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Il Ministro dell’Istruzione transalpino ha presentato l’importante riforma scolastica al Consiglio Superiore dell'Educazione, avallata anche dai neuro-scienziati: la plasticità del cervello prima dei sei anni è particolarmente propizia all'assimilazione del linguaggio, ed è proprio in questa fase che si fabbricano i futuri abbandoni scolastici. Anief, da diversi anni, si è fatta paladina della proposta, presentando formali emendamenti in Parlamento già nel 2014 e più di recente con le modifiche da attuare al decreto legislativo 65/2017 specifico per la revisione della scuola fino a 6 anni. In quell’occasione – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – chiedemmo l’anticipo e la compresenza dei maestri dell’infanzia e primaria. Con il nostro progetto, si sarebbe prodotto il prolungamento della scuola dell’obbligo fino a 18 anni, andando in questo modo ad incidere direttamente sulla lotta alla dispersione scolastica, di cui ciclicamente si torna a parlare senza però mai realizzare provvedimenti efficaci. Perché ad oggi le sezioni Primavera sono ordinarie, ma soltanto per il 25% della popolazione studentesca coperta dallo Stato.

 

 

Numerose sono le segnalazioni pervenute presso la segreteria regionale Anief Lombardia riguardo alla possibilità di partecipazione alle assemblee indette dalle RSU dei dirigenti sindacali invitati a parteciparvi. Analizziamo di seguito la normativa di riferimento.

 

 

La nuova misura previdenziale, come già specificato nella nota di aggiornamento al Def, consente di andare in pensione una volta raggiunta una quota (somma di età contribuzione) almeno pari a 100, con un’età minima di 62 anni, purché si sia in possesso almeno di 38 anni di contributi. Quota 100 quindi permetterà di ritirarsi in anticipo rispetto a quanto previsto dalla pensione di vecchiaia; secondo quanto previsto, da febbraio sarà destinata, potenzialmente, a tutti i lavoratori e non ci saranno penalizzazioni sull’assegno. Per informazioni, contatta Cedan.

 

 

L’obiettivo è all’esame delle commissioni competenti in Parlamento e presente nel Def 2019. Tuttavia, il 28% degli istituti scolastici è sprovvisto di luoghi adatti a fare sport e uno su tre non detiene attrezzature o arredi a norma: secondo Cittadinanzattiva, il 37% delle scuole presenta muffe, infiltrazioni o altri segni di fatiscenza. Brutti voti anche per la pulizia che scarseggia almeno in una scuola su 4: la polvere è presente nel 29% delle palestre, la sporcizia nel 25% e i cattivi odori nel 21%. Anche sul fronte della sicurezza le bocciature non mancano: il 27% non ha le porte antipanico, una su 4 ha le finestre rotte e il 22% ha impianti elettrici danneggiati. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, non basta annunciare l’introduzione dei docenti di motoria, se parallelamente non si mettono nelle condizioni di operare in sicurezza; altrimenti ci ritroveremo con un’innovazione mozzata.

 

 

Ad un mese e mezzo dall’inizio del nuovo anno, il giovane, frequentante la terza media in provincia di Reggio Calabria, è ancora privo sia dell’insegnante di sostegno sia dell'assistente educativo che fornisce un indispensabile servizio pratico-logistico. “Non è possibile ogni anno appesantire croci che le famiglie sono costrette a portare in un calvario che potrebbe avere fine solo se ognuno, sensibilmente, facesse il proprio dovere. Chi non lo fa paghi", ha detto il Garante per i diritti dell'Infanzia e dell'adolescenza, Antonio Marziale, che ha presentato un esposto alla Procura di Locri. Secondo Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato Anief, “di situazioni come questa ve ne sono tante e si trascinano per ben più tempo. Ed in molti casi le famiglie, alla lunga si abituano all’idea che lo Stato non è in grado di fornire l’assistenza e il supporto didattico ‘speciale’ previsto dalle commissioni mediche e scolastiche preposte. Ma noi non ci rassegniamo e per questo rilanciamo l’iniziativa Anief “Sostegno, non un'ora di meno!” che ogni anno scolastico si trova a patrocinare, senza costi per le famiglie, un numero di casi sempre più alto del precedente: con esiti sistematicamente favorevoli.

 

 

I corsi gratuiti in presenza con esperti formatori si svolgono in tutto il territorio nazionale secondo un calendario costantemente aggiornato e in diversi incontri. Importante la partecipazione al fine di affrontare con maggiore serenità la valutazione delle scuole sulle competenze professionali del docente mediante l'osservazione dell'attività didattica svolta in classe, delle attività funzionali all'insegnamento e della partecipazione alle attività progettuali e organizzative della scuola di servizio.

