Scioperi

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Dopo lo sciopero dell’8 gennaio e la grandissima partecipazione ai sit-in organizzati da ANIEF a Roma davanti al Miur e in numerose altre città davanti agli uffici scolastici regionali, il giovane sindacato rilancia proclamando lo sciopero degli scrutini intermedi. Lo sciopero riguarderà i primi due giorni decisi da ciascuna istituzione scolastica per lo svolgimento degli scrutini di fine primo periodo, purché compresi nell’intervallo compreso tra il 29 gennaio e il 12 febbraio. Potrà scioperare tutto il personale docente e Ata, precario o di ruolo, delle scuole di ogni ordine e grado.

La nuova agitazione intende sollecitare risposte sul rinnovo contrattuale, sul quale grava la scarsità di risorse economiche previste dalla legge di bilancio 2018, e sulla questione dei diplomati magistrale e di tutti gli abilitati, su cui l’Anief ha presentato una bozza di decreto legge per consentire l’inserimento in Gae e la conferma dei ruoli assegnati con riserva.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non c’è più tempo, urgono risposte immediate sul rinnovo del contratto con aumenti dignitosi e sull’inserimento di tutti gli abilitati nelle graduatorie ad esaurimento, ad iniziare da quei diplomati magistrali che in alcune regioni, in barba alle rassicurazioni del Miur, stanno già cacciando dalla scuola.

Sta destando sconcerto la decisione del Consiglio di Stato, dopo l'udienza tenutasi lo scorso 15 novembre, di pubblicare una sentenza definitiva con cui nega se stesso e il diritto dei docenti in possesso del titolo di studio, conseguito entro il 2001/2002, all'inclusione nelle GaE. Per dimostrare come senza questi maestri, in larga parte donne, non può funzionare la scuola dell'infanzia e primaria italiana, il sindacato il prossimo 8 gennaio, giorno di rientro dalle vacanze natalizie, aderisco allo sciopero e invita il personale a parteciparvi. L'iniziativa è estesa a tutto il personale abilitato, anche delle superiori esclusi dalle GaE. Nello stesso giorno, si svolgerà anche un sit-in a Roma‎.

Anief apre da subito le procedure di preadesione al ricorso gratuito dei docenti diplomati magistrale alla CEDU e quelle per inviare una petizione alla Commissione del Parlamento Europeo. Il sindacato, inoltre, sta predisponendo un reclamo collettivo al Consiglio d’Europa.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Per fare valere le nostre ragioni, siamo pronti a protestare contro la violazione del giudicato e con esso dello stato di diritto. Bisogna dire basta alla precarietà, una volta per tutte. E non dichiarare, come hanno fatto gli ultimi due Governi, l’intenzione di debellarla e poi fare il contrario. Per non parlare dei diplomati magistrale nel frattempo immessi in ruolo con riserva: è evidente che non li abbandoneremo, faremo in modo che in loro soccorso vadano i giudici europei, da cui aspettiamo con serenità un giudizio di revisione e di condanna dell’Italia, oltre che un adeguato risarcimento per la situazione tragicomica che stanno vivendo. Siamo arrivati all’assurdo che un precario con diploma magistrale è in possesso di un titolo di studio che gli permette di insegnare nella scuola pubblica, senza però che l’amministrazione possa assumerlo. Ecco perché chiediamo di scioperare e manifestare a Roma ad inizio gennaio, oltre che di partecipare alle assemblee che stiamo organizzando in diverse località Italia: tutti devono sapere che non sono fantasmi, ma dei docenti che chiedono solo di svolgere la professione per cui sono stati selezionati e formati dallo stesso Stato che ora li vuole lasciare per strada.

