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Dopo le denunce dei legali Anief sul quantum risarcitorio alla CGUE, inadeguatezza della giurisprudenza e normativa interna alla Commissione Petizioni Parlamento UE - Consiglio d’Europa - CEDU, arriva dalla Corte di appello di Trento un nuovo interpello sulla legittimità delle decisioni assunte dalla Suprema Corte Italiana. Se accolte le tesi, ci sarà una pioggia di risarcimenti per gli ex-supplenti del Bel Paese. Nel frattempo, Anief a Trento come in tutto il territorio nazionale continua il contenzioso. Per aderire, clicca qui.

 

Molti docenti neo-assunti saranno assegnati alle scuole dagli uffici scolastici regionali senza curriculum vitae, sempre che si risalga ai nomi. Ancora una volta fallisce il meccanismo della chiamata diretta che quest’anno aveva visto coinvolti in parte anche gli organi collegiali, perché alle prime indicazioni nazionali ne sono seguile nuove.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal):Ora si riapra il sistema informatico o le nomine saranno fatte al buio al di là di quello che la legge avrebbe voluto per potenziare l’offerta formativa adeguando domanda e offerta. Sempre che dagli uffici scolastici regionali sappiano chi chiamare.

 

 

Critico il sindacato della scuola Anief che invita il Governo a riflettere meglio su come contrastare la lotta alla dispersione e all'abbandono scolastico

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Dopo il successo in Corte di Cassazione ottenuto dall'Anief sulla giurisdizione, ora si attende la calendarizzazione della discussione in Adunanza Plenaria da cui dipenderà l'esito definitivo della questione sul diritto all'inserimento in GaE dei docenti abilitati con diploma magistrale conseguito entro l'a.s. 2001/2002. Intanto gli ATP di tutta Italia stanno concludendo le procedure di immissione in ruolo da Graduatoria a Esaurimento con tanti docenti di primaria e infanzia che hanno potuto finalmente stipulare il contratto a tempo indeterminato dopo anni di precariato. Marcello Pacifico: stiamo vigilando sul corretto svolgimento delle operazioni e faremo censurare in tribunale quelle Amministrazioni che non eseguiranno o non hanno eseguito correttamente gli ordini del tribunale.

 

Svelato il mistero dei posti scomparsi e sottratti ai vincitori dell’ultimo concorso a cattedra: il CCNI 2016 sui trasferimenti, firmato dai sindacati, nell’interpretare la norma sulla mobilità come lex specialis ha occupato tutti i posti vacanti e disponibili, anche quelli da accantonare perché da trasformare a tempo indeterminato.  Finalmente il Miur risponde alle reiterate richieste di istruttoria dei giudici amministrativi e ammette di non aver accantonato i posti dell’ultimo concorso a cattedre, autorizzati con D.P.C.M. del 24 dicembre 2015 e banditi con DD.DD. GG. nn. 105-107 del 23 febbraio 2016, prima della firma del CCNI sulla mobilità del 4 aprile 2016 e della relativa Ordinanza ministeriale n. 241. Da Viale Trastevere ci si trincera dietro l’art. 1, c. 108 della legge n. 107/2015 laddove è disposto il 100% dei posti vacanti e disponibili per il piano di mobilità straordinaria; ma per lo studio legale dell’Anief, i posti già banditi non potevano essere annoverati tra quelli vacanti e disponibili.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Quando si bandisce un concorso c’è chi vince e c’è chi perde, ma a Roma non la pensano così da parecchio. Già nel precedente concorso 2012, dal Miur sbagliano a fare i conti e dopo il triennio di vigenza delle graduatorie di merito - entro il quale dovevano essere assunti tutti i vincitori di infanzia e primaria secondo una previsione del Miur, certificata dal Mef e bollinata dalla Presidenza del Consiglio - il Parlamento mette una pezza e consente il rinnovo della vigenza delle stesse graduatorie e la possibilità di essere assunti fuori regione. Ancora oggi, alcuni vincitori di quel concorso sono fuori, decaduti o sono stati assunti in regioni diverse da quelle dove hanno vinto, tanto che hanno chiesto all’Anief giustizia, nel silenzio delle altre organizzazioni sindacali.

Anief, a tal proposito, ricorda che è ancora possibile aderire al contenzioso per i vincitori del concorso 2012 infanzia - primaria rimasti senza posto, decaduti dopo la pubblicazione delle graduatorie del concorso 2016 o assunti in una regione diversa da quella per la quale hanno concorso.

 

Le immissioni in ruolo volgono ormai al termine, sebbene il Miur abbia cambiato più volte la tempistica, considerati i ritardi di alcuni Uffici periferici. Ma è già polemica: a Milano un posto su sei rimane scoperto dopo le assunzioni per il mancato aggiornamento e inserimento nelle Gae. Per il personale Ata non viene coperta neanche la metà del turn over, per non parlare dell’organico di fatto. Restano scoperte più di mille presidenze nonostante i ricorsi pendenti da poter sanare. Semaforo rosso per i Dsga con più di 1.700 nuove reggenze. Soltanto un posto vacante su dieci assegnato agli educatori.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Altro che trionfo! La precarietà rimane un male endemico della scuola italiana, vuoi perché non viene coperto neanche il turn over come per il personale Ata o non viene trasformato tutto l’organico di fatto in diritto o ancora perché il Miur si ostina a non aggiornare le graduatorie ad esaurimento, laddove le stesse sono esaurite e non consente al personale abilitato di poter essere assunto nei ruoli dello Stato dopo averlo formato a sue spese. Il Governo non vuole riaprire le Gae e preferisce soccombere in giudizio nelle cause del rito del lavoro sulla violazione del diritto comunitario, piuttosto che assumere un giovane insegnante.

