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Il sindacato ha ricevuto diverse denunce per il mancato riallineamento del servizio pre-ruolo “raffreddato” dopo sedici o più anni: è un’operazione che non avviene in automatico tramite il sistema informatico ministeriale Sidi. E dopo cinque anni sono prescritti gli arretrati.

Chi ha svolto più di quattro anni di servizio da precario e superato tra i 16 a 24 anni dall'immissione in ruolo può chiedere una consulenza a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. per conoscere la corretta posizione stipendiale. Il sindacato gli fornirà tutte le istruzioni per compilare il modello di diffida e recuperare quanto spettante prima di adire il tribunale del lavoro.‎ Se non sono trascorsi dieci anni dall'emanazione del decreto, può ricorrere e ottenere subito il riallineamento attraverso l'immediata e integrale ricostruzione della carriera con il riconoscimento di tutto il servizio pre-ruolo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Ai sensi dell’art. 4, comma 3, del DPR 399 del 23 agosto 1988 la decurtazione di 1/3 giuridico della anzianità maturata deve essere integralmente recuperata e, conseguentemente, i dipendenti immessi in ruolo devono essere collocati nella fascia stipendiale spettante computando anche il periodo non riconosciuto ai fini giuridici all'atto della ricostruzione di carriera. In caso di inerzia o ulteriore inadempienza da parte del Miur e delle Amministrazioni competenti, anche dopo l'invio della specifica diffida elaborata dal nostro sindacato, l'Anief ha predisposto le proceduredi preadesione al ricorso per rivendicare in tribunale i propri diritti.

 

Il riallineamento della carriera non avviene in automatico tramite SIDI e dopo cinque anni sono prescritti gli arretrati. Se hai dichiarato più di quattro anni di servizio da precario e sono trascorsi da 16 a 24 anni dall'immissione in ruolo, chiedi una consulenza a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. per conoscere la tua corretta posizione stipendiale e ti forniremo tutte le istruzioni per compilare il modello di diffida e recuperare quanto spettante prima di adire il tribunale del lavoro.‎ Se non sono trascorsi dieci anni dall'emanazione del decreto, puoi ricorrere e ottenere subito il riallineamento attraverso l'immediata e integrale ricostruzione della carriera con il riconoscimento di tutto il servizio preruolo.

 

I giudici dell’Isola emanano un decreto d'urgenza con cui riconoscono la “lesione del diritto all'istruzione e all'inclusione dell'alunno disabile”: imposta al Miur l'immediata cessazione del comportamento discriminatorio, attribuendo l'immediata assegnazione del docente di sostegno per l'intero monte ore ritenuto necessario dalla equipe medica per la sua corretta integrazione e formazione. Perché “l’attesa dei tempi del giudizio di merito, potrebbe determinare una definitiva compromissione di tutti gli obiettivi indicati nel PEI e nel PED”. La sentenza si deve all’iniziativa “Sostegno, non un'ora di meno!”, promossa dall'Anief a tutela dei diritti degli alunni con disabilità, ai quali il Miur nega il diritto allo studio.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La tutela dei nostri figli più deboli è per noi motivo di orgoglio. Negare il corretto apporto del docente di sostegno all'alunno con accertati problemi di apprendimento pone in essere una vera e propria discriminazione e pensare di 'risparmiare' sui loro diritti, a nostro avviso, concretizza un fallimento per il sistema pubblico di istruzione.

Tutti coloro che intendono vederci chiaro per la mancata nomina dei docenti di sostegno o delle ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche dello Stato possono ancora  scrivere all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Il ricorso per ottenere la stabilizzazione dell'organico di sostegno con la trasformazione dei posti in deroga in posti in organico di diritto fa da corollario all'azione di sensibilizzazione che l'Anief promuove da anni gratuitamente con l'iniziativa “Sostegno, non un'ora di meno!”

 

 

Nuova condanna ottenuta dall'Anief in Consiglio di Stato a carico del Ministero dell'Istruzione per inadempienza: imposta l'immediata esecuzione degli ordini giudiziali e individuato un commissario ad acta che sostituirà l'Amministrazione in caso di ulteriori ritardi.