La data è simbolica, poiché è l’ultimo giorno utile al Parlamento per esprimere il parere sugli otto decreti legislativi della Buona Scuola, i quali non risolvono il problema del precariato, della valutazione e del merito, dell’organico di sostegno, del diritto allo studio, dell’insegnamento all’estero, della chiamata diretta. Per l’occasione, il sindacato autonomo lancia un appello a tutti i supplenti, docenti e Ata della scuola italiana e all’estero. Anief chiede anche ai sindacati rappresentativi di scioperare insieme, ancora una volta, per mandare un segnale forte al Governo: sono previsti sit-in nella capitale e in alcune città della Penisola. #LaScuolaHaBisognoDiNoi Prenota il tuo pullman. Per informazioni o per partecipare alle manifestazioni di protesta, scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): con le deleghe della Legge 107/2015 peggiorano le condizioni della scuola italiana. Continuano a essere dimenticati i docenti abilitati della seconda fascia delle graduatorie d’istituto e tutti coloro che hanno prestato servizio per almeno 36 mesi su posto vacante, mentre più di centomila supplenti permettono il regolare svolgimento dell’anno scolastico, a testimonianza del fatto che la precarietà non è stata sconfitta e che la scuola ha bisogno di loro. Sul fronte stipendiale, è tempo di dimostrare coi fatti che s’intende valorizzare e riconoscere la giusta retribuzione a chi si occupa dell’educazione dei nostri figli, stanziando risorse economiche adeguate. Così come in Germania dove, fin dall’inizio della carriera, gli stipendi sono il doppio ed è possibile andare in pensione quasi con la metà del servizio. Così non si può andare avanti: venerdì 17 marzo abbiamo l’opportunità di farci sentire.

 

Il sindacato dice basta ad una Legge di Bilancio di fine anno che non rilancia l’istruzione pubblica e lascia immutate le ingiustizie introdotte dalla riforma Renzi-Giannini.

La piattaforma rivendicativa sindacale è quanto mai ampia: urge la stabilizzazione dei docenti delle graduatorie d’istituto; l’inserimento nelle GaE del personale abilitato dopo il 2011 e dei diplomati magistrale; un nuovo piano straordinario di assunzioni che stabilizzi coloro che hanno già lavorato, come docenti o Ata, oltre tre anni su posti liberi; consentire ai neolaureati di accedere alla terza fascia delle graduatorie d’istituto e ai concorsi a cattedra; raggiungere la parità di diritti tra personale di ruolo e a tempo determinato, attraverso l’estensione ai precari degli scatti stipendiali e del bonus 500 euro per l’aggiornamento; in tema di permessi e malattia, garantire a tutti le medesime opportunità e modalità di fruizione; aprire ai precari la partecipare al prossimo concorso per dirigenti scolastici, se in possesso del requisito dei 5 anni di servizio; urgono i concorsi per Dsga e come Coordinatore dei servizi di segreteria. Riguardo all’ultimo concorso docenti, è necessario superare il tetto del 10% degli idonei e consentire lo scorrimento delle graduatorie di merito per il 50% delle assunzioni. Ruoli, peraltro, da garantire subito ai vincitori rimasti senza posto; va tolto poi il vincolo triennale sulla provincia di immissione in ruolo e garantito per intero il servizio pre-ruolo ai fini della ricostruzione di carriera; riconoscere l’elevato rischio psico-fisico connesso allo svolgimento della funzione docente, perché lavoro usurante, senza alcuna distinzione di ordine e grado; rispettare i diritti degli studenti disabili con più docenti di sostegno; adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto.

Si fermano docenti, dirigenti, educatori, Dsga, Ata. La mobilitazione è stata voluta da Anief, Cobas, Unicobas e altri sindacati per rinnovare la mobilitazione contro la Legge di Stabilità 2016 già approvata dal CdM e la legge di riforma della scuola approvata a luglio, che ha aggravato, anziché risolvere, i problemi della scuola. La giornata servirà anche a dare una risposta al premier Renzi, che scrivendo agli assunti della Fase C ha smentito se stesso e minimizzato l’opera del sindacato nel sollecitare i giudici delle curia europea nel sollecitare gli Stati membri ad assumere il personale che ha svolto oltre 36 mesi di servizio su posti vacanti.

Marcello Pacifico (presidente Anief): eppure il presidente del Consiglio nel settembre 2014, in occasione della presentazione della prima bozza della Buona Scuola, aveva spiegato che il piano straordinario di assunzioni rappresentava ‘un segnale forte per l’Europa’. Allora perché la stessa Legge di riforma 107/2015 ha previsto dei fondi per risarcire i danni ai precari a cui sono stati reiterati i contratti a termine nella scuola? Peccato che i 10 milioni di euro previsti bastino solo a rifondere il danno dei primi 500 precari che hanno fatto ricorso con l’Anief. Basta con gli inganni: come si fa a dire che la supplentite è finita, visto che rimangono da assumere quasi 200mila precari abilitati tra GaE e graduatorie d’Istituto? Pure gli 8 euro di aumento previsti dalla Legge di Stabilità 2016 gridano vendetta. Per non parlare della norma di un anno fa che ha cancellato le supplenze per il primo giorno di assenza dei docenti e della prima settimana degli Ata. L’ora della tolleranza è finita.

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