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Partire dai luoghi di lavoro organizzando assemblee sindacali in ogni comune, per ascoltare i problemi che si presentano negli istituti e giungere a soluzioni condivise: è questo il piano strategico di fondo del sindacato Anief, alla vigilia della certificazione della sua rappresentatività, in procinto di essere ufficializzata dall’Aran, a seguito dei risultati ottimali raggiunti dal giovane sindacato in coincidenza del rinnovo delle elezioni della rappresentanza sindacale nella scuola svolte il 17, 18 e 19 aprile scorsi. A delineare le linee di condotta che l’Anief adotterà a breve ai tavoli nazionali di contrattazione con la parte pubblica è il suo fondatore e presidente Marcello Pacifico, nel corso di un’intervista pubblicata oggi sulla rivista Orizzonte Scuola.

 

 

Pacifico, presidente Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori

Roma, 31 dic. (askanews) - "La prima manovra economica della nuova maggioranza giallo-verde introduce diverse novità sul fronte della Scuola su reclutamento, organici, alternanza scuola-lavoro, inclusione, contratto e stipendi". Lo afferma in una nota Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

"Ma se è stata tracciata una prima linea da seguire nei prossimi provvedimenti finanziari sicuramente da apprezzare, rimane, secondo la delusione e l'incomprensione per le mancate soluzioni sul precariato di migliaia di docenti e Ata, specie, di fronte a una possibile procedura d'infrazione della Commissione europea sul reiterato abuso dei contratti a termine. Da questo punto di vista, il governo e il parlamento hanno perso un`occasione importante per cambiare registro", aggiunge.

 

 

Con l’inizio del 2019 l’Aran certificherà finalmente i risultati del rinnovo delle elezioni della rappresentanza sindacale nella scuola, svolte il 17, 18 e 19 aprile scorsi: alla luce di quei risultati, per la prima volta al tavolo delle contrattazioni nazionali si siederà anche l’Anief.

Per trent’anni, nessuno è riuscito a diventare rappresentativo nella scuola, un settore che copre quasi la metà di tutto il pubblico impiego. Il divieto di assemblee in orario di servizio ha pesato molto, ma fortunatamente alla terza tornata elettorale dalla sua fondazione, Anief ha raggiunto il risultato e rotto il monopolio.

 

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Non entrerà in vigore, il 1° gennaio, il decreto legislativo 66/2017 attuativo della legge 107/15 sull’inclusione scolastica degli studenti con disabilità: con la legge di bilancio, il 29 dicembre al voto finale della Camera, la sua messa in atto è stata posticipata al 1° settembre 2019. Gli otto mesi di tempo serviranno al Ministero dell’Istruzione, su spinta del governo, ad apportare delle modifiche, prima fra tutte quella relativa alla quantificazione e assegnazione delle ore di sostegno, che dovrebbero ritornare nella competenza del Glh come richiesto da Anief. 

Per Marcello Pacifico (Anief-Cisal) serve anche la trasformazione dei posti in deroga in cattedre da collocare nell’organico di diritto e la contestuale riapertura delle GaE. Anief è nettamente contrario all'insegnante unico per tutto il ciclo di studi o ad altre limitazioni nei trasferimenti.

 

 

 

Manca solo la direttiva della Ministra Giulia Bongiorno per avviare il tavolo per il rinnovo dell'accordo quadro, al quale parteciperà un nuovo sindacato: trascorsi questi adempimenti, il sindacato autonomo, guidato da Marcello Pacifico, dovrà infatti essere ammesso ai tavoli negoziali, dove finalmente potrà battersi per il rispetto del diritto in ogni istituzione scolastica del Paese. Tra le priorità che l’organizzazione intende affrontare figurano il rinnovo del CCNL per il triennio 2019/2021, la contrattazione integrativa su mobilità e sanzioni disciplinari. Anief rinnova l'appello ai dipendenti della scuola per reclutare TAS, i terminali associativi presenti in ogni scuola italiana precario o di ruolo, docente o Ata, affinché possa rappresentare le istanze del diritto e partecipare alla contrattazione integrativa e vigilare sul rispetto delle norme a fianco delle RSU: si chiede di inviare la candidatura al seguente link.

