anief, che “le procedure di bando dei concorsi sono troppo rare, lente e macchinose, con il risultato di avere concorsi troppo affollati, e quindi bisognosi di metodi sbrigativi per sfoltire i candidati, almeno in una prima fase, esposti a un vasto contenzioso che, oltre a rendere precari i risultati delle procedure, le espone spesso al discredito da parte degli stessi partecipanti e dell’opinione pubblica”.

Il presidente Anief, Marcello Pacifico, prende atto delle conclusioni sottoscritte dalla Commissione incaricata dalla ministra uscente e spera che a breve vi siano i provvedimenti legislativi che il sindacato rivendica da tempo: “Ci troviamo nella condizione di attendere l’esito dei concorsi ordinari, con 700 mila partecipanti, che devono ancora partire, e che comunque andrebbero a coprire solo un terzo dei 200 mila posti che continuano ad andare a supplenza, mantenendo in vita gravi ripercussioni sulla didattica perché non c’è continuità e si coprono le cattedre anche a mesi di distanza dall’avvio dell’anno scolastico. Per questo continuiamo a chiedere con forza l’avvio di corsi abilitanti periodici, non più a numero chiuso, la riapertura annuale delle graduatorie ad esaurimento e le assunzioni da graduatorie d’Istituto. La speranza è che lo Stato italiano prenda finalmente coscienza del Comitato europeo dei diritti sociali che accogliendo il nostro reclamo 146/2017 ha di fatto dato il la all’avvio di procedure per soli titoli, così da evitare una dura condanna dell’Italia dall’Unione europea. Il documento realizzato dalla task force ministeriale, prodotto la scorsa estate ma pubblicato adesso, sembra anticipare quell’espressione. E sembra volere aprire le porte ai precari storici, con almeno 36 mesi di supplenze, come ai diplomati magistrale, agli Itp, ai docenti delle paritarie, di religione e agli educatori, tutti messi ai margini ed esclusi a priori delle stabilizzazioni pur avendone pieno diritto e avendolo dimostrato sul campo, tanto da meritare l’immissione in ruolo”.
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PA E SCUOLA – LAVORATORI PRECARI, APPELLO ANIEF AL NEO-MINISTRO ORLANDO: STOP SFRUTTAMENTO, È L’ORA DELLE ASSUNZIONI
“È arrivato il momento che un ministro del Lavoro prenda di petto la situazione del personale non di ruolo e dica basta alla precarietà nella Scuola, nell’Università, nella Ricerca e nell’Afam. Basta, quindi, con la supplentite nella pubblica amministrazione: basti pensare che negli ultimi otto anni il 35% di posti in più per gli infermieri e medici sono stati dati ai precari. Bisogna finirla con questo tipo di amministrazione per fare rilanciare la macchina dello Stato”. A dirlo è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista rilasciata a Italia Stampa, che anche con il nuovo esecutivo Draghi si posiziona in difesa dei tanti precari nella PA, in particolare nella scuola dove la percentuale di supplenti è ormai doppia al resto del pubblico impiego e superiore al 20% rispetto al personale di ruolo.
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Assieme agli auguri per l’approdo a un ruolo così importante in un periodo particolarmente difficile per il paese, il presidente Anief, Marcello Pacifico, invia al neo-premier Mario Draghi e ai ministri tecnici Patrizio Bianchi e Cristina Messa la richiesta per aprire il confronto subito dopo avere incassato la fiducia, al fine di sviluppare e pianificare quelli che risultano tra gli assi portanti del nuovo esecutivo: “Lotta alla precarietà, ridefinizione di organici e plessi, dell'obbligo scolastico e del tempo scuola - spiega il leader del giovane sindacato - sono senza dubbio tra le priorità da discutere insieme al rinnovo dei contratti, alla valorizzazione dei profili professionali, alla mobilità del personale. Per affrontare questi temi è indispensabile coinvolgere gli attori che hanno un ruolo attivo e conoscono a fondo i punti critici da affrontare”.
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Sul decreto Milleproroghe siamo alla resa dei conti: i parlamentari stanno decidendo sui destini di tantissimi lavoratori docenti e Ata. Anche per l’allungamento fino al 30 giugno dei contratti Covid-19 proposto da Anief. A parole, ci dovrebbe essere una maggioranza per eliminare i vincoli sui trasferimenti, le cui domande dovrebbero partire per i docenti già il prossimo 20 febbraio, visti anche gli emendamenti dichiarati inammissibili presentati, tra i diversi segnalati dal sindacato.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “si leggono sempre più dichiarazioni di senatori e deputati a favore del diritto al ricongiungimento alla famiglia di migliaia di insegnanti, amministrativi e collaboratori scolastici ingabbiati, invisibili, a dispetto di una giurisprudenza che cerca di interpretare correttamente le norme come spesso indichiamo. Abbiamo chiesto ai deputati attenzione attraverso diversi emendamenti, purtroppo dichiarati inammissibili, per il problema dei docenti con diploma magistrale, dei facenti funzione Dsga e dei precari licenziati, dei candidati non ammessi alle suppletive a causa del Covid-19, tra gli altri. Le Corti di giustizia italiana ed europea ci danno ragione, vedi il reclamo Anief n. 146/2017 accolto dal Consiglio europeo dei diritti sociali, la remissione in corte costituzionale della Legge 159/2019 e la sospensione del bando di concorso straordinario da parte del Tar Lazio con l’indizione di prove suppletive per via delle immotivate esclusioni di tanti candidati che non hanno potuto partecipare alle prove per via del Covid, per i quali il giovane sindacato continua a raccogliere adesioni per presentare ricorso. Ora è compito della politica passare dalle parole ai fatti. Ci aspettiamo coerenza dai partiti e ascolto dal nuovo Governo”.

