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Ricorsi

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  • Arriva dal TAR Lazio la conferma del valore abilitante del diploma magistrale a indirizzo sperimentale linguistico conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 e la sua assoluta validità, come da sempre sostenuto dall'Anief, ai fini dell'accesso ai concorsi a cattedra. Marcello Pacifico (Anief): “Dalla lettura della normativa primaria emergeva sin da subito che il diploma magistrale a indirizzo sperimentale linguistico fosse assolutamente utile ai fini abilitativi, abbiamo avuto ragione ancora una volta e abbiamo tutelato i diritti di centinaia di docenti e precari della scuola che hanno potuto partecipare al concorso 2016 grazie alle nostre azioni legali. Non possiamo che essere soddisfatti, ora, della definitiva vittoria ottenuta dai nostri legali”

  • Disponibile come ogni anno suIstanze OnLine, e attivo fino al prossimo 31 dicembre, il modello con cui il personale docente e ATA che ha superato l'anno di prova potrà richiedere la ricostruzione di carriera e ottenere l'allineamento stipendiale alla propria anzianità di servizio maturata con contratti a termine. Peccato che la normativa italiana preveda un'evidente discriminazione nel computo del servizio svolto durante il precariato e riconosca per intero solo i primi 4 anni, mentre i successivi vengono computati ai fini giuridici ed economici solo per 2/3. Marcello Pacifico (Anief): “Il nostro sindacato ha ottenuto una serie di importanti vittorie in tribunale che hanno evidenziato come tale previsione leda i diritti dei lavoratori della scuola. Ribadiamo con forza il nostro impegno per una modifica della normativa interna che rispetti il lavoro svolto durante il precariato e lo computi immediatamente e per intero”.Ancora possibileaderire gratuitamente ai ricorsi Anief.

  • La denuncia è di Anief in risposta al messaggio del Direttore generale Unesco, Irina Bokova, nell’evento dedicato a “Insegnare in libertà, dare maggiore potere agli insegnanti”. Ricercatori precari, insegnanti precarizzati dall’infanzia alla secondaria, test standardizzati, salari scollegati dall’inflazione, nessuna progressione di carriera, questo è il quadro fosco del nostro Paese, dichiara Marcello Pacifico, che lancia un appello al governo per costruire una società migliore, equa e solidale

  • Nonostante l’aumento del numero di certificazioni. Il 40% dei contratti è a tempo determinato, ed è record. Ancora possibile ricorrere gratuitamente ad adiuvandum nel ricorso pendente al Tar Lazio per l’annullamento della determinazione degli organici. Possono aderire le famiglie e il personale docente interessato entro il 15 ottobre

  • Sostanzialmente in linea con l'intesa siglata nell'aprile scorso con il precedente esecutivo, non risolve il problema della supplentite della scuola italiana né risponde alla procedura d'infrazione in corso attivata presso la Commissione europea, anzi genera ulteriore contenzioso. “Se nei tavoli tecnici relativi alle misure da inserire nel disegno di legge di stabilità non saranno presenti alcune delle soluzioni proposte dal giovane sindacato al ministro Fioramonti, siamo pronti ad avviare lo stato di agitazione per la proclamazione di uno sciopero generale e di una manifestazione nazionale durante il dibattito parlamentare”, dichiara il suo presidente Marcello Pacifico. “I cinque punti dell'accordo fanno acqua da tutte le parti. Così non si va lontano”, conclude

  • Nella scuola l’autonomia differenziata non è praticabile, mentre occorre agire con immediatezza sulla fase transitoria del reclutamento, attraverso il decreto salva-precari, e sugli aumenti di stipendio, grazie all’intervento economico della Legge di Stabilità: è armato di buone intenzioni il nuovo ministro dell’Istruzione che fa capo al M5S. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sostiene che “sulla regionalizzazione sposiamo in pieno la tesi del ministro. Invece riteniamo che precariato di massa e stipendi inadeguati siano due facce della stessa medaglia. Perché la Commissione Europea solo alcune settimane fa ha inviato una lettera all’Italia per abuso di supplenze a termine, a seguito delle diverse denunce promosse anche da insegnanti e Ata iscritti al sindacato. Si tratta di una costante che tende solo al risparmio: perché a un precario spesso non si pagano i mesi estivi e si assegna sempre la busta paga iniziale. È ora di dare una svolta e adeguarci alle indicazioni che l’Europa, con laDirettiva 70 del 1999 ha inviato a tutti gli Stati membri da 20 anni, proprio per stabilizzare in modo automatico i precari dopo 36 mesi di servizio”

