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L’appello di un Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi alla titolare dell’Istruzione Valeria Fedeli – replicato da altri Dsga – testimonia lo stato di sofferenza delle scuole per il sempre più crescente carico di lavoro cui sono sottoposte pur con un organico ridotto e non formato adeguatamente. Anief non può che condividere in pieno le istanze presentate, che confermano tutte le problematiche crescenti del personale Ata, la cui parabola discendente ha avuto inizio con l’approvazione della Legge 133/08 taglia scuole e organici. Il problema non si è fermato alla riduzione di unità di personale, ma si è aggravato perché sulle scuole si sono andati a condensare tutte le funzioni che per decenni hanno condotto gli ex Provveditorati agli Studi, le Direzioni Provinciali del Tesoro, gli Usr e altri uffici scolastici periferici man mano ridotti o dismessi. L’autonomia scolastica e la Buona Scuola - con il potenziamento scolastico, la chiamata diretta, il bonus annuale ai docenti e tanto altro – hanno fatto il resto. Come se tutto questo non fosse mai accaduto, il Miur ha pensato bene di affidare alle segreterie scolastiche anche l’onere di aggiornare le graduatorie d’Istituto.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): lo slittamento al 13 luglio della scadenza per l’invio dei dati sulle graduatorie d’istituto è sicuramente una buona notizia, ma i problemi rimangono perché il personale continua a lamentare la mancanza di adeguata formazione in merito. Vorremmo capire, inoltre, per quale motivo non si è scelto di aggiornare le graduatorie d’istituto come si fa con le GaE, affidandole alla supervisione della direzione generale e alla gestione delle amministrazioni periferiche. Perché si sono ingolfati gli uffici interni alle scuole con migliaia di fogli cartacei, mentre tutti gli altri aggiornamenti, ma anche i concorsi, le nomine delle commissioni di maturità e quant’altro, vengono invece gestite con efficacia in modo totalmente telematico? Vorremmo infine sapere per quale motivo lo svolgimento di questo improbo e delicato compito di verifica dei servizi e dei titoli, di tutti i singoli candidati, non comporti alcun compenso aggiuntivo da assegnare al personale ammnistrativo che se ne fa carico: trattandosi di un lavoro extra, sottratto all’amministrazione centrale, per noi è evidente che deve prevedere un compenso ulteriore. Ma non dal Fondo d’Istituto, peraltro dimezzato rispetto a quello del 2011, bensì da assegnare a ogni scuola attraverso dei finanziamenti ad hoc.

Anief sta valutando, a questo proposito, tutte le modalità da adottare per sollecitare il Miur a incentivare gli assistenti amministrativi incaricati del rinnovo delle graduatorie d’istituto. Nel corso dell’estate, a tal proposito, verrà predisposta una piattaforma specifica per le rivendicazioni, economiche ma non solo, riguardanti il personale Ata. Il sindacato ricorda che promuove già specifici ricorsi contro il criterio della cosiddetta ‘temporizzazione'  applicato ai responsabili amministrativi e agli assistenti amministrativi transitati nei ruoli di DSGA e per ottenere il riconoscimento integrale del servizio pregresso ai fini della ricostruzione di carriera. Per il personale Ata è possibile aderire anche ai ricorsi per la stabilizzazione, gli scatti di stipendio e l’estensione dei contratti al 31 agosto (cliccare qui). Ma anche per il recupero della differenza retributiva per aver ricoperto il ruolo di DSGA, come per la stabilizzazione per chi ha svolto funzioni DSGA per oltre 36 mesi (cliccare qui). Intanto, solo pochi giorni fa, l’Anief ha ottenuto un nuovo successo in tribunale contro la decurtazione retroattiva dell'indennità di funzioni superiori come DSGA. È ancora possibile aderire allo specifico ricorso Anief.

 

dipendenti pubblici non sono figli di un dio minore, meritano lo stesso rispetto di tutti gli altri lavoratori: per questo, secondo noi è propedeutico alla firma del contratto bloccato dal 2008 che il Governo garantisca il recupero dell’inflazione indicizzata, da calcolare da settembre 2015, l’applicazione di un aumento adeguato, l’indipendenza dei contratti di categoria dalla legge, pur nel rispetto delle parti comuni al settore privato, riguardo delle direttive Ue sull’organizzazione lavorativa e il trattamento dei lavoratori. 

