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Italpress: Anief, stop ddl Aprea-Ghizzoni altrimenti professori impiegati

"Ci sono delle parti dell'ex ddl Aprea che renderebbero l'assetto organizzativo della scuola italiana sempre più in balia di soggetti esterni". Così Marcello Pacifico, presidente dell'Anief e delegato Confedir per la scuola.

"Come i rappresentanti di Enti locali e professionali - aggiunge -, che potrebbero indirizzare la politica scolastica a loro vantaggio. Ma anche dei genitori che si ritroverebbero a detenere lo stesso potere decisionale dei docenti, i quali si ritroverebbero invece ad assumere un ruolo marginale. Quasi impiegatizio".

Preoccupa, inoltre, la possibilità, prevista dall'art.10 del disegno di legge 953, che le scuole possano "ricevere contributi da fondazioni finalizzati al sostegno economico delle loro attività". Secondo il presidente dell'Anief, "anziché programmare il sostegno economico da parte di Fondazioni, spesso tutt'altro che avulse da interessi, il Parlamento farebbe bene a creare le basi per far reperire fondi adeguati alla crescita dei nostri giovani". 

Per tutti questi motivi, l'Anief si dice d'accordo con Francesca Puglisi, responsabile Scuola Pd, secondo cui se non si riuscirà ad arrivare ad un disegno condiviso sarà inevitabile bloccare la riforma del riordino degli organi collegiali. "Si tratta di una necessità che contrasta fortemente - sottolinea Pacifico - con quanto previsto dal Governo che, per cancellare l'assurda ipotesi del passaggio da 18 a 24 ore d'insegnamento settimanale, ha deciso di sottrarre quasi 50 milioni dal fondo d'Istituto, facendo sparire le funzioni strumentali. Bisogna tornare a considerare l'istruzione un investimento indispensabile, aumentando i finanziamenti per l'istruzione di almeno un punto percentuale rispetto al Pil. Il nuovo Governo è avvisato".

Fonte: Italpress