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In primo piano

Nel corso degli ultimi mesi, Udir ed Eurosofia hanno condotto un’analisi di mercato per individuare il miglior servizio di consulenza ed adeguamento al nuovo Codice privacy ed alla nomina del DPO.

A fronte di un prezzo di mercato che oscilla tra i 600 euro ed i 3.000 euro (stabilizzandosi su una indicazione media di 1.000 euro per gli istituti superiori e 700 euro per gli istituti comprensivi iva esclusa), Eurosofia ed Udir propongono la sottoscrizione di un contratto con una prestigiosa società, che si impegna, in forza della convenzione sottoscritta di fornire gratuitamente il servizio di Data Protection Officer, e di garantire tariffe vantaggiose che, nello specifico, sono le seguenti:

  • Per i Dirigenti Scolastici associati Udir e per le scuole che hanno una convenzione attiva con Eurosofia:
  • Istituti Superiori 700 euro iva esclusa;
  • Istituti Comprensivi 500 euro iva esclusa
  • Per i Dirigenti Scolastici non associati Udir, o che non hanno stipulato una convenzione con Eurosofia le scuole, l’offerta è così definita:
  • Istituti Superiori 1.500 euro iva esclusa;
  • Istituti Comprensivi 1.000 euro iva esclusa
  • Per i Dirigenti Scolastici che attivano una rete di scuole (i costi sono riferiti ad una rete costituita da 5 scuole):
  • Istituti Superiori 2.800 euro iva esclusa invece che 3.500 euro;
  • Istituti Comprensivi 2.000 euro iva esclusa invece che 2.500 euro

Per qualunque altra esigenza specifica (ad esempio una rete di scuole costituita da più di 5 scuole oppure una rete costituita da istituti comprensivi e superiori) si rimanda alla stesura di un preventivo ad hoc e personalizzato in base alle richieste.

L’offerta prevede anche l’eventuale trasformazione del contratto in caso di diverse disposizioni di legge per le scuole, in corsi di formazione dedicati da erogare tramite EUROSOFIA, ente accreditato MIUR.

Scegli una nuova avventura professionale e richiedi il trasferimento in una delle numerose scuole italiane all’estero.

Il Miur giorno 20 Aprile 2018 ha convocato i sindacati per un incontro al fine di concordare i criteri relativi alla mobilità professionale per l’estero.

Sindacati e amministrazione, hanno raggiunto un accordo, dopo che il Miur si è consultato anche con il Maeci, tramite il quale, sono stati definiti i requisiti culturali e professionali necessari per poter la mobilità professionale verso l’estero.

Quanto stabilito sarà ufficializzato attraverso un apposito decreto ministeriale.

Requisiti culturali:

  • conoscenza della lingua straniera di livello non inferiore al B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER) – per tutte le tipologie di personale;
  • partecipazione ad attività formative organizzate da soggetti accreditati dal MIUR su tematiche relative all’intercultura o all’internalizzazione – per il personale docente;
  • per i dirigenti scolastici, anche l’attività formativa sul management mentre la partecipazione alle attività formative non è prevista per il personale ATA.

Requisiti professionali (per tutto il personale:)

  • aver svolto almeno tre anni di servizio dopo il periodo di prova;
  • non essere stati restituiti ai ruoli metropolitani durante un precedente periodo all’estero per incompatibilità di permanenza nella sede per ragioni imputabili all’interessato;
  • non essere incorsi in provvedimenti disciplinari superiori alla censura.

Emanato il decreto, ai sensi del D.lgs. n. 64/17 , il Miur procederà alla selezione e relativa graduazione del personale per aree linguistiche.

Eurosofia organizza un incontro, in modalità webinar, per approfondire i processi mentali per la risoluzione di problemi, costituiti dalla combinazione di metodi caratteristici e di strumenti intellettuali.

Le attività formative sul pensiero computazionale hanno la finalità di far conoscere ai docenti della scuola il “coding” ed il suo utilizzo nella didattica.

Iscriviti al webinar: "CODING: pensiero computazionale e didattica digitale"

del 22 giugno 2018 – Formatore Prof. Roberto Martorana .