  • L’avviso in Gazzetta Ufficiale. Lo svolgimento della procedura è sicuramente importante, perché porterà, se va bene il prossimo anno scolastico, a coprire molti degli oltre 3 mila posti liberi da Dsga, visto che a oggi un posto su tre è in media assegnato in reggenza o a un assistente amministrativo facente funzione. Tuttavia, non si comprende per quale motivo lo Stato non abbia previsto di fare accedere alle prove scritte i 600 assistenti amministrativi facenti funzione con più di 36 mesi di servizio svolto o di indire il concorso per soli titoli previsto dalla legge sul 30% dei posti disponibili. E con loro anche altri lavoratori che avevano acquisito quel diritto sul campo.

    Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “L’unica cosa che è stata fatta è stata la sottoscrizione, tra Miur e sindacati maggiori, diun accordo tampone senza prospettive: non si comprende, invece, perché non ci si è prodigati per stabilizzare come Dsga tutti quegli assistenti amministrativi che nell’ultimo ventennio hanno sopperito al problema dei posti vacanti, accettando l’incarico su ruolo superiore. Una decisione incomprensibile, aggravata anche dal fatto che da nove anni è stata bloccata la mobilità professionale: se si fosse proceduto nell’attivarla, oggi avremmo tutti i posti coperti nei profili superiori. Ecco perché Anief ha deciso di depositare il ricorso in tribunale per far partecipare agli scritti i facenti funzione, gli Ata con 5 anni di servizio e chi ha superato la prova pre-selettiva con la sufficienza: l’obiettivo è andare a determinare delle prove suppletive, dedicate a chi è stato estromesso in modo ingiusto”

  • Lo ha detto il vicepresidente Accademia Europa Cesi e leader del giovane sindacato della scuola Marcello Pacifico, nel corso del primo Convegno, svoltosi ieri e oggi a Palermo, organizzato dalla CESI e finanziato dalla Commissione UE sulle attività che deve porre in essere il sindacato per combattere l'abuso dei contratti a termine. Emblematico è il caso del giovane sindacato autonomo della scuola italiana, che nell’ultimo decennio ha utilizzato tutti gli strumenti che l'ordinamento giuridico europeo consente presso le istituzioni comunitarie. 30 mila euro i risarcimenti in media attribuiti ai precari, 400 mila le assunzioni che ha sbloccato il governo italiano negli ultimi 8 anni dall'inizio del contenzioso promosso da Anief.

    Il professor Marcello Pacifico ha ricordato che l’organizzazione che rappresenta ha avviato una serie di petizioni presso la Commissione referente del Parlamento Europeo, le quali hanno portato all'adozione della risoluzione del maggio 2018 attraverso cui si vuole rivedere la direttiva emanata vent'anni fa dalla stessa UE, per impegnare i Paesi membri a stabilizzare i precari del pubblico impiego, considerando che le esigenze di bilancio non possono essere annoverate come ragioni oggettive per giustificarne la mancata attuazione.

     

  • Nuova vittoria targata Anief presso il Tribunale del Lavoro di Busto Arsizio (VA) con una sentenza impeccabile ottenuta dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Anna Maria Ferrara che bacchetta il Miur e accoglie le tesi Anief al fine della corresponsione degli scatti di anzianità non percepiti durante il precariato anche in favore dei docenti già immessi in ruolo. Marcello Pacifico (Anief): “Saneremo le illegittimità contrattuali e normative che continuano a discriminare i precari e il lavoro a tempo determinato”

  • Miur ancora una volta travolto dall’Anief presso i Tribunali del Lavoro di Enna e Trapani in favore di due lavoratrici assunte come Assistenti Tecniche e Amministrative che chiedevano il riconoscimento immediato e per intero del servizio svolto a tempo determinato nella ricostruzione di carriera. Il Ministero dovrà immediatamente re-inquadrare le due ricorrenti, pagare loro le differenze retributive non corrisposte e 4.000 Euro di spese di giudizio. Marcello Pacifico (Anief): “Ancora una vittoria in favore del personale ATA da troppo tempo “dimenticato” dal Miur”

     