Con una nuova ordinanza ottenuta dall'Avvocato Anief Michele Ursini, il Consiglio di Stato condanna il Miur per inadempienza e impone l'immediato rispetto degli ordini giudiziali individuando un commissario ad acta in caso il Ministero dell'Istruzione non esegua con rapidità ed efficacia gli ordini del tribunale rivalutando le domande di trasferimento presentate nel 2016 da altri 20 docenti “vittime” dell'algoritmo impazzito. L'avvocato Ursini aveva già ottenuto provvedimento favorevole che riparava agli errori di quell'algoritmo ministeriale e imponeva una valutazione ponderata delle domande di mobilità in base al merito. Ora il Miur viene nuovamente condannato al pagamento di 1.500 Euro di spese di ottemperanza con l'ulteriore aggravio dell'onere del compenso di 1.500 Euro per il commissario ad acta già individuato e che opererà in caso l'Amministrazione si ostini a non eseguire gli ordini entro 30 giorni. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il Ministero non potrà più indugiare e dovrà rispettare le determinazioni del Consiglio di Stato come avrebbe dovuto fare sin da subito. Nelle procedure di trasferimento l'unico vero criterio costituzionalmente orientato è quello del merito e con la rappresentatività lo ribadiremo nella contrattazione collettiva prodigandoci perché i diritti di tutti i lavoratori della scuola vengano rispettati ab origine e senza ritardi”.

 

C’è anche chi aspetta da febbraio. Sono i supplenti cosiddetti “brevi”, quelli che sostituiscono il personale di ruolo anche per alcuni giorni e che spesso devono caricarsi di spese per viaggi, trasferte e pernotti.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È inaccettabile tutto ciò; se la situazione non si risolve entro le prossime ore siamo pronti a diffidare e mettere in mora l’amministrazione. Non bastava già percepire le buste paga più leggere d’Europa?

 

Udir, il giovane sindacato dei Dirigenti Scolastici, predispone il ricorso per sbloccare l'indennità di vacanza contrattuale e mette a disposizione una specifica diffida elaborata dal proprio Ufficio Legale propedeutica all'azione legale. Il ricorso si propone un recupero di 4.470 euro di arretrati e l'aumento di 184 Euro mensili a regime nel 2018.

 

La conoscenza della lingua inglese è divenuta obbligatoria per tutti i concorsi pubblici e non sarà consentito scegliere una qualsivoglia lingua straniera di preferenza: l’inglese sarà valutato in dalle commissioni giudicatrici. In alcuni bandi di concorso, potrebbero talvolta essere richieste altre lingue straniere. Ha innescato numerose polemiche il fatto di richiedere i requisiti obbligatori per partecipare al concorso Inps, in particolare l’obbligatorietà, per l’ammissione, di essere in possesso di una Certificazione B2. Questa richiesta perentoria ha generato un notevole malcontento tra coloro che aspiravano – e aspirano – a partecipare al concorso, perché in circa un mese di tempo è molto difficile prepararsi adeguatamente se non si ha già una conoscenza pregressa dell’idioma.

 

Al Network of legal Advisers, il 14 dicembre, dopo l’intervento del Research Manager di Eurofound, si è parlato di precariato e organizzazione dell’orario di lavoro. Gli avvocati Sergio Galleano e Vincenzo De Michele hanno commentato la relazione che hanno tenuto quali esperti della Commissione delle Petizioni del Parlamento Europeo, il 22 novembre scorso. Nel frattempo, Anief continua a citare lo Stato italiano presso tutte le istituzioni europee.

È stato dichiarato ammissibile anche il ricorso alla CEDU dopo il reclamo presentato al Consiglio d’Europa, mentre la Corte di Giustizia Europea si dovrà pronunciare anch’essa sulla legittimità dell’esclusione del personale scolastico di ruolo da forme risarcitorie, sull’entità del risarcimento per l’abuso dei contratti a termine (fermo dalle due alle dodici mensilità) e sulle ricostruzioni di carriera che riconoscono solo parzialmente i servizi pre-ruolo.