Il coding guida gli allievi al pensiero computazionale attraverso un approccio ludico e creativo. Potrebbe sembrare solo un gioco ma agevola lo sviluppo cognitivo e si fonda sul concetto di “learning by doing”, ovvero imparare facendo, senza passare da lunghe lezioni teoriche che potrebbero abbassare notevolmente la soglia d’attenzione.

Nel mondo della scuola, il coding sta iniziando ad essere valorizzato e viene considerato un prezioso alleato per la didattica perché educa bambini e ragazzi al pensiero creativo, ma anche dei risvolti pratici.

 E’ afferente alla nostra quotidianità, con molti oggetti che utilizziamo abitualmente e che riteniamo ormai indispensabili. Smartphone, tablet, videogiochi, persino elettrodomestici come la lavatrice o il forno a microonde funzionano grazie a un codice informatico, a una sequenza ordinata di istruzioni.

Quando affrontiamo un problema o abbiamo in mente un’idea, nonostante intuiamo la soluzione non siamo in grado di formularla in modo operativo per metterla in pratica. La capacità di immaginare e descrivere un procedimento costruttivo che porti alla soluzione si chiama “pensiero computazionale”. E’un veicolo di concretezza, aiuta a semplificare i percorsi, e a rendere lineare la fruizione delle informazioni.

Migliora le tue competenze per sviluppare il pensiero computazionale ed aumentare la capacità di analizzare le situazioni, valutarne i limiti, conoscere gli strumenti a disposizione, organizzare e ideare strategie efficaci alla risoluzione delle problematiche. Il pensiero computazionale è una capacità trasversale da sviluppare già nella prima infanzia e rappresenta un bisogno formativo per le future generazioni.

Il webinar è un corso in streaming, trasmesso in diretta su una piattaforma on-line, ed il corsista ha la possibilità di interagire con il formatore sottoponendo quesiti attraverso una chat condivisa.

Per partecipare è necessario disporre di un collegamento a Internet, un browser (Internet ExplorerMozilla,Firefox o altro), una cuffia o le casse.

 

ROMA, 30 MAG - "Nel mirino del Tribunale amministrativo del Lazio è andata a finire la decisione del Ministero dell'Istruzione di attribuire al biennio iniziale dei licei specializzati nell'offerta formativa musicale una sola ora, anziché le due previste, di esecuzione per il primo strumento, andando così a determinare un danno evidente agli studenti". Così una nota dell'Anief. "I giudici, replicando la posizione già espressa lo scorso anno, hanno ritenuto errata la scelta ministeriale per violazione della normativa primaria - spiega il sindacato - ritenendo quindi illegittima la Nota Miur che ha definito le regole di formazione degli organici del personale docente del prossimo anno scolastico perché emanata in violazione del Dpr n. 89 del 15 marzo 2010. In quella Nota ministeriale, l'amministrazione aveva previsto per l'insegnamento della materia Esecuzione e interpretazione soltanto un'ora per il primo strumento (come per il secondo strumento) trasformando l'ora decurtata in attività di ascolto musicale, ritenendolo equivalente". Per Marcello Pacifico (Anief-Cisal) "l'ascolto della musica, sebbene rappresenti una parte della didattica all'interno del liceo musicale, non ha nulla a che vedere con l'esecuzione tecnico-pratica. La quale incarna la finalità principale di questa particolare tipologia di liceo, peraltro sempre più richiesto a livello nazionale. A questo punto, l'Anief è intenzionato a chiedere un incontro urgente al Ministero dell'Istruzione, per far sì che i provvedimenti giudiziali non restino lettera morta e chiedere all'Amministrazione di attivare tutte le procedure utili per ripristinare immediatamente l'ora di esecuzione del primo strumento". (ANSA).

 

