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Il 15 dicembre l’Anief, accolte le richieste di intervento da parte dei docenti supplenti rimasti senza stipendio, ha diffidato il Miur circa il pagamento degli stessi. Il Ministero ha dato immediatamente ascolto alle motivazioni del giovane sindacato; il 22 dicembre è la data entro la quale verranno accreditate le somme spettanti.

Marcello Pacifico (Anief- Cisal): Siamo soddisfatti di aver riportato la serenità tra migliaia di nostri iscritti; per i prossimi anni auguriamo però che il Miur ci desse ascolto prima sull’ottimizzazione delle tempistiche burocratiche e tecniche relative ai pagamenti del personale supplente.

 

Sono stati approvati gli emendamenti sulla proposta della validità di un altro anno delle attuali graduatorie di merito dell’ultimo concorso a cattedra e sul superamento del limite del 10% per il reclutamento degli idonei, nonché sull’assunzione dei vincitori e sull’utilizzo del 5% dell’organico “potenziato” delle scuole primarie per l’inizio dell’attività motoria.

Risulta accantonato invece, per ulteriore approfondimento del Miur, l’emendamento 53.9 Capodicasa, PD, segnalato da Anief sul rinnovo di un corso-concorso per il reclutamento dei Dirigenti Scolastici riservato a tutti coloro che avevano avviato un contenzioso verso la precedente procedura concorsuale del 2011 all’atto di Approvazione della legge 107/2015, così come da ordinanza del Consiglio di Stato rimessa in Corte Costituzionale.

 

Rischia di cadere il blocco delle cinque organizzazioni sindacali rappresentative: gli ultimi dati nazionali indicano in crescita, infatti, il numero di deleghe sindacali per le organizzazioni che sinora hanno riscosso meno favori. Ad avere delle concrete possibilità di superare il 5%, la soglia per accedere alla rappresentatività e sedersi al tavolo delle trattative, è soprattutto l’Anief: il giovane sindacato arriva a questo appuntamento con oltre il 6% delle deleghe (38mila) e più di 6mila candidati. L’obiettivo è portare al tavolo delle trattative le strade e le lotte alternative condotte dal giovane sindacato, come le impugnazioni in tribunale ma anche la via legislativa attraverso la presentazione di emendamenti ai disegni di legge. Ecco perché la presenza di un sindacato volitivo, con una miriade di sentenze favorevoli che hanno costretto Miur e legislatore a produrre finalmente norme eque e non più lesive dei diritti dei lavoratori, potrebbe cambiare lo stato di fermo.

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Con questi presupposti la nostra presenza ai tavoli delle trattative intende diventare decisiva per effettuare un cambio di marcia su un settore che, per quel che riguarda i lavoratori negli ultimi anni, è stato caratterizzato da un deciso decremento sul fronte economico e normativo. Per questo, siamo già d’ora pronti a rivedere il contratto collettivo nazionale in tutti quei casi in cui non riconosce la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo o tutto il servizio di ruolo nella ricostruzione di carriera o nei passaggi di ruolo del personale. Ma vogliamo anche mutare l’assetto dei contratti collettivi quadro. Sempre tra i contratti vogliamo rivedere quelli d’istituto, in tutti quei casi in cui antepongono interessi personali o particolari al diritto nazionale e comunitario e alle fondamentali regole della trasparenza, del merito, dell'efficienza ed efficacia della PA.

Chi volesse sostenere il sindacato, per farlo diventare rappresentativo, ha la possibilità di candidarsi con Anief alla prossima campagna RSU 2018: basta inviare on line la propria candidatura.

 

La Nota prot. 2379 del 12 dicembre, applicativa dell'art. 19 bis del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito nella legge del 4 dicembre 2017, n. 172, sancisce l’uscita degli allievi dai locali scolastici anche al di sotto di una certa età, esonerando da ogni responsabilità il personale della scuola, a partire dal capo d’istituto, e il gestore del servizio di trasporto nelle fasi di salita e di discesa e nel tempo di sosta alle fermate. L’approvazione della norma era divenuta inevitabile dopo lo scalpore conseguito alla recente pronuncia della Cassazione che ha condannato un capo d’istituto e l’insegnante dell’ultima ora di lezione a seguito della morte di un alunno toscano subito dopo l’uscita dal suo istituto.

Marcello Pacifico (presidente Udir): La nostra azione è stata martellante ed efficace. Siamo sempre stati convinti della necessità di questo provvedimento: il personale non può prendersi delle responsabilità anche al di fuori delle mura scolastiche. In questo modo, si consentirà ai genitori di scegliere se andare o meno a riprendere a scuola i figli con meno di 14 anni. Sgravando le scuole, anche in presenza di un servizio di trasporto scolastico, da eventuali responsabilità penali derivanti da possibili incidenti o problemi sopraggiunti fuori dall’edificio scolastico. Perché, lo ribadiamo, la scuola non è un albergo e la ‘culpa in vigilando’ vale solo in orario didattico.

 

Alla Camera il vice-presidente della commissione Lavoro Walter Rizzetto (FdI) presenta emendamento UDIR, ma le commissioni lo bocciano. Ultimo appello del giovane sindacato dei presidi al Governo: se la modifica sarà bocciata anche nella legge di bilancio, inviteremo i dirigenti scolastici a chiudere le scuole non in sicurezza. Non possiamo permettere che siano arrestati quando non sono nelle condizioni di esercitare il ruolo di datore di lavoro. Né possono essere incarcerati non avendo i poteri di spesa.

Marcello Pacifico (presidente Udir): L’emendamento che è stato proposto permetterebbe ai nostri dirigenti scolastici di svolgere il loro lavoro, senza più sobbarcarsi errori non propri. Altrimenti, se c’è un terremoto, la scuola chiuda, se sta per crollare un solaio la scuola resti chiusa. Secondo il nostro centro studi non esiste scuola sicura, altro che scuole belle. Perché la metà degli edifici scolastici sono stati costruiti prima del 1971 e le possibilità che non siano in piena sicurezza sono altissime.

 

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