 

 

Nel Documento Programmatico di Bilancio 2019 consegnato all’Unione Europea, si legge che la spesa in rapporto al Pil si attesta in media sul 3,6% nel quinquennio 2014-2018 (3,5% nel 2019). A dispetto delle dichiarazioni dei responsabili istituzionali, la spesa per l’Istruzione è destinata addirittura a ridursi. Eppure, gli ultimi dati Eurostat ci dicono che se si guarda alla spesa per l’istruzione rispetto al Pil, l’Italia si trova in coda, solo dopo la Romania (3,1%), con la Germania che resta su valori percentuali apparentemente poco superiori ai nostri (4,3%), salvo poi staccarsi in modo sensibile quando si inquadrano gli assoluti. Anche l’ex Commissario alla spending review italiana, Carlo Cottarelli, ha di recente ammesso di ‘non avere mai proposto tagli alla Scuola, perché per la pubblica istruzione e la cultura non spendiamo affatto troppo rispetto al prodotto interno lordo’. Noi, però, lo stiamo facendo.

 

 

L'Anief raccoglie un nuovo successo in tribunale con i ricorsi volti al riconoscimento della precedenza per assistere il genitore disabile anche nelle operazioni di trasferimento interprovinciale. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il CCNI è nullo nella parte in cui preclude il diritto alla precedenza a chi assiste il genitore fuori provincia, anche questa stortura dovrà essere sanata con la prossima contrattazione integrativa”.

 

La finestra per la pensione è il lasso di tempo che trascorre tra la data di maturazione dei requisiti per il trattamento e la liquidazione dell’assegno da parte dell’ente pensionistico. I requisiti stabiliti sono differenti in base alla gestione previdenziale a cui si è iscritti, della categoria di appartenenza e del tipo di trattamento che si vuole richiedere. I requisiti richiesti per la maggior parte delle pensioni riguardano l’età e il possesso di un minimo di anni di contributi: ad esempio, per l’attuale e ordinaria pensione di vecchiaia si richiedono 66 anni e sette mesi di età (67 anni dal 2019, salvo blocco dell’età pensionabile) e 20 anni di contributi. Per una consulenza personalizzata, contatta Cedan.

 

 

L'Ambito Territoriale di Torino, dopo l'intervento del sindacato Anief, annulla il decreto di licenziamento rivolto a 4 docenti con diploma magistrale immessi in ruolo “con riserva” e di depennamento dalle Gae di altri 18 insegnanti. 

L'intervento del nostro sindacato, nella persona del prof. Marco Giordano, Presidente Regionale Anief Piemonte, si è rivelato efficace per una rapida risoluzione del problema e l'ATP Torino, constatata la legittimità delle richieste del nostro rappresentante, torna sui suoi passi e annulla il decreto di licenziamento emanato qualche giorno fa. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Piena tutela per i nostri iscritti, già pronte le azioni legali per contestare i licenziamenti”.

 

 

 

Il nuovo reclutamento del personale docente e Ata della scuola passa per il modello trentino, quindi per i concorsi pubblici che diverrebbero regionali. Una filosofia “a tutto tondo” che riguarderebbe addirittura i contenuti didattici, più incentrati su discipline prettamente locali. Si ragiona come se la scuola pubblica italiana non fosse costituzionalmente un’entità nazionale, ma bensì territoriale. Il sindacato, però, ricorda che nell’ambito del processo di attribuzione delle competenze relative alle norme generali sull’istruzione bisogna tenere conto del rispetto degli articoli 3, 4, 16, 51, 97 della Costituzione, come ribadito dalla stessa Consulta in tema di reclutamento degli insegnanti, residenza professionale e servizi legati ai soli residenti. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, si dice “pronto ad impugnare qualsiasi norma che impedisca al personale della scuola la mobilità lavorativa in tutto il territorio nazionale”.

 

La giovane associazione sindacale, con l’intento di tutelare i propri ricorrenti e per sollecitare le attività concorsuali, ha inviato una nota al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per sollecitare “le prove suppletive concorso D.D.G. 85/18 in seguito a provvedimenti cautelari del TAR Lazio e del Consiglio di Stato favorevoli all’ammissione alla procedura concorsuale degli Insegnanti Tecnico Pratici (ITP) non abilitati, ai docenti con diploma accademico di conservatorio, belle arti o danza, ai docenti abilitati all’estero, ai docenti che hanno conseguito la specializzazione sul sostegno dopo il 30 giugno, ai docenti idonei ai precedenti concorsi, ai docenti con diploma ISEF”.