 

Poco hanno fatto i due recenti concorsi riservati: dopo il primo riservato agli abilitati nella secondaria a cui ha aderito meno della metà del personale abilitato con il TFA e il PAS o ancora presente nella terza fascia delle GaE, continuano a rimanere vacanti 50 mila cattedre; al secondo, per infanzia e primaria, ha rinunciato una maestre su tre inserita in GaE con riserva a cui è stato rinnovato il contratto soltanto fino al 30 giugno, mentre si attende una nuova decisione della Plenaria e della Cassazione. Nel frattempo, altri 20 mila insegnanti hanno fatto ricorso con Anief avverso l'esclusione delle nuove procedure, quasi il 20% delle domande prodotte, la prima delle quali è già al vaglio della Consulta. Saranno chiuse pure le Facoltà di scienze della formazione primaria, visto il valore abilitante del solo concorso? 

Il piano predisposto dal Miur e dal governo attraverso l’appena approvata Legge di bilancio non stroncherà, pertanto, la piaga della supplentite: le procedure selettive ordinarie e straordinarie, infatti, andranno a stabilizzare solo una minima parte dei precari di lungo corso. Gli stessi che i giudici e l’Europa chiedono invece di assumere in ruolo, in modo automatico, dopo 36 mesi di supplenze. Secondo il presidente Anief, Marcello Pacifico, invece di puntare tutto sui concorsi, il nuovo Ministro dell’Istruzione avrebbe dovuto riaprire le GaE - come si è sempre sostenuto nei tribunali italiani ed europei - per sanare la posizione di migliaia di insegnanti formati dallo Stato, ma costretti a cambiare cattedra ogni anno: pensare che tutto possa risolversi con l’utilizzo dei concorsi, ancora meglio se straordinari, è stato un errore strategico, costato caro al governo Renzi. E ora potrebbe accadere lo stesso a quello del M5S e della Lega. I numeri parlano chiaro: non era mai successo che in un triennio andassero vacanti complessivamente 50 mila assunzioni in ruolo a fronte di un numero tre volte superiori di personale abilitato.

 

 

Cari/e associati/e,

abbiamo salutato il vecchio anno con tante battaglie aperte e molte vittorie nei tribunali.

Nel 2019 cercheremo con rinnovata fede e determinazione di chiudere diverse vertenze aperte e di orientare il tavolo della contrattazione nonché le scelte dell'amministrazione verso un sentiero più giusto, non appena certificheranno la nostra rappresentatività.

Vi auguro un nuovo anno ricco di speranza, pieno di salute e felicità per voi e le vostre famiglie a nome di tutta la famiglia Anief.

Buon 2019

Il vostro Presidente

Marcello Pacifico

ROMA, 31 DIC - "La prima manovra economica della nuova maggioranza giallo-verde introduce diverse novità sul fronte della Scuola su reclutamento, organici, alternanza scuola-lavoro, inclusione, contratto e stipendi. Ma se è stata tracciata una prima linea da seguire nei prossimi provvedimenti finanziari sicuramente da apprezzare, rimane la delusione e l'incomprensione per le mancate soluzioni sul precariato di migliaia di docenti e Ata, specie, di fronte a una possibile procedura d'infrazione della Commissione europea sul reiterato abuso dei contratti a termine. Da questo punto di vista, il Governo e il Parlamento hanno perso un'occasione importante per cambiare registro". A sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief. "Il primo partito di maggioranza, il M5S - aggiunge Anief - prende le distanze dal piano di regionalizzazione di temi importanti e centrali per i cittadini, come lavoro, istruzione, salute, tutela dell'ambiente e dell'ecosistema e di governo del territorio. Alla forte spinta che stanno producendo alcune regioni del Nord, in particolare Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, di cui si è parlato anche nell'ultimo Consiglio dei Ministri, giusto prima di Natale, per definire anche il percorso cronologico di quello che sembra un provvedimento legislativo destinato a compiersi, sono giunte in queste ultime ore le dichiarazioni contrariate da parte dell'on. Luigi Gallo (M5S), presidente della VII Commissione Cultura della Camera". Anief condivide in pieno questa posizione critica: il sindacato ricorda che nel corso degli ultimi decenni, ogni tentativo di una autonomia regionale lesiva dei principi costituzionali - come ad esempio nella scuola trentina - in attuazione di questo dettato normativo è stato sempre bocciato dalla Provincia. (ANSA).