Nel mirino del Tribunale amministrativo del Lazio è andato a finire la decisione del Ministero dell’Istruzione di attribuire al biennio iniziale dei licei specializzati nell’offerta formativa musicale una sola ora, anziché le due previste, di esecuzione per il primo strumento, andando così a determinare un danno evidente agli studenti. I giudici, replicando la posizione già espressa lo scorso anno, hanno ritenuto errata la scelta ministeriale per violazione della normativa primaria, ritenendo quindi illegittima la Nota Miur n. 16041/2018, risalente al 29 marzo scorso, che ha definito le regole di formazione degli organici del personale docente del prossimo anno scolastico perché emanata in violazione del Dpr n. 89 del 15 marzo 2010. In quella Nota ministeriale, l’amministrazione aveva previsto per l’insegnamento della materia Esecuzione e interpretazione soltanto un’ora per il primo strumento (come per il secondo strumento) trasformando l’ora decurtata in attività di ascolto musicale, ritenendolo equivalente. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’ascolto della musica, sebbene rappresenti una parte della didattica all’interno del liceo musicale, non ha nulla a che vedere con l’esecuzione tecnico-pratica. La quale incarna la finalità principale di questa particolare tipologia di liceo, peraltro sempre più richiesto a livello nazionale. A questo punto, l'Anief è intenzionato a chiedere un incontro urgente al Ministero dell’Istruzione, per far sì che i provvedimenti giudiziali non restino lettera morta e chiedere all'Amministrazione di attivare tutte le procedure utili per ripristinare immediatamente l'ora di esecuzione del primo strumento.

 

 

 

 

ROMA, 29 MAG - Carlo Cottarelli riapra le graduatorie ad esaurimento (Gae) alla prima riunione della presidenza del Consiglio dei ministri. A chiederlo è il presidente di Anief Cisal, Marcello Pacifico, nel corso di un intervento a Piazza Montecitorio, dopo un incontro al Tar del Lazio e al Ministero dell'Istruzione nell'ennesima giornata di protesta contro l'esclusione dei maestri con diploma magistrale dalle graduatorie ad esaurimento. "Qualora il nuovo esecutivo dovesse vedere la luce - ha detto il sindacalista - è bene sin da adesso che sappia qual è la priorità per non fare tracollare la scuola; bisogna riaprire le GaE dei precari prima di subito e il Parlamento confermi il decreto legge. In caso contrario saranno entrambi responsabili del licenziamento di 50 mila insegnanti della scuola italiana e dell'aumento della spesa pubblica dovuta a risarcimenti milionari che saranno richiesti a partire proprio dai tanti docenti assunti in ruolo e poi messi alla porta dopo avere addirittura superato l'anno di prova". Intanto, la protesta degli esclusi non si arresta. Oggi pomeriggio è previsto un sit-in di una rappresentanza di maestre, stavolta davanti Viale Trastevere. (ANSA). 

 

Lo ha chiesto oggi Marcello Pacifico (Anief-Cisal), nel corso di un intervento tenuto a Piazza Montecitorio, dopo un incontro al Tar del Lazio e al Ministero dell’Istruzione nell'ennesima giornata di protesta contro l’esclusione dei maestri con diploma magistrale dalle graduatorie ad esaurimento: “Qualora il nuovo esecutivo dovesse vedere la luce – ha detto il sindacalista - è bene sin da adesso che sappia qual è la priorità per non fare tracollare la scuola; bisogna riaprire le GaE dei precari prima di subito e il Parlamento confermi il decreto legge. In caso contrario saranno entrambi responsabili del licenziamento di 50 mila insegnanti della scuola italiana e dell'aumento della spesa pubblica dovuta a risarcimenti milionari che saranno richiesti a partire proprio dai tanti docenti assunti in ruolo e poi messi alla porta dopo avere addirittura superato l'anno di prova”. Intanto, la protesta degli esclusi non si arresta. Anzi si allarga: mentre si rinnova lo sciopero della fame di alcune maestre, oggi pomeriggio è previsto ancora un sit-in permanente di una rappresentanza di maestre, stavolta davanti Viale Trastevere. Anief, che fa parte di Confedir, confida nel nuovo presidente del Consiglio incaricato, incontrato dal giovane sindacato nella capitale, a Palazzo Bonadies, quando era l’economista ex Fmi era Commissario per la spending review italiana.

 

 

Implementa le tue conoscenze e le tue abilità professionali seguendo il corso in modalità webinar condotto da una delle formatrici più qualificate in materia di prevenzione e contrasto del del bullismo e del cyberbullismo. Ottieni un titolo per diventare referente nella tua scuola

Eurosofia è da anni impegnata nell’organizzazione di eventi e corsi di formazione finalizzati  a contrastare due fenomeni dilaganti degli ultimi anni: il bullismo ed il cyberbullismo.

Eurosofia organizza un incontro, che si svolgerà in modalità webinar, per approfondire alcuni degli aspetti più critici della problematica, in un’ottica di prevenzione.