Intanto il giovane sindacato registra un altro importante traguardo: dopo la vittoria Anief in Consiglio di Stato in favore di quei candidati che, secondo il DD n. 510/2020, non avrebbero potuto partecipare al Concorso Straordinario Sostegno perché non erano formalmente iscritti ai corsi di specializzazione (TFA) in quanto non avviati entro il 29 dicembre 2019 o non conclusi entro il termine del 15 luglio 2020, l'Anief avvia le procedure di preadesione allo specifico ricorso per richiedere l'ammissione a prove suppletive per tutti i candidati che non hanno potuto presentare domanda di partecipazione al concorso proprio a causa delle previsioni contenute nel bando.
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Marcello Pacifico, presidente Anief, interviene su uno dei punti principali illustrati dal presidente incaricato Mario Draghi ai partiti politici durante il secondo giro di consultazioni in vista della formazione del Governo: “pensare di allungare l’anno scolastico per recuperare le carenze formative derivanti dal lockdown e dai problemi didattici che ha creato la pandemia non ci trova d’accordo: la didattica a distanza è stata regolarizzata e va considerata alla pari delle lezioni in presenza”.

Il presidente del sindacato rappresentativo Anief ritiene dunque che le priorità da attuare siano altre: “Bisogna intervenire subito, avvalendosi anche dei fondi del Recovery plan, sulla cancellazione di 20mila classi pollaio, sui plessi scolastici dismessi a seguito dello scellerato dimensionamento Tremonti-Gelmini, oltre che sugli organici da stabilizzare il prima possibile, perché a settembre si rischia seriamente di toccare un altro record di cattedre assegnate a personale precario che andava assunto in ruolo da tempo, come ci chiede la Commissione europea da oltre 20 anni”.


