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Fare scherzi pesanti e schiamazzi in classe comporta il reato di interruzione di pubblico servizio: l’ipotesi è stata condotta dalla Procura della Repubblica di Belluno, dopo che la scorsa primavera un gruppo di studenti di un istituto tecnico di Feltre, nel bellunese, ha vessato un'insegnante di chimica. La docente, esasperata, aveva chiamato la polizia. Così gli agenti erano entrati in classe, avviando gli accertamenti e individuando una decina di presunti responsabili, tutti intorno ai 16 anni di età (raggiunti anche da una sospensione di alcuni giorni). I giovani sono stati interrogati dal magistrato pochi giorni prima di Natale. L'insegnante è stata nel frattempo trasferita ad un un’altra scuola. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal) attuare azioni persecutorie, scherzi stupidi, non permettendo lo svolgimento della lezione, in questo caso di laboratorio, rientra in un’azione da condannare senza se e senza ma. È un vero e proprio profilo penale da percorrere sino in fondo. Avere 16 anni non significa avere la licenza di fare quel che si vuole, soprattutto a scuola.

 

 

Anief ricorre contro i vincoli imposti dal Miur e avvia otto ricorsi per gli Ata non ammessi dal bando; infatti, secondo l’Ufficio Legale del sindacato, i precari esclusi dal concorso, pur se in possesso delle 3 annualità di servizio come facente funzione Dsga, devono procedere inviando prontamente la domanda cartacea predisposta da Anief e aderire allo specifico ricorso. È necessario presentare all'USR di proprio interesse la domanda entro il 28 gennaio 2019. Anief attiva il ricorso, presso il Tar del Lazio, per accedere al concorso Dsga con 3 anni di servizio da 180 giorni o al 30/06 svolto come facente funzione o in sostituzione. Per ulteriori informazioni, clicca qui.

 

 

 

L’Inps, con la pubblicazione della circolare n. 122 del 27/12/2018, descrive le modalità applicative della rivalutazione dei trattamenti pensionistici e assistenziali per l’anno 2019. Riguarda la perequazione, cioè quel meccanismo attraverso il quale l'importo delle prestazioni indicate viene adeguato all'aumento del costo della vita secondo gli indici Istat. La rivalutazione è stata effettuata sulla base del Decreto pubblicato in G.U. il 16 novembre 2018 n. 275, dove viene stabilito il valore della variazione percentuale relativa all’aumento della perequazione. Inoltre verrà emessa una seconda circolare, dove saranno indicate le modifiche prodotte dalla pubblicazione della nuova Legge di Bilancio 2019 e le relative modalità di applicazione. Chiedi una consulenza personalizzata a Cedan, contattando la sede più vicina

 

ROMA, 4 GEN - Tra i provvedimenti per la scuola, la legge di bilancio prevede anche le lezioni private sostenute dagli insegnanti da tassare al 15%: la norma, contenuta nell'articolo 1 dal comma 13 al comma 16, punta alla rivisitazione del regime fiscale che riguarda le lezioni private che i docenti impartiscono come lavoro extrascolastico (non comunque ai propri alunni). La tassazione passa dalle attuali percentuali legate alle aliquote dal 27 al 38% ad una aliquota fissa del 15% che include anche tutte le imposte sul reddito (dall'Irpef, alle tasse regionali e comunali). Ma secondo Marcello Pacifico, leader di Anief-Cisal, "anziché tassare le ripetizioni degli insegnanti meno pagati d'Europa, dopo Grecia e Paesi dell'Est, per eliminare la piaga dei corsi in nero sarebbe stato decisamente meglio disporre ulteriori finanziamenti per incrementare i corsi di recupero anche attraverso l'utilizzo del personale su organico potenziato". (ANSA).

Sempre al centro dell’opinione pubblica, del dibattito parlamentare, l’azione politica del giovane sindacato che tutela i dirigenti scolastici, sempre presenti ai suoi incontri formativi e sensibili alle azioni di protesta. Le diffide hanno prodotto la restituzione delle somme errate sottratte ai DS siciliani e l’avvio della parziale perequazione della retribuzione di posizione; i ricorsi hanno aperto le presidenze delle commissioni della scuola secondaria. Presentato l’AC 1114 (Villani) sulla responsabilità del dirigente scolastico nella sicurezza delle scuole e tanti emendamenti alle proposte del Governo. Accolta la richiesta della semplificazione delle procedure di immissioni in ruolo dei vincitori del concorso 2017 nel decreto semplificazioni.