  • Anche ai docenti immessi in ruolo dopo il 1° settembre 2011, ma con almeno un anno di precariato svolto negli anni precedenti, va applicata la “clausola di salvaguardia” prevista dal CCNL 2011 che prevede il mantenimento del gradone stipendiale “3-8 anni”, questo quanto stabilito dal Tribunale del Lavoro di Milano su ricorso patrocinato dai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli, Tiziana Sponga e Francesca Lideo. Marcello Pacifico (Anief): “Il CCNL economico 2011 non prevede l'applicazione della clausola di salvaguardia ai lavoratori precari, questa stortura dovrà essere sanata direttamente in contrattazione”

  • I tribunali del lavoro continuano a dare ragione all'Anief sul diritto dei lavoratori precari a percepire le medesime progressioni stipendiali riconosciute ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato e a condannare il Ministero dell'Istruzione per abuso e illegittima reiterazione di contratti a termine. Gli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Irene Lo Bue e Salvatore Russo ottengono quattro nuove sentenze che condannano il Ministero dell'Istruzione a risarcire sei docenti precari per un totale che supera i 70.000 Euro. Marcello Pacifico (Anief): “Ancora una volta abbiamo saputo dimostrare con i fatti che i diritti dei lavoratori della scuola possono essere tutelati anche attraverso le giuste e sapienti azioni legali, ottenendo rispetto per il lavoro svolto da tanti lavoratori con contratti a termine e per periodi superiori ai 36 mesi di servizio”. Ancora possibileaderire gratuitamente ai ricorsi Anief

  • I docenti e gli studenti che torneranno in classe troveranno qualche novità, in particolare sull'Alternanza Scuola Lavoro, sul patto di corresponsabilità, passando per l'educazione civica. "Ma i mutamenti da fare erano altri. A iniziare dalle regole per gestire concorsi e carriere del personale". Lo afferma in una nota Anief che rende pubblici tre casi esemplari - riguardanti docenti precari che chiedono l'assunzione in ruolo, il personale Ata interessato a passare di livello e insegnanti che aspirano a diventare presidi - nei quali "l'amministrazione scolastica ha emanato delle regole che danneggiano in modo inesorabile il loro futuro professionale", sottolinea l'associazione di categoria

  • Prima i docenti e poi gli studenti tornano in classe: troveranno qualche novità, tutt’altro che rilevante, in particolare sull’Alternanza Scuola Lavoro, sul patto di corresponsabilità, passando per l’educazione civica. Ma i mutamenti da fare erano altri. A iniziare dalle regole per gestire concorsi e carriere del personale. Anief ha deciso di rendere pubblici tre casi esemplari - riguardanti docenti precari che chiedono l’assunzione in ruolo, il personale Ata interessato a passare di livello e insegnanti che aspirano a diventare presidi - nei quali l’amministrazione scolastica ha emanato delle regole che danneggiano in modo inesorabile il loro futuro professionale.

    “Queste circostanze, perpetrate nel tempo, hanno svuotato del tutto la figura del docente, del personale Ata e anche dei dirigenti scolastici – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – arrivando man mano a perdere di vista l’importanza che queste professioni ricoprono all’interno di una comunità che vuole crescere, evolvendosi e migliorandosi a partire dalle nuove generazioni. Da settembre, proprio per questo, saremo nelle scuole con le assemblee sindacali da noi organizzate, ma allo stesso tempo portiamo avanti battaglie che possono ottenere giustizia ancora solo in tribunale. Proseguono a pieno regime, pertanto, tutte le attività dell’ufficio legale Anief a tutela dei propri iscritti”.

  • Il Consiglio superiore della pubblica istruzione, il cui giudizio è obbligatorio in caso di sperimentazioni nazionali, non ha alcuna intenzione di riunirsi d’urgenza su un tema complesso e articolato. Certo, non si è mai visto un ministro dell'Istruzione sposare una causa tanto nobile per poi sconfessarla nel mancato rispetto delle norme, dimenticando tutti gli adempimenti che come dirigente territoriale dell'ufficio scolastico regionale e dell'istituzione scolastica si devono porre in essere per l'avvio dell'anno scolastico in tema di pianificazione dell'attività didattica e dotazione organica. Di fronte a questa caparbietà, irragionevolezza, spregiudicatezza e illegittimità manifesta, Anief impegnerà il decreto attuativo in tribunale per riportare le scuole alla normalità e al rispetto della Costituzione.

    Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “se il titolare del Miur vuole introdurre l’educazione civica con l’inizio del nuovo anno scolastico, si prenderà una responsabilità non da poco: il provvedimento, privo anche del giudizio dell’organismo previsto dalla legge, diventa non solo forzato ma anche esposto a un evidente vizio procedurale. E siccome noi abbiamo intenzione di portare la questione in tribunale, riteniamo che la mancanza del parere del Cspi, indubbiamente, avrà il suo peso nel parere che formulerà il giudice”

  • Se salta il decreto salva-precari, addio anche alla piccola “ciambella di salvataggio” che lo scorso mese di luglio il governo aveva predisposto per i 50 mila docenti con diploma magistrale rimasti intrappolati a seguito della doppiasentenza negativa della plenaria del Consiglio di Stato: per evitare il danno del licenziamento connesso a quello dell’abbandono della scuola dove sono in servizio si era infatti predisposta la proroga bis della conferma dei contratti sottoscritti a inizio anno scolastico, per scongiurare anche un danno alle scuole, alla didattica e agli alunni del primo ciclo scolastico, che in corso d’anno si sarebbero ritrovati senza il loro maestro. E parallelamente un altro concorso riservato. Solo che si trattava di palliativi, non di soluzioni.

    Marcello Pacifico, presidente Anief: “Non si comprende per quale motivo lo Stato continui a voler tenere distanti le situazioni di fatto dalle ragioni del diritto, mantenendo vive mega-vertenze nei tribunali d’Italia e d’Europa. Perché non servono più soluzioni transitorie o prese di posizione assunte solo per salvare la faccia o lavarsi le mani. Questi docenti, che non sono più ragazzi poiché diplomati fino al lontano 2002, vanno immessi nei ruoli dello Stato, a partire da chi ha svolto oltre 36 mesi di supplenze. Come arrivare a ciò lo abbiamo indicato: vanno confermati prima di tutto gli oltre 7 mila docenti già assunti, ma nei ruoli e non sulla supplenza. Gli altri vanno stabilizzati, trovando un canale che li affranchi dalla seconda fascia d’istituto. Non può essere di certo l’ennesimo concorso, l’ennesima procedura riservata, che produrrà l’ennesima graduatoria, con la stragrande maggioranza di maestri precari che si ritroveranno ancora una volta costretti a farsi valutare, graduare e poi a rimanere in perenne attesa. È un film visto. A questo punto spetta all’esecutivo che verrà voltare pagina e dire basta a una delle ingiustizie più cruente della scuola pubblica italiana”.

  • Ultimo giorno per rifiutare la nomina, poi si potrebbe procedere per scorrimento dalla graduatoria degli idonei. Gli altri 520 potranno ricorrere al Tar Lazio con Anief entro il 30 agosto per rilevare l'illegittimità della norma e chiedere di essere assunti negli anni successivi

  • Se il ministro non rispetterà la Costituzione e la legge che vorrebbe il nuovo argomento insegnato dall’anno scolastico 2020/21, inviteremo dirigenti, famiglie e docenti a bloccare l'attuazione anticipata della norma che potrebbe essere, peraltro, corretta dal nuovo esecutivo. Non si danno disposizioni alle scuole su come modificare organici e quadri orari a ridosso della convocazione del collegio docenti. Marcello Pacifico, presidente Anief: "Al nuovo Governo chiederemo subito di stanziare risorse per ripristinare le tre ore di lezioni settimanali decurtate dieci anni fa, e certezze sul reclutamento di docenti formati su una materia che deve avere la dignità della disciplina. Ha ragione l'Apidge: niente fretta, ci vuole ancora una seria riflessione"

  • Per stabilizzare circa 12 mila Lavoratori socialmente utili da assorbire nei ruoli per volontà politica, si sono sottratte altrettante unità di personale ai collaboratori scolastici. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Senza aver nulla da eccepire per l’operazione di stabilizzazione degli Lsu, che andavano giustamente immessi in ruolo, il nostro sindacato autonomo ritiene incomprensibile il motivo per cui quella quota di posti è stata sottratta a un altro contingente di personale: i posti, in pratica, dovevano essere lasciati al personale supplente della scuola, che ha anche responsabilità e competenze diverse. Non siamo rimasti a guardare e ci siamo subito mossi pertutelare il personale precario danneggiato, perché costretto a rimandare a chissà quando l’assunzione in ruolo e che in molti casi non avrà nemmeno più la supplenza annuale perché ben 12 mila posti si sono dissolti nel nulla”