 

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha disposto la revoca della somma di 765.903,80 euro, relativa alle annualità 2012-2013, già assegnata alle regioni Molise e Sardegna e ha predisposto che venga riassegnata a favore delle Regioni Abruzzo, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto, al fine di attuare interventi da realizzarsi con le medesime finalità di cui all’art. 2, comma 276, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, mediante appositi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Per il sindacato, in una condizione come la nostra, dove gli edifici versano in condizioni disastrose, con presidi costretti a sobbarcarsi oneri e colpe non loro, non serve un balletto di cifre da una Regione all’altra.

Marcello Pacifico (presidente Udir): Non basta certo spostare delle risorse da una Regione all’altra per porre fine ai disastri delle nostre scuole; occorrono stanziamenti reali, per tutti gli istituti di tutte le regioni, visto che la metà di essi sono stati costruiti prima del 1971. Bisogna adottare con urgenza norme ad hoc, per evitare che succedano episodi spiacevoli, per tutti coloro che vivono le scuole, a cominciare dagli studenti, senza dimenticare i presidi che rischiano di finire in carcere per responsabilità certo non di loro competenza.

Il giovane sindacato dei presidi tenta in extremis di introdurre delle modifiche che permetterebbero ai nostri presidi di svolgere il lavoro senza colpevolezze non loro ed equiparandoli finalmente ai colleghi dell’area dirigenziale. In mancanza di una risposta, sarà inevitabile ricorrere in tribunale. A questo proposito, Udir ricorda che ha attivato specifici ricorsi al Giudice del Lavoro.

 

Il Tribunale di Palermo emana un decreto d'urgenza con cui riconosce la lesione del diritto all'istruzione e all'inclusione dell'alunno disabile e impone al Miur l'immediata cessazione del comportamento discriminatorio, attribuendo il numero di ore di sostegno ritenute necessarie per la sua corretta integrazione e  formazione. 

L'iniziativa “Sostegno, non un'ora di meno!” promossa dall'Anief a tutela dei diritti degli alunni con disabilità cui il MIUR nega il corretto numero di ore di sostegno, ottiene una straordinaria vittoria in tribunale e la dichiarazione di illegittimità dell'operato del Ministero dell'Istruzione con l'emanazione di un provvedimento d'urgenza da parte del Tribunale di Palermo che impone all'Amministrazione scolastica il pieno rispetto del diritto all'istruzione e all'inclusione dell'alunno disabile e l'immediata attribuzione del docente di sostegno per l'intero monte ore necessario. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La tutela dei nostri figli più deboli è per noi motivo di orgoglio. Negare il corretto apporto del docente di sostegno all'alunno con disabilità pone in essere una vera e propria discriminazione e pensare di 'risparmiare' sui loro diritti, a nostro avviso, concretizza un fallimento per il sistema pubblico di istruzione”.

 

 

Il curioso invito al personale dirigenziale scolastico arriva dopo le ‎diffide messe a disposizione dal nostro studio legale per ottenere dal 1° settembre 2015 la perequazione esterna della parte fissa della retribuzione di risultato. Quasi 12 mila euro all'anno di arretrati al netto dei progressivi aumenti previsti dal solo 2018.

La responsabile della Cgil invita a non ricorrere 

Anief invita a rinviare le trattative e mette a disposizione il modello per recuperare almeno il 50% dell’inflazione programmata, relativa alla mancata indicizzazione dell'indennità di vacanza contrattuale, di cui si mette a disposizione la diffida. Perché dopo l’inerzia totale durata otto anni e aver fatto passare altri 12 mesi dall’accordo con la Funzione Pubblica, l'Intesa del‎ 30 novembre 2016, improvvisamente l’Agenzia che svolge la contrattazione per gli interessi della parte pubblica si ricorda dei diritti dei lavoratori e si accinge ad imporre ai sindacati maggiori un tour de force di incontri finalizzati a concludere il primo rinnovo contrattuale addirittura in poche ore. Viene da chiedersi se vale la pena sottostare all’ennesimo ricatto, finalizzato a sottoscrivere in fretta un contratto perché si stanno esaurendo i tempi tecnici per realizzarlo. Fra pochi giorni, infatti, saranno sciolte le Camere; in primavera si voterà per formare il nuovo Governo e rinnovare la rappresentanza dei sindacati.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non ha senso porre oggi una firma che potrebbe essere sconfessata fra qualche mese, anche perché le uniche risorse stanziate nella Legge di Stabilità sono, per quanto riguarda gli arretrati del biennio 2016/16, ben quindici inferiori al costo complessivo dell'inflazione certificata. E anche per gli aumenti effettivi, a regime dal prossimo 1°gennaio, si riscontra un incremento pari ad un terzo di quello necessario a coprire lo stesso disavanzo. La verità è che si sapeva da tempo che la legislazione sarebbe terminata in questo periodo e c’era tutto il tempo per prevedere un pre-accordo, chiaro e definito. Almeno nella parte normativa, la quale a questo punto potrebbe rivelarsi un mero copia-incolla di quella attuale oppure contenere delle novità che se non valutate con attenzione, per il poco tempo concesso, potrebbero rivelarsi per i lavoratori addirittura una perdita di diritti rispetto agli attuali.