 

Anief non è d’accordo con le limitazioni poste dal Miur per quanto riguarda l’accesso al concorso e attiva otto ricorsi per gli Ata esclusi dal bando; infatti, secondo l’Ufficio Legale del sindacato, i precari estromessi dal concorso, pur se in possesso delle 3 annualità di servizio come facente funzione Dsga, devono procedere celermente inviando la domanda cartacea predisposta da Anief e aderire allo specifico ricorso. Per far ciò bisogna presentare all'USR di proprio interesse la domanda entro il 28 gennaio 2019. Per ulteriori informazioni, clicca qui. 

Anief ricorre per l’accesso con servizio svolto precedentemente agli ultimi 8 anni: il ricorso, presso il Tar del Lazio, vuole ottenere l’accesso al concorso Dsga del personale Ata in possesso dei tre anni interi di servizio, anche non continuativi, come Dsga svolti contando, anche solo in parte, anni precedenti agli ultimi 8, a partire dall’a.s. 1999/2000.

 

 

 

Tra i tanti provvedimenti poco risolutivi per la scuola, la legge di bilancio, appena approvata alla Camera, porta anche le lezioni private sostenute dagli insegnanti da tassare al 15%: la norma, contenuta nell’articolo 1 dal comma 13 al comma 16, punta alla rivisitazione del regime fiscale che riguarda le lezioni private che i docenti impartiscono come lavoro extrascolastico (non comunque ai propri alunni). La tassazione passa dalle attuali percentuali legate alle aliquote dal 27 al 38% ad una aliquota fissa del 15% che include anche tutte le imposte sul reddito (dall’Irpef, alle tasse regionali e comunali). Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal) anziché tassare le ripetizioni degli insegnanti meno pagati d’Europa, dopo Grecia e Paesi dell’Est, per eliminare la piaga dei corsi in nero sarebbe stato decisamente meglio disporre ulteriori finanziamenti per incrementare i corsi di recupero anche attraverso l’utilizzo del personale su organico potenziato.

 

 

La legge di bilancio 2019 presenta alcune variazioni sui requisiti di accesso ai corsi di specializzazione su sostegno. Per infanzia e primaria i requisiti di accesso rimangono invariati: laurea in Scienze della formazione primaria; diploma magistrale e diploma sperimentale a indirizzo linguistico conseguiti presso gli istituti magistrale entro l’a.s. 2001/02; analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia come equipollente. Per la scuola secondaria di I e II grado, invece, i requisiti di accesso sono: l'abilitazione all’insegnamento in una delle classi di concorso del grado che si richiede; laurea (titolo idoneo per una delle classi di concorso del grado per cui si partecipa) + 24 CFU nelle discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche; laurea (titolo idoneo per una delle classi per il grado richiesto) e 36 mesi di servizio (indifferentemente posto comune o sostegno). Il possesso del requisito di servizio potrebbe dunque permettere, per il primo corso, di essere esonerati dai 24 CFU, in analogia a quanto stabilito, con le nuove regole, per il concorso ordinario. Per gli ITP e altre categorie di esclusi Anief e Radamante stanno predisponendo specifici ricorsi. 

 

 

Anno controverso tra licenziamenti e mancate assunzioni, concorsi riservati per gli insegnanti e stabilizzazioni per le Rsu, aumenti di stipendio e impoverimento dei salari, ricorsi e contro-ricorsi dove una sentenza dell’Adunanza Plenaria prima viola il giudicato poi è rimessa in discussione, mentre 50 mila maestre garantiscono la continuità didattica, tra annunci in campagna elettorale e nei social smentite dai fatti. Anief diventa rappresentativa dopo trent’anni di blocco nel comparto. Ecco la tabella mese per mese dei principali provvedimenti.