A chiederlo è stato oggi Marcello Pacificopresidente nazionale Anief, presente al tavolo Aran, confederazioni sindacali per l'avvio del tavolo, dopo 8 anni di blocco, del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. Pacifico, presente all’Aran nella delegazione Cisal-Confedir, ha detto che se si vuole individuare un percorso condiviso per l’avvio dei negoziati relativi a ciascun comparto e area, a seguito dell’approvazione definitiva del testo unico del pubblico impiego, è fondamentale chiarire da subito che "ci sono dei punti imprescindibili". "E' fondamentale accordare il recupero dell’inflazione indicizzata - ha spiegato Pacifico - prendendo come base di partenza il mese di settembre 2015, così come ha stabilito la Corte Costituzionale: rispetto al blocco che perdura dal 2008, il Governo deve mettere a disposizione, come media, almeno 210 euro a dipendente: 105 sono relative all’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale, prevista per legge, a cui si aggiunge una cifra analoga come aumento di categoria. È una somma decisamente più consistente degli 83 lordi a regime, di cui la maggior parte ancora da approvare con la Legge di Bilancio di fine anno, peraltro da assegnare solo, se va bene, dai primi mesi del 2018. Tanto che al momento possiamo contare sulla sicura copertura di appena 36 euro lordi medi a lavoratore".
"Nel calcolo – ha detto ancora Pacifico al tavolo delle trattative – i nostri governanti hanno anche dimenticato l’ultimo quadrimestre 2015. Sono soldi che devono essere ridati ai dipendenti, non possono finire nel dimenticatoio. Per questo abbiamo annunciato ricorso, sia per i dipendenti della Scuola, sia per i lavoratori della Pubblica Amministrazione, che ritireremo solo laddove la richiesta venga soddisfatta". Pacifico ha poi detto che bisogna rendere indipendente il contratto dalla legge, escludendo le parti comuni con il settore privato. In ogni caso, qualsiasi norma che regola questo genere di rapporti, deve sempre aver il massimo rispetto di tutte le direttive emesse dall’UE su organizzazione e orario di lavoro, ampia informativa ai dipendenti, gestione delle ferie, congedo, pensioni e precariato. La trattativa non può non tenerne conto.

Fonte: Repubblica.it

Arriva un'importante pronuncia in Consiglio di Stato in merito alla composizione delle Graduatorie del concorso a cattedra 2016 con il riconoscimento della fondatezza delle ragioni patrocinate dal nostro sindacato a tutela dei cosiddetti ‘idonei fantasma’. Ancora irrisolta la questione GM con il solo 10% degli idonei per il concorso Primaria e Infanzia per cui è ancora possibile aderire al ricorso Anief.

La vittoria in Consiglio di Stato targata Anief arriva grazie all'azione legale patrocinata dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Nicola Zampieri che ottengono l'accoglimento dell'istanza cautelare con l'immediato rinvio al TAR Lazio per la definizione nel merito del contenzioso. Ritenuta fondata, anche, l'ulteriore questione specificamente sollevata dai legali del giovane sindacato in merito alla necessità, da parte degli USR, di compilare le GM considerando anche il numero dei candidati che risultano inseriti in distinte graduatorie per classi di concorso afferenti al medesimo Ambito Verticale e, di conseguenza, considerare vincitori un numero maggiore di candidati. Già la cosiddetta ‘fase transitoria’ per la scuola secondaria aveva riconosciuto la possibilità di scorrere le GM oltre il 10% degli idonei; adesso le conferme arrivano anche dalle pronunce del tribunale amministrativo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘ora il punto irrisolto riguarda i candidati del Concorso per la Scuola Infanzia e Primaria e relativi posti di sostegno, per loro non c'è stata ancora chiarezza sulla possibilità di scorrere le graduatorie di merito per intero e il nostro ricorso è già pronto per il deposito. Otterremo giustizia anche per loro evidenziando, anche, la palese disparità di trattamento posta in essere nei loro confronti’. Le adesioni allo specifico ricorso Anief per ottenere lo scorrimento delle GM Infanzia e Primaria anche oltre la fatidica soglia del 10%, scadono il prossimo 8 luglio.