È possibile difendere il proprio diritto a percepire uno stipendio adeguato almeno al 50% dell'aumento dei prezzi da settembre 2015, come prevede la legge e ha confermato la Corte Costituzionale, quindi recuperando in toto l'indennità di vacanza contrattuale: gli interessati possono inviare da subito il modello di diffida predisposto dall’Anief.

 

Lo prevede uno specifico decreto del Ragioniere generale dello Stato di concerto con il direttore generale delle politiche previdenziali e assicurative del ministero del Lavoro, pubblicato nell’ultima Gazzetta Ufficiale. La motivazione del provvedimento è legata alla variazione della speranza di vita per i 65enni rilevata dall’Istat nel triennio 2014-2016. L’innalzamento dei requisiti era stata stabilito dal Governo Renzi che, pubblicando nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre del 2014 un decreto ministeriale di due settimane prima, aveva previsto che “gli  adeguamenti  dei  requisiti” pensionistici dal “1°  gennaio  2019” si sarebbero “effettuati  a decorrere dalla predetta data con cadenza biennale.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’unica differenza rispetto a quel decreto è che l’incremento, allora previsto di quattro mesi rispetto ai 67 anni e 7 mesi attuali, è aumentato di ulteriori 30 giorni passando a complessivi 5 mesi. Riteniamo, quindi, che l’esecutivo Gentiloni si è mosso in perfetta linea con quanto stabilito da quello che lo ha preceduto: del resto, non c’è molto da meravigliarsi, visto che i ministeri, tranne quello dell’Istruzione assegnato alla senatrice Valeria Fedeli, peraltro con risultati disastrosi, hanno tutti visto confermare nei due governi lo stesso titolare. Ciòche indigna, invece, è il fatto che in Europa, come confermato dal rapporto Ocse Pensions at a glance pubblicato solo pochi giorni fa, si continua ad andare in pensione mediamente a 63 anni.

Anief fornisce una consulenza personalizzata a Cedan per sapere se si ha diritto ad andare in quiescenza prima dei termini contributivi e di vecchiaia previsti dalla legge e per scoprire il valore dell’assegno pensionistico, oltre a ulteriori servizi. Per contatti, ci si può collegare al sito internet. Per avere tutte leindicazioni necessarie è possibile anche scrivere una e-mail all’indirizzo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per il sindacato occorre andare oltre il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri al Piano nazionale per la promozione del sistema integrato di istruzione da 0 a 6 anni. La realtà, a due anni e mezzo dall’approvazione dell’ultima riforma, è quella di un servizio ancora molto ristretto: la stessa Legge 107/2015, con il conseguente decreto legislativo n. 65, indica infatti la copertura di appena il 33% della popolazione sotto i 3 anni. Continuando a delegare i comuni e i privati per assolvere a quello che rimane, da Costituzione della Repubblica, un servizio pubblico a carico dello Stato. Inoltre, la retta per la frequenza di nidi continua, prevalentemente, a rimanere sulle spalle delle famiglie: in alcune aree, ben oltre le 500 euro al mese.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Perché non si è dato seguito alla nostra proposta, più che motivata anche a livello pedagogico, di anticipare di un anno l’inizio della scuola dell’obbligo, introducendo un’annualità ‘ponte’ durante la quale far operare in compresenza maestre della scuola dell’infanzia e primaria? Questo avrebbe anche sopperito al problema delle GaE ancora stracolme di precari della scuola dell’infanzia e non considerati in occasione del potenziamento degli organici, che ha invece toccato tutti gli altri ordini. Non bastano di certo i 2mila maestri della fascia alunni 3-6 anni previsti dalla Legge di Stabilità: i docenti potenziatori in arrivo non saranno nemmeno uno a scuola. Rimane un mistero, poi, il motivo per il quale si continua a limitare il servizio delle classi ‘primavera’. La risposta è la stessa che porta a mettere a disposizione dell’utenza potenziale appena una scuola su quattro: la mancanza di risorse e di investimenti.