 

 

Fanno scalpore i dati pubblicati oggi dall’Istituto nazionale di statistica: apparentemente sembra che manchino insegnanti specializzati, tanto che il 36% dei precari chiamati non ha la qualifica ma il problema sta in capo al Miur che impedisce a più di 30 docenti abilitati con il TFA negli ultimi cinque anni il reclutamento per l'esclusione dalle graduatorie ad esaurimento. E ora il ministro Bussetti pensa di avviare nuovi corsi universitari per 40 mila anche per laureati, ma basterebbe riaprire il doppio canale e adeguare gli organici per garantire la continuità didattica e il diritto all'istruzione. 

Rileva anche l’Istat che “gli alunni con gravi problemi di autonomia dispongono mediamente di 12,9 ore settimanali di assistenza all’autonomia e alla comunicazione”. Così, il 5% delle famiglie di alunni con sostegno ha presentato negli anni un ricorso al Tar per ottenere l’aumento delle ore. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È in questa fase che interveniamo noi con l’iniziativa legale gratuita Sostegno, non un'ora di meno! che lo scorso anno scolastico ha prodotto oltre cento cause vinte, con altrettanti alunni che si sono visti assegnare le ore settimanali previste e le famiglie risarcite.

 

 

Il controllo sterile non porta a nulla. Sarebbe meglio concentrarsi sulla prevenzione e sull'eventuale riconoscimento del burnout dei docenti. Mentre per il dottor Lodolo D’Oria, maggior medico esperto sul campo, la soluzione passa per una maggiore tutela della salute di docenti e bambini, per il Governo il problema andrebbe risolto con il controllo coatto con milioni di registrazioni dalle spese senza copertura finanziaria e dalla facile distorsioni di contenuti. Secondo i medici ed esperti del settore occorre puntare sulla prevenzione. Udir propende per questa ultima posizione. 

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato dei dirigenti scolastici: Non crediamo che la risoluzione ai problemi della scuola possa essere affidata a personale esterno al sistema scolastico o che comunque non comprenda le sue ragioni e pecche. Non è davvero necessario scomodare Orwell. Abbiamo invece bisogno di prevenzione, di azioni mirate. Se un insegnante è un cattivo insegnate lo si comprende facilmente e da subito: chi non è portato, è incompatibile con la professione a 30, 40 anni, certo non attende di compiere 55 anni circa per buttare giù la maschera. Il docente non adatto manifesta presto le sue scarse attitudini, non aspetta decenni prima di svelare la sua natura inadatta a stare tra i banchi. Udir invita i DS a partecipare alla Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali a Torino; basta inviare la scheda di adesione all’indirizzo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

 

Per l'Ufficio Legale Anief i precari esclusi dal concorso, pur se in possesso delle 3 annualità di servizio come facente funzione DSGA, devono immediatamente procedere a inviare la domanda cartacea predisposta dal giovane sindacato e aderire allo specifico ricorso stante la palese discriminazione posta in essere dal Miur. Possibile partecipare al concorso DSGA attraverso il ricorso per il riconoscimento, ai fini dell'accesso, del servizio svolto tra l’a. s. 1999/2000 e il 2008/2009 o con quello degli ultimi 2 anni scolastici, anche non per intero ma con 180 giorni di servizio per anno e non solo come facente funzione, ma anche in sostituzione del DSGA. Possibile, inoltre, aderire al ricorso per accedere al concorso con il solo requisito di 2 anni interi di servizio. Richiesta dai legali Anief, anche, l’ammissione diretta alle prove scritte, senza sostenere la preselettiva, per il personale con 3 anni interi di servizio. In tribunale l'Anief contesterà, inoltre, la soglia 21/30 per la prova scritta e quella relativa all'accesso alla prova orale che non considera correttamente la somma dei voti della prova scritta con quella tecnico-pratica, come già per il concorso a cattedra. Per aderire ai ricorsi rivolti agli esclusi dalla procedura concorsuale è necessario presentare all'USR di proprio interesse la domanda cartacea predisposta dall'Anief entro il 28 gennaio prossimo. Per ulteriori informazioni, clicca qui.

 

 

 

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