 

 

Udir, giovane sindacato che sta a fianco dei DS, dal moneto della sua fondazione sta portando avanti delle vere e proprie battaglie inerenti alla retribuzione dei capi d’istituto, non adeguata all’operato che compete loro e alle responsabilità, talvolta anche penali, che ricadono su di essi. Lancia ancora una volta un appello alle organizzazioni sindacali rappresentative, affinché non firmino un contratto che non dà loro il giusto riconoscimento e ricorda ai soci e ai non soci che ha attivato dei ricorsi per far valere le ragioni nei tribunali e recuperare così quanto spettante.

 

Ricorso Ria

Ricorso Fun

Ricorsi UDIR

 

 

È pronto il decreto del concorso per Dsga della scuola con 2.004 posti a bando e ulteriori 400 incrementabili in base alla disponibilità: al testo del documento – pubblicato da Orizzonte Scuola e contenente la procedura di selezione, la tabella di valutazione titoli, le prove d’esame, i programmi e la formazione delle commissioni d’esame - mancherebbe solo la firma del Ministro dell’Istruzione. La sua pubblicazione, dopo quasi due decenni di vuoto concorsuale, risulta sempre più necessaria, poiché oggi nelle nostre scuole manca all’appello un Dsga ogni quattro e si ricorre sempre più alle reggenze e all’assegnazione dei posti ad assistenti amministrativi con maggiore esperienza. 

Il problema è che l’accesso al concorso del personale Ata facente funzione nel ruolo superiore continua a rimanere associato a dei requisiti eccessivamente pre-selettivi: il Miur, infatti, si limita a considerare utili al raggiungimento dei tre anni di servizio, indispensabili per presentare domanda qualora il candidato fosse privo di laurea attinente, solo gli ultimi otto anni. Invece, secondo l’ufficio legale Anief vanno considerati utili anche le reggenze precedenti al 2010. Allo stesso modo, il sindacato reputa utili al raggiungimento dei 180 giorni annuali (la soglia minima richiesta dall’amministrazione) anche i servizi svolti in modo non continuativo. Inoltre, per il raggiungimento dei 36 mesi complessivi richiesti non vanno adottati vincoli di alcun genere. 

Anief, pertanto, ha predisposto un apposito ricorso al tribunale amministrativo regionale, non appena verrà pubblicato il decreto, con all’interno il regolamento d’accesso al concorso, qualora gli attuali vincoli di accesso illegittimi dovessero essere confermati, al fine di opporsi al limite temporale per l'accesso al concorso Dsga da parte degli assistenti amministrativi privi di laurea, ma con servizio prestato come facente funzione per almeno 3 anni in tutto o in parte maturati oltre gli ultimi 8 anni, 180 giorni non continuativi e con raggiungimento dei 36 mesi senza vincoli.

 

 

Stamani, il presidente nazionale Anief prof. Marcello Pacifico è intervenuto negli studi di Rai 3 nel programma “Fuori tg”, incentrato sulla violenza a scuola. La giornalista Maria Rosaria De Medici ha aperto il programma mostrando una tabella, elaborata da Anief sulla base anche di un’inchiesta di Tuttoscuola, circa la violenza sugli insegnanti, da settembre 2017 a giugno 2018: i casi accertati risultano essere 33, mentre quelli stimati sono 81. “I dati in nostro possesso tengono conto del fatto che per ogni caso di violenza denunciato ce ne sono 4 che non vengono resi pubblici: si parla di violenze sia fisiche che verbali. Noi siamo convinti che ogni singolo episodio debba essere denunciato da Ata, docenti e dirigenti scolastici, perché ciò non si può tollerare”, afferma il presidente Anief.

 

 

In poco più di dieci anni, gli alunni con disabilità sono raddoppiati, passando da 180mila a 255 mila. Peccato che la risposta dello Stato sia stata inadeguata: ogni inizio d’anno scolastico, tutti gli uffici preposti fanno a gara per assegnare alle scuole un numero di ore settimanali sensibilmente inferiore a quello richiesto a seguito delle diagnosi realizzate da medici specialisti del servizio sanitario pubblico, dell’esame del Gruppo di lavoro per l’inclusione e confermate dai docenti. Così, i dirigenti scolastici sono costretti a fare i salti mortali per limitare i danni, dividendo il “pacchetto” di ore accordato tra gli alunni disabili presenti nel proprio istituto e applicando una regola proporzionale per difetto. Scontentando tutti.