 

 

ROMA, 27 GIU - Graduatorie docenti nel caos. Già 10 mila ricorrono con Anief contro il decreto di scioglimento della riserva. Lo rende noto lo stesso sindacato Anief sottolineando che i ricorsi riguardano "il mancato aggiornamento dei docenti inseriti in terza fascia che chiedono una provincia diversa per le prossime immissioni in ruolo e per le supplenze. Ma anche di ricorsi contro il mancato inserimento di quegli insegnanti precari che hanno un titolo di studio abilitate, già riconosciuto valido dal Consiglio di Stato nel 2015 e 2016, come i diplomati magistrale, anche a indirizzo linguistico, i docenti cancellati che hanno chiesto il reinserimento, i diplomati di Conservatorio e Accademia di Belle Arti, nonché gli Insegnanti Tecnico Pratici: il precedente non è da poco, perché a essere inseriti sono stati in tanti. Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi, clicca qui". Nel frattempo - prosegue l'Anief - "è caos per la gestione delle Graduatorie di Istituto, perché le amministrazioni scolastiche non riescono a gestire in pochi giorni l'alta mole di domande pervenute, peraltro sembra senza nemmeno avere sempre a disposizione i dati relativi a titoli e servizi presentati dagli stessi docenti tre anni fa. Mancano appena tre giorni alla scadenza per l'invio al Sidi: nuovo appello del giovane sindacato al Miur perché espliciti regole più definite e omogenee e rinvii la scadenza del 30 giugno".

Si è oggi riunito il tavolo, dopo 8 anni di blocco, per il rinnovo dei contratti pubblici, durante il quale si è anche parlato della nuova composizione del macro-comparto della Conoscenza. Il sindacalista autonomo, presente all’Aran nella delegazione confederale, ha detto che ci sono dei punti imprescindibili, a iniziare dal recupero dell’inflazione indicizzata, prendendo come base di partenza il mese di settembre 2015, come ha stabilito la Consulta. Si parla tanto di 83 euro medi a dipendente, da applicare comunque non prima del 2018, ma oggi rimaniamo alla sicura copertura di appena 36 euro lordi medi a lavoratore. Mentre il Governo deve mettere a disposizione, come media, non meno di 210 euro a dipendente: 105 sono relative all’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale, a cui si aggiunge una cifra analoga come aumento di categoria. Pacifico ha poi detto che bisogna rendere indipendente il contratto dalla legge, escludendo le parti comuni con il settore privato. In ogni caso, qualsiasi norma che regola questo genere di rapporti, deve sempre aver il massimo rispetto di tutte le direttive emesse dall’UE su organizzazione e orario di lavoro, ampia informativa ai dipendenti, gestione delle ferie, congedo, pensioni e precariato. La trattativa non può non tenerne conto.

 

È record di adesioni per il mancato aggiornamento dei docenti inseriti in terza fascia che chiedono una provincia diversa per le prossime immissioni in ruolo e per le supplenze. Ma anche di ricorsi contro il mancato inserimento di quegli insegnanti precari che hanno un titolo di studio abilitate, già riconosciuto valido dal Consiglio di Stato nel 2015 e 2016, come i diplomati magistrale, anche a indirizzo linguistico, i docenti cancellati che hanno chiesto il reinserimento, i diplomati di Conservatorio e Accademia di Belle Arti, nonché gli Insegnanti Tecnico Pratici: il precedente non è da poco, perché a essere inseriti sono stati in tanti. Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi, clicca qui. 

Nel frattempo è caos per la gestione delle Graduatorie di Istituto, perché le amministrazioni scolastiche non riescono a gestire in pochi giorni l’alta mole di domande pervenute, peraltro sembra senza nemmeno avere sempre a disposizione i dati relativi a titoli e servizi presentati dagli stessi docenti tre anni fa. Mancano appena tre giorni alla scadenza per l’invio al Sidi: nuovo appello del giovane sindacato al Miur perché espliciti regole più definite e omogenee e rinvii la scadenza del 30 giugno.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’apertura agli abilitati era un’operazione necessaria e di buon senso. Anche perché va ricordato che in molte delle stesse GaE, come in quelle di Merito, derivanti dai concorsi a cattedra, non c’è più nessuno. Non è certo una novità, ma un dato di fatto venutosi a creare già da un paio d’anni. Sono da vera emergenza, a esempio, le graduatorie esaurite di Matematica alle scuole medie, di sostegno e di tante discipline tecniche. Ma una situazione analoga riguarda anche le nuove classi di concorso, come l’insegnamento di italiano agli alunni stranieri, che costituiscono quasi il 10 per cento degli iscritti, le quali, continuando a estromettere gli abilitati, continueranno a mantenere in vita il triste fenomeno della supplentite.

