contatti

La stampa scrive

TMNews: Anief, no nuovo sistema valutazione istituti e lavoratori

No all'approvazione del nuovo sistema di valutazione di 9mila istituti, 1 milione di dipendenti e 7 milioni studenti: lo sottolinea l'Anief dopo che oggi il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, ha annunciato che venerdì prossimo il Consiglio dei ministri approverà il regolamento che introduce il nuovo sistema di valutazione nazionale delle scuole italiane.

"Conferendo un potere enorme a Invalsi, Indire e agli ispettori ministeriali - spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e delegato Confedir per il contenzioso - il Governo dei tecnici sta sferrando l'ennesimo colpo di mano finalizzato a privatizzare i prossimi contratti di lavoro. E legare così gli stipendi degli statali con le performance individuali e di struttura. Ad iniziare proprio da chi opera e vive nella scuola, a cui dal prossimo anno verrà imposto un sistema di valutazione, preludio all'assegnazione delle risorse solo alle scuole migliori, inviso da tutti. Ma questi signori lo sanno cosa significa insegnare in un istituto del quartiere Zen di Palermo o in quelli Spagnoli di Napoli. E lo sanno che in questi giorni l'Istat ha collocato lo stipendio attuale di un dipendente pubblico italiano in servizio a quello di un collega di 24 anni fa?".

"Questo Governo dimissionario - continua Pacifico - sta cercando di imporre nelle scuola lo stesso modello fallimentare già introdotto da alcuni anni nelle università: un modello che nascondendosi dietro degli pseudo criteri meritocratici 'dimentica' volutamente le esigenze prioritarie del territorio e del contesto sociale in cui ogni singolo ateneo è collocato. E assegna fondi alle università in base a standard nazionali che non hanno fondamento quando vengono adottati nella realtà. Sembra che certi tecnici che governano il Paese, fortunatamente ancora per poco, vivano su Marte".

"Il Governo - conclude il sindacalista - faccia un passo indietro. Dando seguito ai consigli di quelle forze politiche che si sono già più volte espresse contro l'imposizione di questo modello, di origine privata, di intendere l'amministrazione pubblica e i suoi servizi".

Fonte: TMNews