Per chi non vuole soccombere dinanzi a questa palese ingiustizia, non rimane che ricorrere al giudice: questi non potrà che dare ragione alla famiglia dell’alunno disabile, condannando l’amministrazione pubblica anche con risarcimenti consistenti. Come accaduto proprio ieri a Roma con il TAR del Lazio che emana un provvedimento monocratico d'urgenza in cui impone al Ministero l'attribuzione immediata delle ore di sostegno “per un numero di ore adeguato alla patologia dell'alunna, ovvero la copertura totale delle ore di sostegno”. Ma anche i tribunali ordinari sono dello stesso avviso, è il caso avvenuto nei giorni scorsi a Velletri, dove il tribunale ha reputato la triade Miur, Usr e Ambito territoriale, responsabili dalla mancata assegnazione ad un alunno portatore di disabilità grave, del dimezzamento delle 25 ore settimanali indicate dalla struttura medico-pedagogica statale: pesante anche il risarcimento danni.

 

 

Qualora fossero confermate le anticipazioni sulla manovra di bilancio divulgate in queste ore dal quotidiano La Repubblica, i dipendenti del comparto Istruzione in possesso dei fatidici 38 anni di contributi e almeno 62 anni di età che aderiranno all’anticipo pensionistico si ritroverebbero con un assegno di quiescenza poco più alto di quello sociale. Il danno economico sarebbe enorme anche per gli insegnanti laureati che oggi percepiscono uno stipendio netto alle soglie dei duemila euro: si ritroverebbero con appena 1.442 euro di pensione, piuttosto che 1.778 euro già penalizzanti che riceverebbero lasciando a 67 anni o 42-43 anni di contributi versati. È bene che conoscano da subito l’entità delle decurtazioni cui andrebbero incontro aderendo a quella che si sta rivelando una norma-beffa. Il tutto, dopo aver percepito per l’intera vita lavorativa gli stipendi più bassi della PA italiana e ancorati stabilmente sotto l’inflazione.

 

 

E non soltanto per 180 giorni consecutivi per due anni scolastici. Il servizio può essere stato svolto anche prima del 2010 e fino al 1° dicembre 2018 aderendo agli altri due specifici ricorsi. Lo studio legale ritiene la norma di legge in contrasto con il diritto dell’Unione, in base al quale è stata giustificata la procedura straordinaria. In Europa, il servizio deve essere prestato da un precario per più di 36 mesi anche non susseguenti, senza ragioni sostitutive, per poter richiedere la conversione del rapporto di lavoro, mensilità oggi ridotte a due anni in Italia dalle modifiche apportate al Jobs Act. Rimane necessario presentare la domanda cartacea per partecipare al ricorso entro i termini previsti dal bando in via di pubblicazione. 

Si potrà preaderire non appena il bando sarà pubblicato.

 

Il 23 ottobre si svolge il primo incontro sulla mobilità del personale di ruolo, a cui partecipano i soli sindacati firmatari del CCNL 2016/18 prossimo alla scadenza. L’esclusione del giovane sindacato che attende la certificazione della rappresentatività e intende contemplare il diritto al lavoro insieme a quello alla famiglia potrebbe perpetrare l’illegittimità di diverse norme già censurate dai Tribunali.

 

 

Il titolare del Miur ha oggi dichiarato che è imminente la sua firma sul testo che regola la procedura concorsuale. L’approdo in Gazzetta Ufficiale, dopo la revisione degli organismi istituzionali preposti, è quindi imminente. L’ufficio legale del sindacato conferma la sua posizione sull’illegittimità del testo predisposto sino ad oggi ed impugnerà, pertanto, l’eventuale esclusione dei diplomati magistrale che hanno prestato il servizio tra il 1999-2009, ponendosi anche al fianco dei laureati di scienze della formazione primaria i cui anni di tirocinio non sono riconosciuti come servizio, degli educatori il cui titolo di accesso non è riconosciuto e dei docenti che hanno prestato servizio nella scuola paritaria. Anief, infine, è pronta a difendere coloro che hanno svolto il servizio sostegno senza specializzazione qualora non dovesse essere considerato ai fini del punteggio per il posto comune, nonché il servizio prestato per 180 giorni non consecutivi.

 

 

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