 

Tuttoscuola: senza nomine il 2018-19 sarebbe un anno horribilis ancor più dell’anno prossimo, gravato da un numero crescente d'istituti affidati al preside di altre scuole. Se le sedi vacanti al prossimo settembre si possono stimare intorno a 1.500, dall’anno successivo potrebbero sfiorare le 2.000, a cui vanno aggiunte le 334 sedi sottodimensionate che, per legge, non dispongono del dirigente titolare e sono anch’esse affidate in reggenza. Del ritardo sembra compiacersi il 'Ministero dell’economia e finanze, perché, conti alla mano, deve pagare per una sede vacante soltanto l’indennità di reggenza, mentre per una sede coperta dal concorso dovrà pagare la retribuzione da DS del vincitore nonché lo stipendio di un altro docente chiamato a ricoprire il posto lasciato vacante dal neo DS'. Appello Anief: si è ancora in tempo per modificare il regolamento.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non si può gestire la scuola senza un minimo di programmazione. Se, a breve, una scuola su quattro si ritroverà senza preside e una su due con lo stesso dirigente scolastico, non possiamo nasconderci dietro a un dito. Si provveda, quindi, ad allestire un concorso pubblico con un adeguato numero di posti. Così come si permetta di superare l’immissione in ruolo come requisito imprescindibile per l’immissione in ruolo come dirigente. Dalla nostra parte abbiamo anche la sentenza della Corte di Giustizia europea sul procedimento C-177/10 dell’8 settembre 2011: una pronuncia che, assieme alle espressioni dello stesso tenore del Tar, peserà, ne siamo certi, nelle valutazioni dei giudici.

È ancora possibile aderire al ricorso contro l’esclusione illegittima dal concorso per dirigenti scolastici. Nel frattempo, Eurosofia ha avviato da tempo corsiin presenza ea distanza per prepararsi alle prove concorsuali usufruendo di vantaggiose convenzioni e vantaggi.

 

Sebbene siano buoni ultimi nella graduatoria degli stipendi dei dirigenti pubblici italiani, ai presidi laziali sono stati sottratti oltre 2 milioni e 200mila euro complessivi, per colpa di calcoli errati sulla restituzione del 'Fondo unico nazionale' dell’a.s. 2015/2016.

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): nell’ ‘orgia dei tagli’ degli ultimi anni, il Miur si è fatto prendere la mano e ha tagliato nel Lazio anche più del dovuto, per il semplice motivo che ha sbagliato a fare i conti. Non è che si tratta di cifre irrisorie. Per questo motivo, l’Udir ha diffidato il Ministero dell’Istruzione e l’Ufficio scolastico regionale del Lazio a restituire ai Dirigenti Scolastici laziali i 2.224.746 euro oggi sottratti.

Udir attraverso apposito ricorso intende recuperare tutti gli arretrati sinora non percepiti. Inoltre, il sindacato ha deciso di avviare ricorso al Tar Lazio anche per l’incremento del Fondo Unico nazionale. La giovane organizzazione sindacale, che opera a tutela dei dirigenti scolastici, è pronta anche a impugnare tutti i Contratti Integrativi Regionali che saranno sottoscritti.Aderisci al ricorso gratuito. Udir mette, infine, a disposizione specifici modelli di diffida, puntando al recupero di una serie di 'voci' e diritti sino a oggi negati: Recuperi Erariali, Trattenuta TFR/TFS, Trattenuta ENAM, Indennità di vacanza contrattuale, RIA, FUN.