La dott.ssa Francesca Sorce (psicologo, psicoterapeuta, counselor, orientatore) collabora da diversi anni con noi, per formare il personale scolastico e tutti i professionisti che sono interessati a migliorare le loro competenze e strategie di intervento in questo ambito.

La legge n. 71 del 29/05/2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” prevede che ciascuna scuola incarichi un docente con il ruolo di coordinatore e referente delle iniziative di prevenzione e contrasto del cyberbullismo.

Le nuove tecnologie rappresentano per la scuola una sfida educativa ma, allo stesso tempo, sono molte le criticità emerse dal loro utilizzo precoce e spesso non consapevole.

La crisi valoriale, accompagnata da un’assoluta mancanza di educazione emotiva, creano purtroppo i presupposti per una difficoltosa gestione della rabbia. Le interazioni con i coetanei divengono complesse e spesso c’è una totale assenza di empatia.

Durante il webinar saranno analizzate le dinamiche e fornite le indicazioni per cautelare i soggetti a rischio. Sia le vittime che i violenti hanno bisogno di un adeguato supporto psicologico e la formatrice fornirà degli elementi per strutturare un piano operativo.

Il corso ha una durata di 4 ore e si svolge in modalità elearning: 2 ore in modalità webinar e 2 ore di autoapprendimento attraverso la piattaforma elearning www.eurosofia.it 

Al termine sarà consegnato un attestato di partecipazione, rilasciato da Eurosofia, in qualità di soggetto qualificato e riconosciuto dal MIUR.

Seleziona e scegli il corso anche dalla piattaforma ministeriale S. O. F. I. A

 

Vuoi acquisire nuove competenze nel campo delle dipendenze tecnologiche e cyberbullismo ed utilizzare un innovativo modello terapeutico ed efficaci strumenti di prevenzione?

Eurosofia, ente accreditato dal MIUR per l’erogazione della formazione del personale scolastico ai sensi della direttiva 170/2016,  in collaborazione con l’Associazione nazionale Dipendenze tecnologiche, Gap e Cyberbullismo  “Di-te”, organizzano, a Palermo  un corso di formazione intensivo di 3 giorni rivolto ai docenti, psicologi e pedagogisti…

“Corso di alta formazione sulle dipendenze tecnologiche” di Eurosofia e l’associazione “Di te” a Palermo 22-23-24 giugno.

Il corso si svolgerà a Palermo, presso la sede Pegaso, Palazzo Mazzarino Via Maqueda 383.

#eurosofia #AssociazioneNazionaleDipendenzeTecnologiche e #Cyberbullismo 
Tre giornate con professionisti di altissimo livello per affrontare i diversi aspetti e le implicazioni psicologiche e sociali legate all’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione. 
Durante gli incontri saranno affrontati gli aspetti che riguardano queste nuove addiction che si insinuano lentamente sotto forma di abitudini reiterate, fino a diventare una compulsione nevrotica che innesca inesorabilmente delle patologie e provoca un forte senso di alienazione.
I prestigiosi docenti del corso sono il Dott. Giuseppe Lavenia ed il Dott. Stefano Galeazzi

E’ fondamentale contrastare la violenza ed il #bullismo negli istituti scolastici.

La prevenzione, passa attraverso un’adeguata educazione emotiva e l’insegnamento di valori fin dalla prima infanzia. #emotività #valori #rispetto

Il corso è a numero chiuso. Iscriviti subito per non perdere questa grande opportunità culturale per dare un valore aggiunto alla tua professionalità.

Rilascia crediti ECM per le seguenti figure professionali: psicologi, neuropsichiatri infantili, pediatri, logopedisti, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, terapisti occupazionali, educatori professionali, educatori socio-culturali, tecnici della riabilitazione psichiatrica, fisioterapisti.

Ai fini del conseguimento dei crediti ECM, in base alla normativa vigente, è obbligatoria la frequenza piena.