 

La Ministra Valeria Fedeli ha confermato che i docenti di ruolo potranno prendere parte al concorso per docenti abilitati, che sarà bandito dal Ministero nei prossimi giorni. A seguito dell’informativa avvenuta il 7 dicembre 2017, saranno applicati alcuni correttivi al testo, sulla base di osservazioni dei sindacati. Saranno ammessi al concorso anche i docenti di ruolo, a seguito della sentenza favorevole della Corte Costituzionale su ricorso promosso dal sindacato Anief.

In merito alla prossima pubblicazione del bando in gazzetta ufficiale, Valeria Fedeli ha dichiarato:

“Per la mia storia politica, ritengo sia stato un successo costruire percorsi di condivisione delle norme che regolano la scuola, in una fase di massimo conflitto. Non c’è dubbio che si è corretto il tiro: accolte le modifiche della Corte costituzionale che ammette i docenti di ruolo, il bando per reclutare gli insegnanti già precari storici sarà pubblicato tra qualche giorno, quello per i supplenti di terza fascia e neo-laureati tra febbraio e marzo e la nuova modalità di reclutamento andrà a regime tra tre anni”.

L’aspirante docente dovrà aver acquisito il titolo abilitante entro il 31 maggio 2017.

Gli insegnanti tecnico pratici (ITP) potranno partecipare al concorso se, a quella data, risulteranno non solo abilitati ma anche iscritti nelle graduatorie ad esaurimento o nella II fascia di quelle di istituto.

I docenti abilitati, se in possesso anche della specializzazione di sostegno, possono partecipare o ad entrambe le procedure concorsuali o ad una sola (classe comune – per tutte le classi di concorso per cui si ha titolo – oppure solo sostegno). Saranno ammessi con riserva i docenti che acquisiranno il titolo di specializzazione di sostegno entro il 30 maggio 2018. La procedura concorsuale prevede una prova orale di natura didattico-metodologica non selettiva e la valutazione dei titoli.

Nonostante le 314mila immissioni in ruolo, effettuate nello stesso periodo per attuare quasi esclusivamente il turn over, gli istituti scolastici e chi vi opera hanno pagato il prezzo più caro della spending review attuata dagli ultimi governi. Perché altrimenti in organico non ci sarebbero oggi ancora quasi 100mila cattedre annuali, annualmente assegnate ai precari, e almeno 25mila posti liberi afferenti al personale Ata, anche questi destinati ad essere coperti con le supplenze annuali.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La verità è che il comparto istruzione è stato trattato come un bancomat per salvare i conti pubblici in rosso. Si sono ridotte di un terzo le scuole autonome e con loro le segreterie scolastiche, si è tagliato il tempo scuola in tutti i corsi. Senza dimenticare che con la Legge 169 del 2008 è stato anche abbandonato il modulo e pure il maestro specialistico alla primaria e effettuate diverse sottili operazioni sull’organizzazione scolastica finalizzate al mero risparmio. Con la progressiva riduzione degli apprendimenti. È stato un errore strategico gravissimo tagliare di un sesto gli organici del personale e di un quarto quello dei suoi dirigenti, più una bella fetta di formazione, con norme che avrebbero dovuto garantire il pareggio di bilancio ma che alla lunga hanno prodotto addirittura un incremento del debito pubblico.

 

Ministero dell'Istruzione travolto a Torino dai legali Anief: pesante condanna per mancata corresponsione degli scatti di anzianità durante il periodo di precariato e riconoscimento del diritto all'immediata e integrale ricostruzione di carriera. Una docente ottiene il giusto risarcimento per un totale che supera i 20mila Euro. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief.

 

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