 

 

Appena una piccola parte potrà sottoscrivere questa estate il contratto a tempo indeterminato, perché in organico le cattedre libere scarseggiano e per loro non sono state messe da parte. Per tutti gli altri, se riparla nel 2018. Solo che nel frattempo sarà già vicina la scadenza del triennio di validità delle graduatorie. Il sindacato dinanzi a questa prospettiva non starà a guardare e annuncia ricorsi, per prolungare l’arco temporale nel quale sarà possibile immettere in ruolo chi ha dimostrato di possedere le competenze giuste per fare l’insegnante nella scuola pubblica. Anche perché nei prossimi anni entrerà in vigore il rinnovato percorso selettivo-formativo derivante dalla Legge 107/15 che porterà in cattedra i nuovi docenti a titolo definitivo non prima del 2022. Così a coprire quei posti saranno ancora una volta i supplenti.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): siccome serviranno diversi anni per vedere immessi in ruolo vincitori e idonei, non si comprende perché il tetto dei tre anni dalla stipula della graduatoria debba ancora rimanere in vita. La verità è che chi amministra la scuola pubblica ha combinato un altro pasticcio: se non si corre al più presto ai ripari, con un provvedimento ad hoc che estende i tre anni di validità delle graduatorie, l’errore potrà ancora una volta essere superato solo in tribunale.

 

Posizioni dei giudici all’unisono presso le Corti di mezza Italia: da Catania a Milano, a favore di insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario, i legali del sindacato Anief hanno ottenuto pieno riconoscimento del diritto agli scatti di anzianità, quindi degli arretrati, al risarcimento per la mancata assunzione oppure per essersi visti negati i pagamenti dei mesi estivi pur ricoprendo un posto vacante. Inoltre, i ricorrenti d’ora in poi si ritroveranno uno stipendio effettivamente commisurato all'anzianità di servizio maturata nel corso del tempo. In tutti i casi, i giudici hanno ravvisato nei loro confronti un vero e proprio sfruttamento, che stride con le indicazioni europee e transnazionali dettate proprio per prevenire l’abuso del precariato. È ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere le progressioni di carriera anche se precari.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il nostro sindacato è nato proprio per tutelare i diritti di tutti i lavoratori della scuola e i precari, in particolare, sono quelli che da sempre hanno subito e subiscono tuttora gravissime discriminazioni. Le nostre azioni legali stanno dimostrando che avevamo ragione e i tribunali di tutta Italia evidenziano come il Ministero abbia palesemente violato l’Accordo Quadro attuato con Direttiva 1999/70/CE sulla non discriminazione del lavoro precario. Siamo orgogliosi di aver patrocinato cause che stanno restituendo dignità ai docenti e al personale Ata precario.

 

Laurea a pieni voti con 110 e lode grazie ad altrettante sentenze favorevoli per l'Anief, il sindacato che riesce sempre a ottenere giustizia nella tutela dei diritti dei lavoratori precari. Da Catania a Milano, dai docenti agli ATA, per l'Anief è sempre vittoria con pieno riconoscimento del diritto agli scatti di anzianità e al risarcimento del danno per i precari sfruttati. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere le progressioni di carriera anche se ancora precari.

110 vittorie e 110 sentenze - ottenute negli ultimi 60 giorni - che condannano il Ministero dell'Istruzione al riconoscimento del diritto dei lavoratori precari della scuola al pagamento di uno stipendio effettivamente commisurato all'anzianità di servizio maturata nel corso del tempo. Gli Avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli, coadiuvati dai legali Anief su tutto il territorio nazionale, ottengono ragione presso le Corti d'Appello di Bari, Bologna e Milano e i Tribunali del Lavoro di Bari, Biella, Brescia, Catania, Catanzaro, Ivrea, Piacenza, Reggio Emilia, Roma, Tempio Pausania, Torino, Vercelli e Vicenza. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘il nostro sindacato è nato proprio per tutelare i diritti di tutti i lavoratori della scuola e i precari, in particolare, sono quelli che da sempre hanno subito e subiscono tuttora gravissime discriminazioni. Le nostre azioni legali stanno dimostrando che avevamo ragione e i tribunali di tutta Italia evidenziano come il Ministero abbia palesemente violato l’Accordo Quadro attuato con Direttiva 1999/70/CE sulla non discriminazione del lavoro precario. Siamo orgogliosi di aver patrocinato cause che stanno restituendo dignità ai docenti e al personale ATA precario’. L'Anief ricorda che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

 