Iscriviti al seguente link: https://www.eurosofia.it/mod/page/view.php?id=8046

 

I criteri irrinunciabili – previsti dall’ultima riforma della PA - di trasparenza, merito, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa e gestionale possono esistere ed avere un senso soltanto se hanno come contraltare un efficace, imparziale ed equilibrato sistema di valutazione. Anche a livello di compenso: invece, i dirigenti scolastici percepiscono un decimo di quanto percepito dai primi e un settimo della quota percepita dai pari grado delle regioni e dei comuni. Inoltre, quest’anno, come in quello passato, secondo il Miur, la complessa procedura di valutazione, con annessa compilazione del portfolio da parte dei dirigenti scolastici, non “sarà connessa alla retribuzione di risultato”. Infine, c’è anche qualche ufficio scolastico regionale che si spinge oltre. Come quello della Sardegna, il cui Direttore Generale, con l’emanazione in data 15 marzo 2018 dell’aggiornamento del Piano triennale di valutazione, inventa una estemporanea composizione dei nuclei di valutazione inserendo tra i componenti ben 17 docenti in servizio nelle scuole sarde, ancorché mascherati da esperti. Si tratta di una decisione arbitraria che deve essere decisamente contrastata in quanto disattende un principio invalso da sempre nella P.A., secondo il quale alla selezione o alla valutazione del personale non può concorrere un dipendente di grado inferiore al profilo da esaminare.

 

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’esperto di finanza e risparmi pubblici conosce a fondo i problemi della scuola, perché a seguito dell’incontro da noi organizzato a Roma a Palazzo Bonadies, quando era Commissario per la spending review italiana, cambiò la sua idea iniziale sulla necessità di tagliare anche sull’istruzione pubblica: un concetto ribadito qualche mese fa, prima delle elezioni del 4 marzo, quando Cottarelli disse di non avere mai proposto tagli alla Scuola, perché per la pubblica istruzione e la cultura non spendiamo affatto troppo rispetto al prodotto interno lordo. Pertanto, il nuovo Governo, anche se provvisorio, è chiamato ad approvare un decreto urgente che assicuri il regolare avvio del nuovo anno: bisogna urgentemente riaprire le GaE, da dove sono stati scalzati decine di migliaia di maestri con diploma magistrale, una parte dei quali addirittura già immessi in ruolo; trasformare tutti i posti oggi in organico di fatto in quello di diritto, che corrisponde ad un travaso di quasi 100mila cattedre e alcune decine di migliaia di posti di Ata; immettere quindi in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili, attraverso il doppio canale di reclutamento. 

Nel 2013 vennero presentati a Cottarelli dei dati che oggi più che mai rimangono attuali: mentre non sono stati toccati i costi della politica, delle società partecipate e delle consulenze, nell’ultimo decennio abbiamo assistito a ridimensionamenti importanti in settori chiave del nostro welfare. Ad iniziare dalla scuola, il più colpito con il 75% dei tagli di tutta la P.A.: basti pensare alla riduzione di un sesto del personale e dell’orario degli studenti, di un terzo dei dirigenti e delle scuole autonome, l'utilizzo perpetuo del precariato per il 15% dei posti in organico al fine di evitare il pagamento degli scatti di anzianità ora precluso anche ai neo-assunti.

 

 

 

Dopo anni di contratti a tempo determinato e il mantenimento nella posizione stipendiale iniziale, finalmente, grazie ai ricorsi Anief, altri tre precari della provincia di Crotone potranno usufruire delle progressioni di carriera in base agli anni di servizio effettivamente svolti. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Anief sempre al fianco dei precari per rivendicare i loro diritti. Non ci fermeremo fino a quando anche il CCNL non riconoscerà la loro professionalità e parità di trattamento.

Arriva una nuova vittoria per l'Anief, questa volta presso il tribunale del Lavoro di Crotone, sulle progressioni stipendiali riconosciute dal Miur solo ai lavoratori in servizio a tempo indeterminato: gli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Leonida Bianchimano hanno tutelato i diritti di tre lavoratori precari e ottenuto il riconoscimento del loro diritto a vedersi equiparati ai lavoratori a tempo indeterminato anche per quanto riguarda le progressioni di carriera. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Non è concepibile che il Ministero dell’Istruzione continui la sua discriminazione a discapito dei lavoratori precari non contemplando, ai fini del diritto alla progressione di carriera, quanti svolgono il proprio lavoro con contratti a tempo determinato. Il nostro sindacato si è sempre schierato al loro fianco e continueremo a batterci anche ai tavoli della contrattazione per rivendicare parità di diritti”. L'Anief ricorda che è sempre possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

 

 

 

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