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Miur e sindacati aspettano il Mef, ma Udir ricorda che la determinazione del Fun è materia contrattuale, pertanto, il ritardo è ingiustificato. Né si può attendere l'autorizzazione sull'utilizzo dei 35 milioni di euro finanziati già dalla Legge di Stabilità insieme alle risorse per l'avvio della perequazione della retribuzione di posizione parte fissa. 

 

E ancora il pensionamento con quota 96 e la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo. Gli eventi si ripeteranno in ogni provincia italiana. Venerdì 30 novembre, in un’aula magna gremita di docente attenti e interessatissimi, si è svolto, presso Ipsseoa "Pietro Piazza" di Palermo, il seminario “La legislazione scolastica” tenuto dal presidente nazionale Anief Pacifico.  Sono ripartiti dunque, in tutte le regioni, i nuovi seminari di formazione gratuiti organizzati da Anief e Eurosofia, aperti a docenti, dirigenti e personale Ata. Tante le tematiche affrontate: i Decreti delegati Legge 107/2015; il CCNL 2016/2018; la Legge 108/2018 Milleproghe; la Legge 96/2018 Decreto dignità; la Legge di Stabilità 2019.

 

 

Anief ribadisce la volontà di ricorrere per i facenti funzioni che hanno prestato il servizio dal 1999, mentre Radamante si prepara a fare accedere tutti gli Ata con cinque anni di servizio. Si prepara una nuova battaglia in tribunale mentre ancora non si sa niente sulle quote riservate peraltro ribadite negli emendamenti presentati al disegno di legge di stabilità e al decreto sicurezza. Eurosofia conferma la sua offerta formativa per prepararsi e superare le prove.

Il 6 dicembre si svolgerà un’informativa ai sindacati sull’articolazione del concorso e il contestuale percorso riservato per gli assistenti amministrativi facenti funzione che transiteranno nel ruolo superiore. Secondo Anief ci sono almeno tre i nodi da sciogliere: la metà dei posti da assegnare dovrebbe andare agli Ata facenti funzione, che negli ultimi lustri si sono presi incarichi enormi in cambio di compensi minimali, dimostrando nel contempo alta professionalità e senso del dovere; bisogna dedicare la quota del 30% per i passaggi verticali del personale Ata, dando in tal modo la possibilità ad 800 amministrativi di passare al ruolo superiore se in possesso del titolo superiore o dopo 5 anni di servizio; prevedere la formazione per i candidati che hanno presentato la domanda di passaggio verticale per il profilo D nel gennaio 2010. Già pronte le diffide da inviare entro metà mese.

 

 

Opponendosi alle limitazioni del bando di concorso, il sindacato avvia il ricorso, al Tar Lazio, avverso l’esclusione del servizio prestato nelle scuole paritarie per il computo dei due anni utili per l’accesso al concorso riservato 2018 per la scuola Primaria e infanzia. Possono ricorrere coloro che hanno prestato servizio in scuola paritaria sulla medesima classe di concorso 24 mesi anche non continuativi.

Clicca per aderire al ricorso e invia il modello cartaceo predisposto dall'Ufficio Legale Anief entro il 12 dicembre.

Nella nuova maggioranza si fa a gara per pubblicizzare gli interventi in arrivo con la manovra economica, come la miseria di 135 insegnanti specializzati nell’apprendimento digitale, intesi come “assaggio” della scuola futuribile, mentre quelli centrali rimangono solo buoni auspici per motivi finanziari. Così, se Anief nella legge europea suggerisce di stabilizzare i precari come nel Ddl Pittoni, la commissione bilancio si oppone per i presunti danni alla finanza pubblica. Marcello Pacifico: Quando si tratta d’esaminare questo genere di nuove norme, la commissione bilancio si oppone per presunti danni alla finanza pubblica: a cadere come birilli sono stati tutti i provvedimenti che prevedono spese aggiuntive. E non importa se siano necessari. L’importante è risparmiare ad oltranza. In linea con gli esecutivi passati, altro che governo del Cambiamento.

 

 

Nei giorni scorsi l’Ufficio regionale scolastico del Veneto, che ha sede a Mestre, a causa dell’enorme mole di plichi spediti dai nostri ricorrenti, ha subito un imprevisto ingorgo della posta in entrata. Sono infatti numerosissimi, in questi giorni, i ricorrenti che in Veneto, essendo stati esclusi dalla partecipazione al Concorso riservato per Infanzia e Primaria, stanno aderendo ai ricorsi promossi dall’Anief. L’associazione sindacale, che ne ha promossi dieci, per tutelare i diritti dei docenti esclusi, chiede, infatti, di inviare la domanda cartacea nella sede di via Forte Marghera.

 

 

 

Opponendosi al bando, Anief attiva il ricorso per ammettere al concorso coloro che sono in possesso della laurea in Scienze della Formazione Primaria, con un solo anno (o nessuno) di servizio in scuola statale. Il ricorso, al Tar Lazio, vuole l’ammissione al concorso riservato per la scuola Primaria e Infanzia dei laureati in Scienze della Formazione Primaria senza il requisito dei due anni di servizio; sarà altresì richiesto il riconoscimento della durata legale del corso di laurea come servizio utile ai fini dell'ammissione al concorso.

 

 

Anier ricorre perchè non accetta le limitazioni messe in essere dal bando di concorso: il giovane sindacato ha attivato il ricorso, presso il Tar del Lazio, per ottenere la valutazione del servizio di insegnamento dell’anno scolastico 2018/19 ai fini dell’accesso al concorso riservato agli abilitati per la scuola primaria e infanzia, e relativi posti di sostegno, se il servizio, che consta di 180 giorni, viene raggiunto dopo la scadenza della presentazione della domanda, fissata per il 12 dicembre.

