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Orizzonte Scuola: Anief e Italia dei Valori sostengono le ragioni della manifestazione dei precari oggi a Montecitorio

Il sindacato Anief rilancia la necessità di dare seguito alle 29.000 assunzioni programmate di docenti e Ata, l'Italia dei Valori lavora affinchè il reclutamento sia affidato alle Graduatorie ad esaurimento, senza il concorso.

Precari – Anief sostiene le ragioni dei manifestanti della scuola davanti Montecitorio: se non si vuole affossare la categoria, servono emendamenti alla spending review e le 29mila assunzioni programmate di docenti e Ata.

L’Anief ha già preso contatti con i parlamentari che dovranno esaminare il decreto legge di revisione della spesa: bisogna impedire a tutti i costi il ricollocamento d’ufficio del personale docente in esubero per utilizzarli su discipline che non conoscono e per le quali non sono tantomeno abilitati; occorre cancellare la norma che vuole obbligare i dirigenti a privare il personale precario di usufruire dell'assegno mensile delle ferie non godute; non si può impedire al personale che ha i requisiti di andare in pensione, cancellando così anche il naturale turn over tra i dipendenti.

L’Italia dei Valori da canto suo non si accontenterà finché il Governo e le forze politiche che lo stanno appoggiando non si adopereranno per varare un piano di assunzioni che porti al completo assorbimento, in tempi ragionevoli, delle graduatorie ad esaurimento come era stato promesso dalla legge 296/2006, ovvero dalla finanziaria che trasformava le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento. Si legge nel loro comunicato "Siamo dell’avviso infatti che bandire oggi un concorso per abilitati rappresenti una scelta irresponsabile nonché un espediente ipocrita, offensivo e antimeritocratico perché irrispettoso dei diritti faticosamente acquisiti dai docenti precari che hanno già ampiamente dimostrato la loro preparazione attraverso il superamento di prove concorsuali complesse ed articolate e la loro professionalità attraverso l’esercizio quotidiano delle loro capacità didattiche".

Fonte: Orizzonte Scuola