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Ricorsi

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  • Arriva da Larino, in provincia di Campobasso, una sentenza del giudice del Lavoro che conferma le posizioni fatte valere da Anief sulla ricostruzione di carriera che deve partire dal primo giorno di servizio di supplenza e non con in coincidenza con l’assunzione a tempo indeterminato con restrizioni per i periodi precedenti: in questo caso, il dirigente scolastico, nell’attuare la ricostruzione di carriera, aveva negato ad un’assistente amministrativa immessa in ruolo in un istituto superiore statale, il computo del totale servizio pre-ruolo prestato come lavoratrice precaria, in qualità di collaboratore scolastico, per il decennio iniziato nel settembre 2003 e terminato all’inizio dell’anno scolastico 2013/14 con la sua immissione in ruolo. Marcello Pacifico (Anief): Lo Stato si sta ‘incartando’ da solo, perché fino a quando non contemplerà il principio di totale equiparazione del servizio precario con quello di ruolo, noi continueremo a ricorrere in tribunale ed essendo la giurisprudenza europea chiarissima su questo punto, diventerà sempre più probabile l’accoglimento dei ricorsi e la condanna dell’amministrazione.

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  • Il sindacato ritiene illegittima l’esclusione dal reclutamento dei 520 idonei; Anief ha deciso di offrire la sua tutela legale per garantire i diritti di chi ha dimostrato di poter fare il Capo d’Istituto superando il test preselettivo, l’esame scritto e il colloquio finale. Entro i primi giorni di agosto sono previste le assegnazioni regionali e le individuazioni delle sedi. Marcello Pacifico (Anief): Siamo convinti del fatto che tutti i docenti risultati idonei vadano inseriti nella graduatoria di merito; la scuola ha bisogno di loro, considerando che i posti presto vacanti saranno più dei 3.420 che hanno superato il concorso pubblico. Per ricorrere,clicca qui.

  • La rinnovata sessione riservata, cui parteciperebbero anche i laureati in Scienze della formazione primaria, prevede la riduzione del requisito di servizio d’accesso ad un anno, la possibilità di presentarlo nella scuola paritaria e nelle sezioni primavera, oltre che l’allargamento fino al 2007/08 del limite temporale entro il quale deve essere stato svolto. A presentare il piano è stato il senatore leghista Mario Pittoni, presidente della VII Commissione del Senato. 

    La replica di Marcello Pacifico, presidente Anief: “Perché la Lega non propone di riaprire le GaE e di confermare nei ruoli le oltre 7 mila maestre assunte con riserva? Così sì che tutelerebbe la continuità didattica, oltre che rendere giustizia a tanti precari. Ricordiamo che il Consiglio di Stato, cambiando opinione, ha soltanto ritenuto la norma rispettata dal Miur. Basterebbe cambiarla per avvicinare la situazione di fatto alla ragione di diritto. L'anno scorso, però, la Lega fece di tutto per bocciare la riapertura delle GaE passata in Senato: speriamo che oggi, dopo che la supplentite è aumentata al punto di toccare il record di contratti a tempo determinato,200 mila di cui 40 mila solo in Lombardia, si sia ravveduta. Nel frattempo, continua la nostra azione nei tribunali d’Italia e d’Europa.

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  • La Corte di Cassazione ha ritenuto non esistente l’abuso di potere giurisdizionale da parte dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato: di fatto, la Cassazione non ha detto che le conclusioni del CdS siano corrette e condivisibili, ma ha ritenuto che la sentenza del più alto Consesso della Giustizia amministrativa, essendo frutto di una mera interpretazione delle norme giuridiche, non determini un abuso del potere giurisdizionale. La compensazione delle spese di lite e il riconoscimento della complessità delle questioni giuridiche trattate, peraltro, lasciano supporre che la decisione della Cassazione sia stata in bilico fino all’ultimo momento. 

    L’Anief, unico sindacato che da sempre si è schierato al fianco di questa particolare categoria di docenti abilitati e da sempre chiede a gran voce la riapertura delle GaE, le graduatorie ad esaurimento, per sanare questa e altre illegittimità compiute a discapito dei tanti docenti abilitati esclusi dall’accesso al “doppio canale” di reclutamento, non si dà per vinta e conferma l’intenzione di procedere presso i competenti Tribunali del Lavoro per impugnare ogni singolo licenziamento che dovesse intervenire nei confronti dei docenti immessi in ruolo “con riserva” che hanno superato l’anno di prova.

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