 

Udir lo aveva annunciato da tempo: non si può pretendere, dopo dieci anni di blocco e un'infrazione salita di 12 punti, in presenza di una sperequazione marcata da presidi e nuovi DS assunti dopo il 2001, e tra dirigenti scolastici e della ricerca e dell'Università confluiti nella stessa area dal 2016, di far firmare un contratto su sanzioni disciplinari, assenze e ferie quando la parte economica è fondamentale.

 

Il giovane sindacato ricorda anche che il recente decreto concretezza all'articolo 3 sconfessa quanto da sempre sostenuto dal MEF sulla necessità di bloccare il salario accessorio dei dirigenti insieme al tabellare. Conseguenza della conversione in legge della norma per lo studio legale sarebbe il diretto versamento dei dirigenti andati in quiescenza dal 1 settembre 2012 nel Fun di quest'anno che non si riesce a quantificare. Sarà questa la ragione del blocco? L'alternativa è il ricorso in tribunale per avere giustizia. 

 

 

C’è anche la richiesta del tempo scuola maggiorato nelle classi primarie tra i punti che la commissione Bilancio di Montecitorio è chiamata in queste ore a valutare per l’inserimento nel testo della manovra economica. Solo che il numero di docenti da assumere si è nel frattempo dimezzato: la quota di maestri aggiuntivi, per allungare l’orario scolastico, doveva essere di 2 mila unità. In verità, ne occorrerebbero 43 mila. Così per arrivare al traguardo prefissato serviranno 42 anni. Altro che “subito”. Il caso è diventato oggetto dell’ultimo monologo del comico Maurizio Crozza, che ha detto: “il tempo pieno è una ‘figata’, una conquista sacrosanta, ma lo avranno tutti quando i bambini di adesso saranno già laureati e lavoreranno da Foodora per 2 euro l’ora. Non fa una grinza. Senza contare che poi servirebbero pure mense, laboratori, spazi didattici, locali, attrezzature: tutte cose che Di Maio non cita perché le ignora totalmente”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): siamo alla propaganda pura.

 

 

L'Ufficio Legale Anief ritiene illegittima l'esclusione del servizio svolto nelle “sezioni primavera” per l'accesso al concorso riservato per la scuola Infanzia e ha predisposto uno specifico modello cartaceo ai fini della proposizione del ricorso presso il TAR del Lazio.

 

 

Di emergenza precariato nella scuola cominciano a parlare anche gli altri sindacati: dopo la denuncia dell’Anief, pure le altre organizzazioni, in difesa dei diritti di docenti e Ata, tirano finalmente fuori i numeri della vergogna sulle supplenze annuali assegnate quest’anno: 90.000 quelle del personale docente nell’a.s.2018/19, 114.000 se si considera anche il personale ATA e il personale educativo. Si tratta di numeri altissimi, destinati a crescere perché le norme sugli anticipi pensionistici al vaglio del governo, in particolare quota 100, prima o poi entreranno in vigore e si prevede che almeno 80 mila docenti e Ata possano lasciare nel volgere di un anno. Considerando l’ostinatezza del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel negare le immissioni in ruolo ordinarie proposte dal Miur, l’ultima delle quali di appena circa 27 mila posti, è possibile che a breve il numero di cattedre da coprire con supplenti annuali si avvicini alle 300 mila unità. Per questo, occorre una disposizione straordinaria che metta le cose a posto, quale può essere solo la riapartura delle GaE.

 

E sanare la procedura d’infrazione n. 2014/4231. Il testo proposto da Anief riprendeva la proposta di legge presentata dal presidente della VII Commissione del Senato, sen. Pittoni, a inizio legislatura ma il Governo e la V Commissione Bilancio hanno dato parere negativo prima della votazione definitiva. Ora la partita ritorna in XI Commissione Lavoro sull’esame del Decreto Concretezza e al momento dell’esame della legge di stabilità.

 

 

Anief chiede la riserva del 50% ai facenti funzione, di una quota del 30% per i passaggi verticali del personale Ata e l'attivazione della formazione per i candidati del decreto direttoriale del 2010.

La selezione sarà composta da due prove scritte e una orale: nel caso in cui a livello nazionale il numero dei candidati fosse superiore a quattro volte il numero dei posti disponibili, quindi oltre 8 mila, il Miur attiverà anche un test preselettivo. I posti da assegnare al termine del concorso saranno 2.004: a questi potrebbero aggiungersene altri 400, in base alle effettive disponibilità. Al sindacato Anief, però, più di qualcosa non torna: 800 posti messi a bando dovrebbero essere accantonati per i passaggi verticali richiesti dal giovane sindacato, che ribadisce anche la domanda di riservare al concorso il 50% dei posti ai lavoratori Ata facenti funzione per più di 36 mesi, i quali dovrebbero essere ammessi senza alcuna prova selettiva e direttamente a un colloquio orale per la conferma dei ruoli ricoperti negli ultimi anni come per i concorsi riservati per i docenti. Inoltre, a distanza di otto anni non si comprende perché ancora non sia partita la formazione per i candidati che hanno presentato la domanda di passaggio verticale per il profilo D nel gennaio 2010. Anief, pertanto, nei prossimi giorni scioglierà la riserva se far presentare una formale diffida e procedere con il contenzioso.

 

 

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