Domani la scadenza che interessa l’aggiornamento della posizione di 300mila precari. Appello all’amministrazione scolastica da parte di assistenti e dirigenti scolastici, perché posticipi la scadenza fissata ora solo al 30 giugno: è una tempistica a dir poco irrispettosa, perché serve tempo per esaminare titoli, servizi e dichiarazioni. Lasciando così le cose, si rischiano pasticci e ricorsi. Soprattutto perché le segreterie negli ultimi anni lavorano sotto organico, per via dei corposi tagli di posti (circa 50mila) attuati a partire dalla Legge 133/08 e confermati pure dal Governo Renzi che ha cancellato oltre 2mila unità di personale Ata. Anief ricorda, inoltre, che sulle graduatorie d’istituto incombono poi seri rischi di rifacimento, per via delle decisioni prese in tribunale. Lo stesso giovane sindacato ha presentato una serie di ricorsi al Tar Lazio contro il D.M. 374 riguardanti tutte le fasce, quindi non solo la seconda e terza coinvolte con l’aggiornamento attuale. I precari interessati possono presentare domanda o diffida entro domani che corrisponde all’ultimo giorno di presentazione dei titoli e servizi. La scadenza per l’adesione ai ricorsi è fissata al 30 giugno.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): si ripete un copione già visto, con il Miur che fa ricadere sul personale la mancanza di programmazione e i ritardi della macchina amministrativa. Fermo restando che è fondamentale nominare i supplenti prima dell’avvio del nuovo anno scolastico, come la legge prevede, non si comprende come faranno le scuole a esaminare in così pochi giorni titoli e servizi presentati dai docenti. Sarebbe bastato avviare la ‘finestra’ di aggiornamento qualche settimana prima. Per quanto riguarda i nostri ricorsi, sono stati presentati contro il D.M. 374/2017 e la nota Miur di trasmissione prot. n.  25196 del 1° giugno: si rivolgono a parti del regolamento istituito che contengono elementi di ingiustizia e irragionevolezza macroscopici, spesso anche in contrasto con chiare pronunce della magistratura amministrativa e persino in opposizione ai recenti decreti legislativi della Buona Scuola.

 

 Per maggiori informazioni consulta il sito della tua regione:

La donna era stata collocata dal Miur in una scuola di Catania, lontanissima dal suo Comune di residenza, Monreale, e dal proprio nucleo familiare, costituito da due figli in tenera età (tre e un anno) e dal coniuge, impossibilitato a seguirla. Il provvedimento è del Tribunale del Lavoro di Catania che accoglie le ragioni patrocinate dai legali Anief e annulla il contratto nazionale sui trasferimenti nella parte in cui non attribuisce punteggio al servizio svolto nelle scuole non statali o equiparate: per i giudici il trasferimento coatto ha costituito un inevitabile 'pregiudizio per l’unità della famiglia', perché non considerando tutti i periodi di precariato sono state 'gravemente compromesse l’unità e la serenità del nucleo familiare'. Del resto, l’articolo 29 della Costituzione italiana, come il 31 e il 26, tutelano in modo chiarissimo l’unità della famiglia. E lo Stato non può creare le condizioni di andarla a minare, arrivando ad approvare disposizioni contrarie. Ma anche l’articolo 8 della Convenzione sulla giurisprudenza europea salvaguarda il diritto familiare.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): questa nuova vittoria è per noi motivo di forte soddisfazione. Perché abbiamo dimostrato in udienza non solo l'illegittimità delle disposizioni riportate nel contratto nazionale dell’aprile scorso sulla mobilità, ma anche come il Ministero dell’Istruzione abbia gravemente compromesso l'unità e la serenità della lavoratrice e dei suoi affetti, attraverso delle previsioni contrattuali illegittime e lesive dei diritti dei lavoratori. E siccome il diritto al lavoro non può negare quello alla famiglia, visto che è una prerogativa che riguarda perfino i militari, il giudice non ha potuto fare altro che applicare la legge.

È ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere il punteggio del servizio svolto nelle scuole paritarie o il punteggio per i titoli SSIS, TFA, Sostegno, per il servizio militare svolto non in costanza di nomina cui il CCNI non attribuisce punteggio, qualora siano stati dichiarati nella domanda di mobilità e non si è ottenuto il movimento richiesto. Per informazioni e aderire ai ricorsi clicca qui.

 

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