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Italpress: proroga blocco scatti stipendi, Anief-Confedir: si va verso ricorsi

"Le Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro della Camera dei deputati hanno espresso parere favorevole all'ulteriore blocco dei contratti e delle retribuzioni dei dipendenti pubblici sino alla fine del 2014".

Secondo Anief-Confedir "si tratta di una proroga che viola, come richiamato dagli stessi deputati, il suo "carattere del tutto eccezionale e provvisorio". Per il sindacato dei dirigenti si tratta di un'indicazione incoerente, poiche' gli stessi componenti delle Commissioni rilevano come "le esigenze connesse agli obiettivi di bilancio devono in ogni caso essere perseguite con criteri di proporzionalita' e ragionevolezza e nel rispetto del principio di eguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione e conformemente agli altri valori tutelati dalla Costituzione". Inoltre, sempre le stesse Commissioni parlamentari ricordano che "l'articolo 36 della Costituzione attribuisce al lavoratore 'il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantita' e qualita' del suo lavoro' e che e' legittimo che i lavoratori abbiano adeguamenti contrattuali correlati all'andamento dell'inflazione".

Prorogare, quindi, ulteriormente il blocco degli stipendi a dipendenti il cui potere di acquisto e' fermo a 20-25 anni fa diventa particolarmente grave. "Per quanto riguarda la scuola - commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e delegato Confedir per la scuola e i quadri - la gravita' del blocco e' ancora piu' forte, perche' sconfessa il pagamento degli scatti gia' disposto grazie ai tagli disposti sul fondo destinato alle scuole relativo al miglioramento dell'offerta formativa".

"Infine e' inutile rinnovare il contratto solo da un punto di vista normativo, quando con la privatizzazione del rapporto di lavoro del pubblico impiego, su cui punta il Governo, diventa rilevante la definizione dell'aspetto economico ai fini delle progressioni di carriera e dell'adeguamento degli stipendi al caro vita", conclude il sindacalista Anief-Confedir.

Il sindacato preannuncia, quindi, che se il Governo - cui spetta la decisione finale sul blocco dei contratti - dovesse emanare il provvedimento di proroga, proseguira' l'iter dei ricorsi al tribunale del lavoro, al fine di ottenere nel prossimo mese di novembre la declaratoria di incostituzionalita'.

Fonte: Italpress