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Leggendo la suddivisione del contingente nazionale del personale non docente, risultano appena 1.227 gli applicati di segreteria che verranno stabilizzati, a fronte di oltre 8mila scuole autonome. Viene poi da chiedersi cosa ci faranno migliaia di scuole della secondaria con appena 428 assistenti tecnici stabilizzati. Come è indicativo che, dopo anni di blocco delle assunzioni, arrivino appena 3.600 nuovi collaboratori scolastici. In generale, in moltissimi casi, un’intera provincia, dove sono collocate decine se non centinaia di scuole, ci si deve accontentare di pochissime unità di personale Ata. Diventa poi un vero e proprio rebus l’assunzione di 761 Direttori dei servizi generali ed amministrativi, perché non ci sono più candidati.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Ci sono ancora 25mila assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari che mancano all'appello nei ruoli dello Stato. Con queste assunzioni non è stata coperta neanche la metà del turn over. Sui Dsga, a parte il fatto che i posti vacanti accertati a settembre saranno 1.700 e che quindi si immette in ruolo meno della metà del contingente, viene da chiedersi da dove si prenderanno i nuovi assunti. Occorrerà quindi assumere ope legis: l’amministrazione farebbe bene a prevedere un corso formativo per tutti gli amministrativi che hanno assunto il ruolo superiore di Dsga per almeno tre annualità. Altrimenti, invitiamo i non assunti, una volta accertata l’esclusione dal piano di stabilizzazione, a rivolgersi in tribunale.

Alla luce di tutto ciò, Anief invita il personale Ata non assunto ad aderire ai ricorsi per la stabilizzazione e gli scatti di stipendio non percepiti (gli interessati possono cliccare qui). Ma anche per il recupero della differenza retributiva per aver ricoperto il ruolo di DSGA, come per la stabilizzazione per chi ha svolto funzioni DSGA per oltre 36 mesi (gli interessati possono cliccare qui).

 

La ripartizione provinciale, pubblicata oggi dal Miur, delle 6.200 assunzioni del personale Ata della scuola fa diventare ancora più risibile il contingente nazionale pubblicato da alcuni giorni: è sufficiente asserire la portata ridotta del numero di immissioni in ruolo che il decantato potenziamento delle segreterie degli istituti ha operato, divenuto fondamentale a seguito della recente approvazione del decreto sui vaccini obbligatori, portatore di ulteriori incombenze lavorative alle scuole; comporterà la miseria di 1.227 nuovi assistenti amministrativi. Praticamente, si inserisce in pianta stabile un nuovo applicato di segreteria ogni otto istituti autonomi; se poi si considerano i plessi scolastici, il computo diventa di un amministrativo ogni 35 edifici. Sono numeri che parlano da soli e fanno cadere nel vuoto gli appelli dei parlamentari Pd che chiedevano, giustamente, un’attenzione particolare per incrementare il personale ridotto ai minimi termini dai 50mila tagli dell’ultimo decennio.

Viene poi da chiedersi cosa ci faranno migliaia di scuole della secondaria con appena 428 assistenti tecnici stabilizzati. Come è indicativo che, dopo anni di blocco delle assunzioni, arrivino poco più di 3.600 collaboratori scolastici. Le cifre al ribasso diventano significative quando si legge la suddivisione dei posti nelle quasi cento province italiane: in moltissimi casi, infatti, un’intera provincia, dove sono collocate decine se non centinaia di scuole, si deve accontentare di pochissime unità di personale Ata.

“Quello che lascia tanta amarezza - dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – è la discrasia tra il numero di assunzioni accordate dal Miur e il considerevole numero di posti liberi e vacanti: ci sono infatti, considerando i tantissimi posti rimasti in organico di fatto malgrado siano liberi e quindi da includere nel computo, ancora 25mila assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari che mancano all’appello nei ruoli dello Stato. Con queste assunzioni, inoltre, non è stata coperta neanche la metà dell’effettivo turn over. Purtroppo, quello della trascuratezza verso il personale Ata è diventata una pessima abitudine: già due anni fa, in questi giorni, avevamo assistito alla beffa dello spostamento dell’assegnazione di migliaia di posti, già destinati agli Ata della scuola, a favore deilavoratori soprannumerari delle province, contro cui avviamo una class action”.

“Oggi la storia si ripete, perché – dice sempre il sindacalista Anief-Cisal - assistiamo ad una quantità di assunzioni ridicola. Senza dimenticare un’altra beffa: quella di lavorare precari e per meno mesi l’anno di quanto effettivamente necessario. Perché i mesi di luglio e agosto vengono sistematicamente sottratti, salvo rari casi decisi dai dirigenti scolastici per cause di forza maggiore. Per questo, invitiamo sempre tutto il personale Ata che ha sottoscritto un contratto su posto vacante e disponibile a presentare ricorso per recuperare gli stipendi dei mesi estivi, sottratti in modo illegittimo. Sia per l’anno scolastico in corso, sia per quelli passati”.

Diventa un vero e proprio rebus l’assunzione di 761 Direttori dei servizi generali ed amministrativi, perché per colpa del Miur non ci sono più candidati. “A parte il fatto che i posti vacanti accertati a settembre saranno 1.700 – dichiara Pacifico, che aveva indicato la quota di Dsga mancanti all’appello già da mesi – e che quindi si immette in ruolo meno della metà del contingente, viene da chiedersi da dove si prenderanno i nuovi assunti visto che l’ultimo concorso pubblico nazionale è stato bandito oltre 20 anni fa e a quanto ci risulta le graduatorie di quelli riservati sono esaurite da tempo”.

“Poiché le cose è molto probabile che stiano così – continua il presidente – e siccome nel decreto vaccini di luglio è venuto meno anche l’emendamento che avrebbe aperto al concorso pubblico, è evidente che per stabilizzare i 761 Dsga indicati dal Ministero occorrerà secondo noi necessariamente assumere ope legis: l’amministrazione farebbe bene a prevedere un corso formativo intensivo in itinere, rivolto a tutti gli amministrativi che hanno assunto il ruolo superiore di Dsga per almeno tre annualità. Altrimenti, come già accaduto con i docenti, per i quali sono state annunciate 52 assunzioni ma poi per via della mancanza di candidati saranno molti meno, avremo assistito all’ennesima operazione da fumo negli occhi. E per questo invitiamo gli amministrativi non assunti, una volta accertata l’esclusione dal piano di stabilizzazione, a rivolgersi in tribunale”.

Alla luce di tutto ciò, Anief invita il personale Ata non assunto ad aderire ai ricorsi per la stabilizzazione e gli scatti di stipendio non percepiti (gli interessati possono cliccare qui). Ma anche per il recupero della differenza retributiva per aver ricoperto il ruolo di DSGA, come per la stabilizzazione per chi ha svolto funzioni DSGA per oltre 36 mesi (gli interessati possono cliccare qui).

 

 

Per approfondimenti:

 

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