Continuano i ricorsi Anief per i precari con risarcimenti milionari: ricorri con noi.

 

 

Licei brevi: si parte dal 2018/2019. Ma dal primo al 30 settembre prossimi gli istituti che vorranno testare il percorso di scuola superiore corto potranno presentare i progetti; la ministra ha firmato il Piano nazionale di sperimentazione. Dopo la partenza nel 2014, il progetto era stato accantonato dall'ex ministra Stefania Giannini, che lo aveva ripreso solo nella scorsa estate. Adesso si dà il via libera, ma non si può fare a meno di discutere circa l’effettiva efficacia di questo cambiamento che molte scuole italiane si apprestano a vivere.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il Ministro, piuttosto che ripristinare l’obbligo scolastico a 18 anni come aveva previsto Berlinguer, intende ridurre di un anno il percorso facoltativo per licenziare gli studenti alla maggiore età. Ma bastava anticipare di un anno l’ingresso, oggi a 6 anni, per ottenere lo stesso risultato, senza sottrare nuove ore di studio e di apprendimento già falcidiate con la riduzione dell’orario; salterebbero altre 35mila cattedre nelle secondaria di secondo grado. Non si dà seguito alle nostre proposte: il Governo farebbe bene a riflettere su come contrastare la lotta alla dispersione e all’abbandono scolastico che non si combatte con l’abbattere il tempo scuola.

 

L'Anief fa condannare il Miur per inadempienza: imposta l'immediata esecuzione degli ordini giudiziali e individuato un commissario ad acta che sostituirà il Ministero in caso di ulteriori indugi. Marcello Pacifico: abbiamo nuovamente ricordato al Miur che i trasferimenti sono una vera e propria procedura concorsuale e l'unico criterio da seguire è quello del merito.

Due ordinanze del Consiglio di Stato condannano il Miur a 3mila Euro di spese per il giudizio di esecuzione e impongono l'immediato rispetto degli ordini giudiziali individuando un commissario ad acta in caso il Ministero dell'Istruzione non esegua con rapidità ed efficacia gli ordini del tribunale rivalutando le domande di trasferimento presentate nel 2016 da circa 50 docenti. Le ordinanze di rivalutazione delle domande di mobilità erano state ottenute dal legale Anief Michele Ursini con un esplicito riferimento agli errori di quell'algoritmo che ha distribuito in modo quasi casuale i docenti sul territorio nazionale. L'inadempienza del Miur ha costretto i nostri legali a interessare nuovamente il tribunale ottenendo una condanna esemplare e l'ordine di immediata esecuzione di quanto disposto dai giudici in favore dei ricorrenti. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘Nella mobilità, così come nel reclutamento, l'unico vero criterio da rispettare è quello del merito, ossia del punteggio calcolato in base ai titoli e ai servizi posseduti dal lavoratore. L'Algoritmo ministeriale ha tutt'altro che rispettato il criterio meritocratico e i trasferimenti sono sembrati più una roulette russa che una vera e propria procedura concorsuale come avrebbero dovuto essere. Non avevamo dubbi che il tribunale ci avrebbe dato ragione e, ora, il Ministero non potrà più indugiare e dovrà rispettare le determinazioni del Consiglio di Stato come avrebbe dovuto fare sin da subito’. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief contro l'algoritmo impazzito della mobilità 2016 o ai ricorsi 2017 promossi dall'Anief per il riconoscimento del servizio svolto nelle paritarie, dei titoli SSIS, TFA, Sostegno e per il riconoscimento del servizio preruolo per il raggiungimento del vincolo quinquennale sul sostegno.

 

 

Il giovane sindacato si conferma dalla parte del giusto: Anief aveva fatto bene a ricorrere alla Cedu, al Consiglio d'Europa, nonché alla Commissione Petizioni del Parlamento. Il tribunale ordinario di Trento ha sospeso il giudizio e sottoposto il fatto alla ‘Corte di giustizia dell’Unione europea in ordine alla questione europea le seguenti questioni pregiudiziali in ordine all’interpretazione della clausola 4 punti 1 e/o 4, dell’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999 (in prosieguo: l’accordo quadro) e figurante quale allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999’.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Per i giudici nazionali non deve essere il ricorrente a dimostrare l'onere probatorio sulla vacanza del posto contraddicendo la Corte di Cassazione, né gli strumenti risarcitori legali, al massimo a 12 mensilità, sono l'abuso dei contratti a termine e deve essere adeguatamente risarcito. Né l'immissione in ruolo può essere considerata un risarcimento. Aspettiamo la pronuncia fiduciosi, per sconfiggere la precarietà. Ricorri in tribunale per avere i tuoi diritti.

Aderisci al ricorso per gli scatti. Inoltre, aderisci al ricorso avverso il decreto di ricostruzione di carriera.

 

 

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