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ANSA: Anief, ministro pronto tagliare 11mila prof sostegno. Se lo farà sindacato ricorrerà a Tar

Il ministro dell'Istruzione è "pronta a tagliare 11 mila docenti di sostegno, ma i diritti dei disabili non si possono barattare". Lo denuncia l'Anief annunciando di essere pronta a ricorrere al Tar.

"Il ministro dell'Istruzione deve essere stato informato male: non è possibile utilizzare la nuova normativa sui 'Bisogni Educativi Speciali' per ridurre da 101 mila a 90 mila le cattedre di sostegno, operando un taglio di 11 mila docenti. Affidare un ragazzo con problemi di apprendimento, seppure non gravi, a un insegnante non specializzato comporta infatti - spiega il presidente dell'associazione Marcello Pacifico - un'operazione illegittima, che i genitori possono facilmente impugnare per far avere ai propri figli l'adeguata assistenza allo studio". "Se il Miur attuerà una riduzione di diverse migliaia di cattedra di sostegno - avverte Pacifico - il nostro sindacato ricorrerà sicuramente al Tar: in base alla normativa in vigore, infatti, gli insegnanti curricolari possono affrontare solo i bisogni educativi speciali che non sono stati certificati dalle autorità sanitarie. Non si può, inoltre, barattare l'aumento dell'organico di diritto con la riduzione dell'organico complessivo. L'organico di diritto dovrebbe corrispondere infatti agli oltre 100mila attuali posti e questo garantirebbe di mantenere in vita il rapporto di un docente ogni due alunni con disabilità previsto dalla legge".

Per l'Anief è "inconcepibile l'idea del Miur di concedere l'immissione in ruolo di una parte di questi docenti chiedendo la sparizione di una parte di loro. E tirare in ballo la circolare del 27 dicembre 2012 per giustificare la mancata assegnazione di un docente specializzato nel sostegno a un alunno con problemi di apprendimento non ha assolutamente senso: l'assegnazione di adeguato supporto ai disabili, compresa l'entità delle ore di sostegno - osserva - è un impegno formale che va necessariamente affidata ad un insegnante formato per questo scopo. E a sostenerlo non è l'Anief, ma le leggi che si sono susseguite negli anni. A partire dalla L. 104/1994 e della L. 296/2006, oltre che da varie sentenze, come quelle dalla Corte Costituzionale n. 80 del 2010, secondo cui i bisogni speciali debitamente certificati non possono essere delegati agli insegnanti delle materie curricolari".

Fonte: ANSA