Con la manovra, si supera il decreto legislativo 59/2017 applicativo della riforma Renzi-Giannini: già come il 2019 il concorso a cattedra diventerà abilitante, così il docente di ruolo potrà utilizzare il titolo o per una nuova immissione in ruolo o per richiedere la mobilità professionale, quindi per il passaggio di ruolo o di cattedra. Il giovane sindacato ritiene che i corsi abilitanti debbano essere sicuramente attivati. E anche che ciò debba avvenire non solo per il personale docente di ruolo, ma pure per quello precario. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), alla luce delle diverse decine di migliaia di posti vacanti in organico di diritto e della prossima riforma del reclutamento, diventa sempre più importante introdurre nel breve periodo una fase straordinaria di mobilità, con l’obiettivo di tutelare in primis i docenti ingabbiati dalla Buona Scuola e traditi subito dopo dall'algoritmo ‘impazzito’, ma anche avviare dei corsi abilitanti per il personale docente già assunto. Inoltre, questi corsi dovrebbero essere rivolti anche ai colleghi precari: in questo modo, si potrà favorire una sorta di passaggio di ruolo per tutti i supplenti che detengono i titoli utili al cambio di disciplina d’insegnamento.

 

 

 

Pacifico: pronti a portare giustizia dentro ogni scuola italiana. Mobilità, concorsi, precariato, questi sono i cavalli di battaglia su cui il giovane sindacato ha martellato il Miur nelle aule dei tribunali. Attività che è continuata in Europa presso la Curia, il Consiglio e la Cedu e che è continuata in Italia presso i tribunali del lavoro, amministrativi, la Consulta e la Cassazione. Ancora una volta Anief si conferma opinion leader con 5 mila citazioni nella stampa nazionale e internazionale. Numeri da record che potrebbero sconvolgere i tavoli della vecchia concertazione. 

Anief conclude l’anno vecchio con soddisfazione per il risultato elettorale ottenuto, che gli ha permesso di raggiungere la rappresentatività, e l’impegno di rimettere a posto molti tasselli che ancora non vanno nel sistema scolastico italiano. Marcello Pacifico: Come abbiamo dimostrato ai nostri soci e a coloro che hanno creduto in noi siamo pronti a batterci, affinché i lavoratori della scuola possano vedere rispettati i loro diritti; il modello a cui guardiamo e a cui ci rifacciamo è quello europeo. Molti tribunali italiani, e anche europei, hanno accolto di buon grado il nostro operato. Appena l’Aran certificherà la nostra rappresentatività molti eventi cambieranno: siamo fiduciosi e crediamo fermamente che il 2019 sarà un anno importante: ci vedrà finalmente impegnati in prima linea nella ricerca di risoluzioni certe. Con noi la scuola può e deve cambiare. Auguriamo a tutti un anno nuovo pieno di soddisfazioni, di traguardi da raggiungere. Il nostro sindacato è la prova del fatto che credere nei propri sogni sia la chiave per arrivare dovunque.

