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Colpo di scena nel concorso per dirigenti scolastici i cui scritti si terranno domani 14 e dopodomani 15 dicembre. Il Tar Puglia, che precedentemente aveva concesso la sospensiva e ammesso con riserva alle prove scritte alcuni ricorrenti, al punto che l’Usr aveva riformulato le sedi delle prove scritte, ha accolto l’ istanza di riesame e, per l’effetto, revocato il proprio decreto n. 919 del 24/11/2011, con le seguenti motivazioni: “l’impugnativa investe anche atti – quali il bando di concorso, le istruzioni relative alle modalità di svolgimento della prova preselettiva ed i criteri della sua valutazione, insieme ad ogni atto con cui sono stati adottati e selezionati i quesiti sottoposti ai candidati nella suddetta prova – che sono stati emanati da organo centrale dello Stato ed hanno efficacia non territorialmente limitata; inoltre, anche in conformità a quanto statuito dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato con sentenza n. 19 del 14 novembre 2011, nella specie, non sussiste la competenza del tribunale amministrativo regionale della Puglia, dovendosi ritenere competente a decidere il tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma”.

In sostanza nessun ricorrente sosterrà domani la prima prova scritte in Puglia.

L’Anief promette battaglia e l’annullamento di tutta la procedura concorsuale.

Fonte: Tecnica della Scuola

Respinto il ricorso del ministero dell’Istruzione contro il pronunciamento del Tar del lazio che aveva ammesso al concorso anche docenti non di ruolo.

È possibile passare direttamente dallo status, spesso desolante, di precario della scuola a preside? Finora, questo è stato il sogno di migliaia di supplenti sbattuti ogni anno da una scuola a un’altra. Ma dal prossimo anno il sogno potrà diventare realtà. Con due storiche ordinanze cautelari dello scorso 7 dicembre, il Consiglio di stato ha respinto il ricorso del ministero dell’Istruzione contro il pronunciamento del Tar Lazio che aveva ammesso al concorso a preside, partito lo scorso settembre, anche alcuni docenti precari. Ergo: alle diverse fasi della selezione in corso per ricoprire la carica di dirigente scolastico potranno continuare a partecipare anche i precari della scuola con cinque anni di servizio. E i più bravi potranno sedere sulla poltrona di dirigente scolastico.

Il bando del concorso che ha visto ai nastri di partenza 34 mila aspiranti presidi richiedeva, come titoli di accesso, la laurea e cinque anni di servizio di ruolo. Ma ad agosto 500 docenti patrocinati dall’Anief si sono rivolti al giudice amministrativo chiedendo che venisse applicata la normativa europea, che equipara il servizio prestato in qualità di precario a quello prestato in qualità di insegnante di ruolo. Per questa ragione, quattro mesi fa, il Tar ha ammesso alla preselezione sia supplenti con cinque anni di servizio sia docenti di ruolo con cinque anni di servizio, tra ruolo e supplenze. Una decisione contro la quale il ministero si è subito appellato. Ma che, adesso, il Consiglio di stato conferma, in attesa di pronunciarsi nel merito, che anche i precari potranno partecipare al concorso.

"Respinto l’appello del Miur che non è riuscito a dimostrare la ragionevole discriminazione del servizio prestato da precario né la diversa professionalità esistente tra personale docente e precario, al fine di superare quanto disposta dalla direttiva 1999/70/CE", commenta Marcello Pacifico, presidente dell’Anief. Una parte dei 500 ricorrenti ha già superato la controversa preselezione svoltasi lo scorso 12 ottobre 1 e si accinge ad affrontare il 14 e 15 dicembre le due impegnative prove scritte previste dal bando. Coloro che riusciranno a superare anche questo scoglio affronteranno il colloquio che varrà uno dei 2.386 posti in palio. Ma prima della definitiva consacrazione, i vincitori di concorso saranno sottoposti a un periodo di formazione.

Fonte: La Repubblica

Il sindacato chiede al responsabile del Miur di rinviare le prove scritte successivamente all’esito della seduta collegiale fissata dal Consiglio di Stato per il 20 dicembre. In caso contrario si prospetta l’avvio di una nuova querelle: stavolta il rischio è che salti l’intera procedura concorsuale.

La sentenza del Consiglio di Stato del 9 dicembre non sembra aver fatto calare il sipario sull’interminabile “partita” legale che si sta giocando attorno al concorso per reclutare 2.386 dirigenti scolastici. A sostenerlo è l’Anief, il sindacato che ha difeso migliaia di docenti esclusi delle prove scritte per non aver raggiunto o superato la soglia degli 80 quesiti esatti su 100 che il Miur aveva loro sottoposto lo scorso 12 ottobre.

