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Proprio a ridosso della pubblicazione degli esiti dei trasferimenti per la Scuola Infanzia, l'Anief ottiene altre sentenze che annullano il CCNI nella parte in cui non riconosce punteggio al servizio svolto nelle paritarie e non computa il preruolo per il raggiungimento del quinquennio di obbligo di permanenza su posto di sostegno. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief se si sono dichiarati i servizi utili ai fini del ricorso nella domanda di mobilità.

I docenti di sostegno hanno diritto al trasferimento sulla disciplina se in possesso di almeno 5 anni di servizio svolto anche computando il periodo di precariato. Questo quanto emerge a chiare lettere nel nuovo provvedimento ottenuto dai legali Anief presso il Tribunale del Lavoro di Cosenza che accoglie senza indugi il ricorso Anief e impone all'Amministrazione di rivalutare la domanda della ricorrente anche ai fini del trasferimento su posto comune, computando tutto il servizio svolto prima dell’assunzione a tempo indeterminato, ai fini del raggiungimento del quinquennio obbligatorio di permanenza su posto di sostegno. Il Tribunale del Lavoro di Siena, invece, continua a dare ragione al nostro sindacato imponendo l'attribuzione del punteggio previsto per la scuola statale anche al preruolo nella scuola paritaria e dichiara nullo il CCNI nella parte in cui non rispetta la normativa primaria sul punto. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): 'le operazioni di mobilità 2017 sono inficiate da una contrattazione collettiva lesiva dei diritti dei lavoratori; noi avevamo mosso le nostre perplessità sin da subito e rilevato le illegittimità contenute nel CCNI; ora l'unica strada per tutelare i diritti dei docenti di ruolo è procedere in tribunale dove le nostre ragioni hanno già ottenuto unanime conferma sin dallo scorso anno'. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere il punteggio del servizio svolto nelle scuole paritarie o il punteggio per i titoli SSIS, TFA, Sostegno, per il servizio militare svolto non in costanza di nomina, cui il CCNI non attribuisce punteggio, se si sono dichiarati nella domanda di mobilità.

 

L'impossibilità di soddisfare il quinquennio sul sostegno computando il servizio svolto da supplente costituisce una grave discriminazione del servizio svolto a tempo determinato che viola la specifica direttiva comunitaria sull'argomento (Direttiva 19999/70/CE e allegato Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato), questo quanto emerge ancora una volta presso il Tribunale del Lavoro di Cosenza dove i legali Anief ottengono piena ragione e la condanna del MIUR a rielaborare la domanda della ricorrente considerando anche il periodo di precariato ai fini del superamento del vincolo su posto di sostegno. A Siena, invece, viene ancora confermato l'obbligo di computare gli anni di servizio nella scuola paritaria attribuendo il medesimo punteggio riconosciuto al servizio nelle scuole statali, così come previsto dalla normativa primaria. Questo è l'ennesimo provvedimento che annulla il CCNI sul punto, proprio perché in contrasto con la normativa di settore.

L'Avv. Lara Bianzani a Brescia e L'Avv. Tiziana Sponga a Ravenna, inoltre, coordinati dai legali Fabio Ganci, Walter Miceli e Marco Di Pietro, ottengono altre due soddisfacenti vittorie contro l'algoritmo “impazzito” dello scorso anno con la conferma che “il criterio del punteggio resta comunque prioritario rispetto a quello dell’ordine delle preferenze, nel senso che, in assenza di titoli di precedenza, per ciascuna preferenza indicata prevale l’aspirante con il punteggio più elevato, mentre invece l’ordine delle preferenze è decisivo solo a parità di punteggio” in quanto “una diversa interpretazione della norma collettiva si porrebbe, inoltre, in violazione del principio generale di scorrimento delle graduatorie fondato sul merito. La procedura di mobilità, infatti, costituisce una procedura concorsuale di impiego, basata sulla redazione di graduatorie e, quindi, lo scorrimento della graduatoria vincola l’amministrazione e la violazione di tale principio dà luogo ad un’incertezza assoluta sulle modalità di assegnazione delle sedi, incertezza che contrasta con i cardini dell’imparzialità e del buon andamento della P.A.”.

Proprio a ridosso della pubblicazione delle operazioni di trasferimento per la scuola infanzia prevista per oggi, dunque, l'Anief ha ottenuto ragione ancora una volta con la conferma che i trasferimenti 2017 potranno essere riformati dai giudici. “Le operazioni di mobilità 2017 – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal - sono inficiate da una contrattazione collettiva lesiva dei diritti dei lavoratori; noi avevamo mosso le nostre perplessità sin da subito e rilevato le illegittimità contenute nel CCNI; ora l'unica strada per tutelare i diritti dei docenti di ruolo è procedere in tribunale dove le nostre ragioni hanno già ottenuto unanime conferma sin dallo scorso anno”. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere il punteggio del servizio svolto nelle scuole paritarie o il punteggio per i titoli SSIS, TFA, Sostegno, per il servizio militare svolto non in costanza di nomina cui il CCNI non attribuisce punteggio, se si sono dichiarati nella domanda di mobilità e non si è ottenuto il movimento richiesto.

Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi Anief contro il CCNI 2017 Mobilità, clicca qui.

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