 

 

Il primo partito di maggioranza, il M5S, prende le distanze dal piano di regionalizzazione di temi importanti e centrali per i cittadini, come lavoro, istruzione, salute, tutela dell’ambiente e dell’ecosistema e di governo del territorio. Alla forte spinta che stanno producendo alcune regioni del Nord, in particolare Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, di cui si è parlato anche nell’ultimo Consiglio dei Ministri, giusto prima di Natale, per definire anche il percorso cronologico di quello che sembra un provvedimento legislativo destinato a compiersi, sono giunte in queste ultime ore le dichiarazioni contrariate da parte dell’on. Luigi Gallo (M5S), presidente della VII Commissione Cultura della Camera. Anief non può che avallare in pieno questa posizione critica: il sindacato ricorda che nel corso degli ultimi decenni, ogni tentativo di una autonomia regionale lesiva dei principi costituzionali - come ad esempio nella scuola trentina – in attuazione di questo dettato normativo è stato sempre bocciato dalla Provincia. 

Poi c'è il problema dei fondi, perché il passaggio del personale della scuola dallo Stato alla Regione aumenterebbe del 25% la spesa regionale che per essere coperta dovrebbe rivedere un meccanismo di federalismo fiscale che penalizzerebbe le già martoriate regioni del Sud, violando anche il principio di solidarietà e di sovranità nazionale. Per il presidente nazionale dell'Anief, Marcello Pacifico, ci si adoperi piuttosto per produrre organici differenziati, sulla base di effettive esigenze territoriali, per incrementare occupazione e livelli di istruzione del Meridione, per ridurre i tassi di abbandono scolastico. Avallare la regionalizzazione non farebbe altro che incentivare il gap esistente tra località e regioni già vicine all’Europa e altre che, non certo per colpa loro, continuano ad essere fortemente distanti, non solo a livello geografico.

 

 

Il bando che disciplinerà il concorso è finalmente sulla Gazzetta Ufficiale. Si tratta di un ruolo ambito che consentirebbe di intraprendere un nuova carriera di prestigio, gestionale e sicuramente maggiormente remunerativa, anche per gli Ata che vorranno partecipare al concorso. Come ha dichiarato il Ministro Marco Bussetti: “I DSGA sono figure essenziali per il buon funzionamento del sistema e delle nostre scuole. Dall’ultimo concorso sono trascorsi quasi venti anni: un tempo infinito. Non deve più accadere. Troppo spesso il ruolo del personale amministrativo, tecnico e ausiliario è sottovalutato. Su questo punto va invertita la rotta con assunzioni, formazione, valorizzazione di questi profili. Il concorso è un primo importante passo soprattutto per colmare le lacune di personale che rendono difficile l’amministrazione quotidiana delle scuole”.

 

La prima manovra economica della nuova maggioranza giallo-verde introduce diverse novità sul fronte della Scuola su reclutamento, organici, alternanza scuola-lavoro, inclusione, contratto e stipendi. Ma se è stata tracciata una prima linea da seguire nei prossimi provvedimenti finanziari sicuramente da apprezzare, rimane, secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, la delusione e l'incomprensione per le mancate soluzioni sul precariato di migliaia di docenti e Ata, specie, di fronte a una possibile procedura d'infrazione della Commissione europea sul reiterato abuso dei contratti a termine. Da questo punto di vista, il Governo e il Parlamento hanno perso un’occasione importante per cambiare registro.

Tra le novità introdotte si va da un nuovo sistema di reclutamento nella secondaria alla fine della titolarità su ambito territoriale per i neo-immessi; dall’incremento, di duemila unità, del tempo pieno nella scuola primaria al rinvio delle nuove norme in materia di inclusione scolastica degli alunni disabili; dalla fine dei servizi esternalizzati con l'assunzione progressiva di 12 mila lavoratori co.co.co. alla riduzione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro che cambiano nome; dall’esonero di 120 docenti che costituiranno delle équipe territoriali formative per facilitare l’utilizzo a scuola delle nuove tecnologie all’incremento dell’organico del personale dei licei musicali all’assunzione di 290 educatori; dall’aumento del fondo di finanziamento delle scuole, con nuove ripartizioni, ai nuovi requisiti di accesso ai corsi di specializzazione per il sostegno; dalla nuova ripartizione delle risorse del fondo utile per finanziare gli Istituti tecnici superiori allo sblocco dell'indicizzazione dell'indennità di vacanza contrattuale e a nuove risorse per l'aumento degli stipendi.

 

 

 

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