Il sindacato di Pacifico ha reputato inappropriata la decisione del Presidente della VI Sezione del Consiglio di Stato, che attraverso un proprio decreto monocratico ha fissato l’attesa e risolutiva seduta collegiale per il prossimo 20 dicembre: per il sindacato la decisione ha, infatti, il sapore della beffa, perché la data è stata posticipata alla settimana successiva allo svolgimento delle prove scritte, programmate dal Miur per il 14 e 15 dicembre. “A quel punto – sostiene il leader del giovane sindacato - diventerà ininfluente l’esito della decisione definitiva”.

Il legali di Pacifico hanno così deciso di diffidare il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, dal far svolgere le prove scritte senza aver atteso la discussione degli appelli nella prima Camera di consiglio utile: “solo un provvedimento d’urgenza adottato dal ministro Profumo può sanare la situazione facendo slittare le prove scritte”.

Se, invece, il dicastero di viale Trastevere andrà dritto per la sua strada, permettendo lo svolgimento delle verifiche (cui sicuramente parteciperanno i circa 9 mila candidati risultati idonei dopo la preselezione), la battaglia legale si sposterà su un nuovo piano: quello della validità dell’intera procedura concorsuale.

“Non mi fermerò qui – aveva detto a caldo, l ̓avvocato Pasquale Marotta, uno dei legali scesi in campo per difendere una parte dei docenti esclusi dopo la verifica preliminare - ma andrò avanti fino alla fine, cercando di ottenere, in sede di merito dinanzi al Tar Lazio, l’annullamento della prova preselettiva e, quindi, dell’intera procedura concorsuale”.

La stessa linea è stata sposata dall’Anief. “I nostri legali – ha detto il presidente Pacifico - entreranno nel merito del ricorso attraverso una perizia tecnica, cosa che non ha fatto il Presidente della Sesta Sezione del CdS, e riusciranno a dimostrare la violazione del bando concorsuale, attraverso la somministrazione tra i 100 test di almeno un quesito errato: a quel punto tutte le prove fino ad oggi svolte e le nuove programmate verranno annullate”.

Pacifico ha già delineato quale sarà la linea da intraprendere: “sarà coinvolta la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la violazione della convenzione sul giusto processo, oltre a essere interessato lo stesso tribunale amministrativo per un abuso di potere, da parte dell’amministrazione, tanto più gratuito quanto più violento nel deridere alcuni articoli della Costituzione – in particolare il 113 della Costituzione, oltre che il 6 della CEDU - di cui si chiede ai candidati la conoscenza”. Insomma, comunque vada per i tribunali si prospetta un’altra lunga stagione di lavoro.

Fonte: Tecnica della Scuola

Nel giorno in cui il Tar Lazio conferma l’esclusione dalle prove scritte dei candidati che non hanno superato a suo tempo la preselezione per il concorso a dirigente scolastico, il Consiglio di Stato, invece, conferma, se pur per raccogliere approfondimenti in materia, le ordinanza di sospensiva con cui il Tar aveva consentito in via cautelare l’ammissione al concorso dei docenti con la richiesta anzianità di servizio prestata però soltanto in parte nei ruoli o del tutto come precari.

Contro quell’ammissione cautelare ordinata dal Tar il Miur aveva presentato ricorso al Consiglio di Stato che ora si è pronunciato, se pur in via non definitiva, respingendo le richieste di annullamento dell’Amministrazione.

Per il momento resta, dunque, confermato il giudizio di primo grado espresso in sede cautelare a favore di circa 500 candidati patrocinati dall’Anief.

Nel respingere l’appello del Miur, il Consiglio di Stato ha motivato la propria decisione in quanto  “nell’esame proprio della fase cautelare, che, allo stato, l’appello non appare presentare profili di fumus boni iuris siffattamente evidenti da indurre all’accoglimento della domanda cautelare, ferma la necessità dell’approfondimento nel merito della ragionevolezza di quanto prescritto dall’art. 1, comma 618, della legge n. 296 del 2006 in relazione alla fattispecie disciplinata.”.

Considerato che la pronuncia del Consiglio di Stato ha valore interlocutorio, l’Anief ha dichiarato “Per questo, chiediamo al ministro Profumo di rinviare le prove scritte del 14-15 dicembre, a dopo la fissazione della prima udienza camerale utile a discutere quanto non è stato approfondito nel merito dai giudici di primo grado. In caso contrario, andremo fino in fondo e chiederemo l’annullamento di tutta la procedura concorsuale, non essendo stati messi tutti i candidati nelle condizioni di partecipare alle prove scritte. Analoga richiesta è stata presentata al Presidente del Consiglio di Stato nei ricorsi di appello nn. 9669, 9671, 9674, 9677 a cui è legata la sorte anche degli altri ricorsi, di analogo contenuto, accolti presso alcuni tribunali regionali”.

Fonte: Tuttoscuola