Arriva dal Tribunale del Lavoro di Castrovillari (CS) una nuova vittoria ottenuta dall'Anief che annulla il CCNI sulla mobilità nella parte in cui non attribuisce ai lavoratori la precedenza per assistenza al genitore disabile nei movimenti interprovinciali. “Siamo già pronti a procedere in giudizio anche per le prossime procedure di trasferimento non solo per rivendicare il diritto di precedenza nei trasferimenti per assistenza al genitore con disabilità, ma anche per l'eliminazione del vincolo quinquennale di permanenza nella sede di titolarità per i neoimmessi in ruolo e per altri diritti violati anche nelle Tabelle titoli mobilità”. Preadesioni aperte per i ricorsi contro il vincolo quinquennale per ricevere, all'atto dell'avvio delle nuove procedure di trasferimento, tutte le indicazioni per presentare domanda indicando i titoli culturali, di precedenza e i servizi utili ai fini del contenzioso.
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Aveva ragione l'Anief e il Consiglio di Stato lo scrive a chiare lettere con un'Ordinanza esemplare ottenuta dagli Avvocati Ida Mendicino e Donatella Longo ed emanata oggi in favore di quei candidati che, secondo il DD n. 510/2020 non avrebbero potuto partecipare al Concorso Straordinario perché non erano formalmente iscritti ai corsi di specializzazione sostegno (TFA) perché non avviati entro il 29 dicembre 2019 o non conclusi entro il termine fisso previsto. Marcello Pacifico (Anief): “Escludere dalla partecipazione al Concorso Straordinario quanti si sono potuti iscrivere al V ciclo TFA Sostegno solo successivamente al 29 dicembre 2019, o si sono specializzati dopo la data del 15 luglio 2020, era irragionevole e discriminante e il Consiglio di Stato ci ha dato ragione dichiarando rilevante la questione di legittimità costituzionale della norma primaria in relazione agli artt. 2, 3, 32, 34, 97 e 113 della nostra Costituzione”.
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Comunicazione della Direzione Generale: nelle more della loro approvazione in DGR e pubblicazione in BUR, si trasmettono, come aggiornate, le “Linee di indirizzo per la Gestione dei contatti di casi di COVID-19 all’interno delle scuole e dei servizi per l’infanzia (REV 03 del 7/2/2021)”, già approvato dal Comitato Scientifico COVID-19 della Regione del Veneto in data 8/2/2021.

Si evidenzia il principale aspetto innovativo delle linee d’indirizzo costituito dalla previsione che, in presenza di un caso positivo a scuola (scuola primaria e scuole secondarie di I° e II° grado), venga programmato un test di screening da effettuarsi indicativamente entro le 72 ore (3 gg.). In attesa dell’esecuzione del test, il Dirigente Scolastico sospende la frequenza scolastica in presenza e attiva la didattica a distanza per la classe e per gli altri alunni individuati come contatti scolastici.
Scarica gli allegati.

Sulla mancata assegnazione di mesi di stipendio a decine di migliaia di supplenti brevi e Covid, dal ministero dell’Istruzione giungono risposte parziali: dopo le ripetute richieste del sindacato, con tanto di avvii di procedure di messa in mora, dal dicastero di viale Trastevere giunge una nota ufficiale, con la quale l’amministrazione annuncia il “pagamento dei cedolini stipendiali nell’emissione prevista per il giorno 17 febbraio”. Considerando i tempi tecnici per l’accreditamento delle somme, questo significa che gli stipendi potrebbero arrivare dopo circa dieci giorni, quindi a fine febbraio.
Leggi il comunicato integrale.

Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “siamo alla follia: un lavoratore dello Stato deve sperare che alla fine del mese arrivi il suo stipendio. Altrimenti, se va bene se ne riparlerà decine di giorni dopo. E comunque sia si tratta di somme pure ridotte, perché nelle buste paga di supplenti temporanei e cosiddetti Covid mancano le ‘voci’ della retribuzione professionale docenti e del compenso individuale accessorio degli Ata. Ma stiamo scherzando? I ritardi stipendiali e la cancellazione illegittima delle voci accessorie in busta paga sono condizioni non più accettabili. Parliamo di insegnanti, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici contrattualizzati in sedi scolastiche spesso molto lontane dai loro domicili: si devono sobbarcare di affitti, bollette e spese per i viaggi. Invece di venire loro incontro, l’amministrazione cosa fa? Li abbandona letteralmente al loro destino, tanto che alcuni presidi hanno pensato bene di avviare prestiti d’onore, coscienti del fatto che i dipendenti in servizio nelle loro scuole non ce la fanno più. Noi non possiamo accettare tutto questo: siamo pronti sin d’ora a sostenere legalmente i precari danneggiati due volte, forti delle tantissime sentenze favorevoli già ottenute dal nostro sindacato in occasione della difesa di questo genere di diritti”.


Il piano nazionale delle vaccinazioni anti-Covid19 prevede che gli insegnanti e tutto il personale della scuola debbano essere considerati tra le categorie da proteggere il prima possibile: subito dopo l’immunizzazione dei lavoratori nell’ambito sanitario e degli anziani, è infatti prevista la somministrazione del vaccino agli operatori della scuola. Lo prevede la rimodulazione del piano vaccinale: “Gli insegnanti – si legge sull’Ansa - saranno dunque tra le categorie prioritarie per la vaccinazione. Si tratta di una bozza che potrebbe tuttavia subire ancora delle modifiche e che dovrebbe essere discussa con le regioni”. Si tratta di una bozza che potrebbe tuttavia subire ancora delle modifiche e che dovrebbe essere discussa, scrive la stampa specializzata. Anief si rivolge agli esperti, ai politici, alle Regioni, ai virologi e ai decisori istituzionali: è bene che il personale scolastico rimanga tra le categorie principali da vaccinare contro il coronavirus. Secondo gli epidemiologi, a causa della zona gialla ormai quasi in tutte le Regioni e della contestuale riapertura delle scuole, “fra poche settimane i nuovi casi torneranno a salire”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, non ha dubbi: “va ricordato che tra insegnanti e Ata vi sono oltre 300 mila dipendenti che hanno oltre 55 anni di età. Durante il lockdown del 2020 erano considerati ‘fragili’, invece da settembre solo chi è portatore di gravi patologie è rimasto tale, così il 99 per cento è tornato in classe. Alla pari di chi opera in campo sanitario, si tratta di operatori particolarmente esposti: stare in un luogo chiuso per ore, in presenza con oltre dieci persone, rappresenta una condizione particolarmente rischiosa, laddove vi sia un individuo contagiato. Nel frattempo, è bene che in ogni scuola si realizzi una mappatura dettagliata della situazione sui contagi e che tutta la popolazione studentesca sia sottoposta a tamponi periodici. Anche per il personale Ata, riducendo nel contempo la quantità di studenti per classi. A livello previdenziale, infine, sarebbe bene svecchiare il personale docente e anche per tutelare il personale più vecchio dal rischio contagio, con pensionamenti dai 62 anni senza decurtazioni sull’assegno di quiescenza”.
Leggi il comunicato integrale.

Il Ministero dell’Istruzione, con la nota n.4024 del 29 gennaio scorso, a firma del direttore generale Filippo Serra, dà ulteriori indicazioni in merito all’attivazione delle funzioni di monitoraggio per le cessazioni di servizio.
Le scuole avranno cura di indicare, nell’ambito della platea condivisa con l’INPS, per ciascun codice fiscale di propria competenza, una serie di informazioni finalizzate ad individuare lo stato di lavorazione delle posizioni assicurative.
Leggi l'articolo integrale.

Comunicazione della Direzione Generale: Con la ripartenza delle attività didattiche in presenza anche per istituti scolastici del II° grado, si ritiene necessario fare chiarezza, nella persistenza dell’attuale emergenza pandemica, sulla conduzione in sicurezza delle attività curricolari di educazione fisica e motoria, in particolare per quelle che si svolgono all’interno delle palestre scolastiche.

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